Unicoop Etruria, riorganizzazione: trovare le migliori soluzioni possibili
Il 12 febbraio 2026 Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno incontrato la direzione di Unicoop Etruria, assistita da Ancc, per proseguire il confronto sul piano di riorganizzazione delle sedi e della cessione di 24 punti vendita.
All’esito di un confronto articolato, reso particolarmente difficile a causa di un piano sviluppato in più fasi che coinvolge sia la riorganizzazione delle sedi, con 180 potenziali esuberi che la cessione di almeno 24 punti vendita collocati su 5 regioni diverse, sono stati ipotizzati alcuni principi e garanzie condivise che devono guidare la gestione complessiva della riorganizzazione:
Riorganizzazione Sedi
I 180 esuberi sulle sedi, ripartiti per macroaree di funzioni, verrebbero gestiti con una procedura di esodo incentivato sulla base del criterio esclusivo della non opposizione al licenziamento.
L’importo base dell’incentivo è stato aumentato a 35mila € per un IV livello full-time, da riparametrare in base ai livelli di inquadramento e riproporzionare sull’orario di lavoro.
In aggiunta sarebbe garantito il pagamento del preavviso oltre naturalmente all’accesso alla Naspi. In caso di eccesso di richieste di esodo, si darebbe priorità all’anzianità anagrafica. Per quanto concerne l’adesione volontaria sarà prevista la compensazione tra macroaree, fermo restando il raggiungimento del numero previsto.
Parallelamente si aprirà un confronto finalizzato ad intese sui criteri delle eventuali ricollocazioni sulla rete vendite o sul magazzino, che sarebbero accompagnate dal trattamento economico per i trasferimenti previsto dal Cia ex-Unicoop Tirreno.
Il presupposto è che è stata accettata la richiesta sindacale di mantenere un adeguato presidio di personale e funzioni a Castiglione del Lago e di confrontarsi su strumenti di formazione che facilitino il reimpiego di lavoratrici e lavoratori.
Cessioni
Ferma restando la contrarietà espressa dalle organizzazioni sindacali alle cessioni, la cooperativa si impegnerebbe a considerare solo compratori che:
- Siano operatori strutturati;
- Applichino i Ccnl corretti;
- Assumano formalmente, in sede di procedura ex articolo 47 legge 428/90, l’impegno alla continuità occupazionale e commerciale dei siti acquisiti, in aggiunta alle previsioni di cui all’articolo 2112 codice civile in tema di trattamenti individuali e collettivi.
Inoltre, verrebbe garantito:
- L’apertura dei punti vendita fino all’eventuale cessione;
- L’allungamento a 45 giorni della procedura di consultazione sindacale per monitorare adeguatamente le condizioni;
- L’impegno a confrontarsi preventivamente, in caso di mancata cessione dei punti vendita, sulle azioni da intraprendere, garantendo comunque le medesime condizioni delle sedi nell’eventualità di esuberi;
- L’impegno formale a non procedere a cessioni o chiusure ulteriori fino al 31 dicembre 2027.
Indicativamente entro fine giugno Unicoop dovrebbe avviare le cessioni, prevedendo nella seconda metà di maggio l’avvio di un monitoraggio e di un confronto preventivo finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise.
Nel complesso, sono state accolte molte delle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali per garantire continuità e qualità dell’occupazione, pur nel quadro di un’operazione che mantiene criticità e incognite.
D’altra parte, Unicoop Etruria si è detta indisponibile sia all’utilizzo di ammortizzatori sociali, sia all’allargamento, in questa prima fase, degli esodi volontari e incentivati anche per la rete.
Si tratta di strumenti proposti dalle organizzazioni sindacali per facilitare i ricollocamenti e in generale la gestione della riorganizzazione ma che la cooperativa non ritiene sostenibili.
Nelle more di un ulteriore confronto con Unicoop, che andrà certamente esercitato fino in fondo per cercare le migliori soluzioni possibili, sarà necessario nel confronto con le lavoratrici e i lavoratori valutare lo stato di questa complessa trattativa.
Il confronto è stato aggiornato al 26 febbraio 2026 alle ore 13.

