Se questo è un orario…

19 Marzo 2018
Se questo è un orario...
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Ci è stato chiesto da qualcuno cosa intendiamo dire quando parliamo di “orari di lavoro penalizzanti” nella rossetto. Ecco un esempio. Questo è il planning delle ore di un reparto di un punto vendita rossetto nella settimana che precedeva l’ultimo Natale.

Esempio di Tabella oraria Rossetto
Esempio di tabella oraria Rossetto. Clicca per ingrandire

Domande possibili:

1. È possibile lavorare 7 giorni su 7 come succede al lavoratore A e al lavoratore C?

Si. Purtroppo dal 2008 si può, perché alla norma di legge che prevedeva “ogni sette giorni un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive” è stata aggiunta la frase “Il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media di un periodo non superiore a 14 giorni.” In altre parole, se ai due lavoratori sono stati riconosciuti due giorni di riposo la settimana prima o la settimana dopo, il fatto che nella settimana di Natale abbiano lavorato 7 giorni su 7 non è vietato.

2. È possibile lavorare 70 ore (lavoratore A) o 67 ore (lavoratore C) in una settimana?

Si. Dal 2003 la norma di legge che stabiliva in 60 ore le ore lavorabili alla settimana (che per altro prevedeva delle eccezioni) è stata superata. Quindi al lavoratore A per quella settimana dovevano “solo” essere pagate 10 ore di straordinario al 15% (dalla 39esima alla 48esima ora di lavoro) e 22 ore di straordinario al 20% (dalla 49esima alla 70esima ora di lavoro), ai sensi di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Va detto però che esiste un limite massimo di ore lavorabili medie che è fissato in 48 ore settimanali, ma calcolate sulla media di 4 mesi…in pratica assai difficile da controllare.

3. Ma 32 ore di straordinario in una settimana non sono comunque troppe?

Troppe lo sono di sicuro, ma il CCNL dice che “è facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d’opera straordinarie a carattere individuale nel limite di 250 ore annue.” Quindi il punto è: quante ore di straordinario il lavoratore A aveva già fatto dal 1° gennaio al 17 dicembre dell’anno passato? Se erano state complessivamente più di 250 il lavoratore poteva rifiutarsi di farne della altre. Lo stesso principio valeva per i lavoratori C, D e E, con le loro 29, 20,5 e 15 ore di straordinario a testa.

4. Ma è possibile spezzare l’orario di lavoro giornaliero in 3 parti, separate ognuna da 30 minuti di pausa, come avviene di sabato e domenica per tutti i lavoratori?

Purtroppo è possibile, anche se è una vera schifezza. In molte aziende della distribuzione alimentare in effetti questo è impossibile perché gli orari devono prevedere il “turno unico” giornaliero (ossia non sono consentiti gli orari “spezzati”, o è possibile un’unica interruzione dell’orario di lavoro giornaliero) in forza dei contratti integrativi aziendali. Ma la rossetto non ha un contratto integrativo.

5. In questo planning di orario settimanale, allora, è tutto regolare?

NO! Questi orari di lavoro violano la norma di legge che impone 11 ore di riposo consecutive al giorno tra l’ora in cui si smonta dal lavoro alla sera e l’ora in cui si rimonta in servizio il giorno seguente. Se quindi si smonta alle 20,30 di sera NON SI PUÒ tornare al lavoro il giorno dopo prima delle 7,30. Quindi i lavoratori A, B, C hanno un orario vietato dalla legge sia il sabato che la domenica, perché sono smontati alle 20,30 e sono rimontati in servizio alle 6 del giorno dopo (9,5 ore di riposo). Anche i lavoratori D, E e F hanno un orario vietato dalla legge, ma solo alla domenica. Inoltre, il lavoratore E ha un orario di lavoro vietato dalla legge anche il mercoledì, perché le 11 ore di riposo consecutivo devono essere sommate alle 24 ore del riposo settimanale (totale 35 ore consecutive), mentre lui è smontato alle 20,30 del lunedì ed è rimontato in servizio alle 7 di mercoledì (34,5 ore). La legge assegna alla contrattazione integrativa la possibilità di derogare a questo limite. Ma la rossetto non ha un contratto integrativo.

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