Rossi… STAI PUNITO!

23 Maggio 2018
Rossi... STAI PUNITO!
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Quando c’era il servizio di leva ai soldati capitava di essere apostrofati così. Ora il servizio militare non ci sta più, ma sappiamo che nelle aziende basta poco (a volte addirittura quasi nulla) per far scattare una sanzione disciplinare. Cerchiamo di vedere quando, e soprattutto come, conviene agire per contestarla.

Affinché sia valida, una sanzione deve essere preceduta da una contestazione di addebito e dalla difesa del lavoratore. La contestazione, a sua volta, per essere valida deve rispettare alcune regole:

  • Non dev’essere generica, ma molto specifica! – non è accettata ad esempio dalla giurisprudenza una contestazione generica di “scarsa collaborazione”.
  • Deve essere tempestiva! Ossia inviata o consegnata al lavoratore appena il datore di lavoro rileva il fatto che ritiene sanzionabile – se mi contestano una cosa dopo sei mesi, posso non ricordare bene e quindi il mio diritto a difendermi viene pregiudicato!
  • I fatti su cui si fonda la sanzione devono coincidere con quelli oggetto della contestazione (vale a dire che – ad esempio – non ti posso contestare un’assenza e poi punirti perché sei arrivato in ritardo).

Di regola la contestazione deve avvenire in forma scritta, ciò vale in assoluto se si prevede una sanzione più grave di un “richiamo verbale”.

Se ci viene contestata una recidiva, cioè un comportamento reiterato, che ha già dato luogo ad un precedente provvedimento disciplinare, questa circostanza deve essere esplicitamente evidenziata nella contestazione!

Quando arriva una lettera di contestazione bisogna rispondere sempre (e rapidamente)! Una mancata risposta è peggiore di una risposta in cui si ammettono le colpe (che comunque è sempre meglio evitare!).

Lo Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300/70) dice anche come rispondere: possiamo farlo per iscritto, oppure chiedere un incontro: in ogni caso la risposta va data entro 5 giorni dal ricevimento della contestazione.

Nei luoghi di lavoro in cui è presente una R.S.A. è consigliabile richiedere un incontro e farsi accompagnare dal rappresentante sindacale!

Soltanto una volta sentito il lavoratore (o aver ricevuto le sue giustificazioni scritte), il datore di lavoro può comminare una sanzione!

Ricordiamo che secondo l’art 227 del Ccnl del Terziario, applicato dalla Rossetto, l’adozione eventuale del provvedimento disciplinare deve essere comunicata al lavoratore entro e non oltre il termine di 15 giorni (nella generalità dei casi) dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore per fornire le proprie giustificazioni, dopodiché se il datore di lavoro tarda, la sanzione è facilmente annullabile!

Ma una volta ricevuta la sanzione sono obbligato ad accettarla o, se penso di aver ragione, posso ancora farmi valere? Se non si ritiene giusta la sanzione esistono due strade: nei casi più gravi si può ricorrere alla magistratura! In questo caso il datore di lavoro ha l’onere di provare l’esistenza dell’addebito contestato!

Negli altri casi si può richiedere entro 20 giorni dalla comunicazione della sanzione la costituzione di un collegio di conciliazione ed arbitrato alla Direzione Territoriale del Lavoro della provincia in cui ha sede il punto vendita, al fine di ottenere la revoca o la conversione del provvedimento.

Per fare questo è indispensabile rivolgersi alle sedi locali (provinciali) delle organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl. I recapiti delle sedi della UILTuCS sono indicate nella sezione “DOVE SIAMO” di questo blog!

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