Caporalato su rider: anche Deliveroo nei guai, Uiltucs: “Trattare per contratto”
“Il controllo giudiziario disposto dalla Procura di Milano nei confronti di Deliveroo Italy, nell’ambito di un’inchiesta per caporalato, conferma il problema dello sfruttamento e del lavoro a basso reddito nel settore delle consegne a domicilio”.
Lo dichiara Mario Grasso della Uiltucs nazionale, che da tempo segue le vertenze dei rider e le condizioni di lavoro nel settore del food delivery, denunciando situazioni di precarietà e criticità analoghe.
Il sostituto procuratore di Milano Paolo Storari, infatti, ha disposto il controllo giudiziario per Deliveroo Italy. La misura non comporta la chiusura dell’azienda, che continua a operare, ma la sottopone a vigilanza attraverso un amministratore giudiziario nominato dal tribunale, con il compito di verificare e rimuovere eventuali condizioni di sfruttamento e di adeguare l’organizzazione aziendale alle norme sul lavoro. Contestualmente, proseguono gli accertamenti della Procura nei confronti dell’amministratore unico e della società, anche in relazione all’eventuale responsabilità amministrativa.
“Alla vigilia del recepimento della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali, le vicende che coinvolgono Glovo e Deliveroo rilanciano con forza un senso di urgenza per garantire tutele e diritti della subordinazione ai fattorini del food delivery”, prosegue Grasso, richiamando anche il recente provvedimento disposto nei confronti di Glovo sempre dalla Procura di Milano.
Secondo quanto emerge dai lanci di agenzia, l’inchiesta ipotizza l’impiego di migliaia di rider in condizioni di sfruttamento e con compensi in alcuni casi significativamente inferiori rispetto ai parametri della contrattazione collettiva e alla soglia di povertà. Il controllo giudiziario prevede la nomina di un amministratore con funzioni di vigilanza e intervento, finalizzate alla regolarizzazione delle posizioni lavorative e alla prevenzione di ulteriori violazioni nella filiera delle consegne.
“La richiesta di documenti avanzata dal sostituto procuratore ad alcune aziende della ristorazione e della grande distribuzione organizzata che utilizzano i rider deve portare a una riflessione sulle condizioni di lavoro nell’intera filiera”, conclude Grasso. “Sarebbe utile riprendere la trattativa tra Assodelivery, Confcommercio e le federazioni di categoria del terziario avviata nel 2023 per dare una risposta concreta a migliaia di lavoratrici e lavoratori dell’economia digitale”.

