Unipol Rental, chiusure in vista: il confronto sindacale e i prossimi passi
Il 4 marzo si è svolto un incontro tra le organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat, Uiltucs, le strutture territoriali e le Rsa con la direzione di Unipol Rental, alla presenza dell’amministratore Delegato della società Massimo Loserva.
L’azienda ha illustrato una rilevante operazione di riorganizzazione, che prevede la chiusura di 21 sedi territoriali collocate sia al Centro-Sud che al Nord. La società ha 411 dipendenti in totale distribuiti in 27 sedi.
Secondo quanto comunicato, tutte le attività amministrative e direzionali delle sedi coinvolte saranno accentrate nelle città di Reggio Emilia, Bologna e Milano. Rimarranno operativi tre “customer point” ad Assago, Casalecchio di Reno Reggio Emilia.
Il provvedimento riguarda 100 lavoratori totali di cui 72 addetti direzionali/amministrativi, che, nell’impostazione aziendale, dovrebbero essere trasferiti fisicamente nelle 3 sedi sopracitate e 28 commerciali che continueranno ad operare sui territori attualmente assegnati ma con uno spostamento, solo formale, della sede di appartenenza.
Le tempistiche indicate dall’azienda sono la chiusura delle sedi il 30 giugno e l’avvio dei trasferimenti effettivi dal 1° luglio 2026.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno espresso fortissima contrarietà alla decisione aziendale, manifestando preoccupazione per l’abbandono dei territori del Centro -Sud.
L’amministratore delegato ha risposto, alle prime sollecitazioni esposte dalle organizzazioni sindacali, che l’attività commerciale non sarà abbandonata nel Centro-Sud, poiché garantita dalla rete di commerciali itineranti e che le consegne delle vetture risultano già quasi completamente esternalizzate.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre sottolineato che la scelta aziendale va ben oltre il concetto di “efficientamento organizzativo, si tratta di una vera e propria strategia industriale, drastica e non condivisibile, e non ritengono accettabile che un intervento di tale portata venga ridotto a un semplice tema di trasferimenti individuali.
È stato inoltre ricordato che da tempo i sindacati avevano richiesto un incontro per chiarire le numerose criticità segnalate dai lavoratori: il colpevole silenzio e le rassicurazioni informali ricevute in questi mesi rappresentano un ulteriore elemento negativo, soprattutto se paragonato alla comunicazione tardiva e relativa a una decisione presentata come definitiva.
Durante il confronto la società ha anche anticipato che saranno predisposti pacchetti di sostegno economico per i lavoratori trasferiti.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno tuttavia evidenziato che l’impatto complessivo dell’operazione non può essere affrontato limitando il confronto alla sola gestione dei trasferimenti.
Al termine dell’incontro, le organizzazioni sindacali hanno richiesto che la gestione della trattativa venga affrontata secondo quanto previsto dalla normativa in caso di chiusura di sedi, avviando le procedure di legge che garantiscano il rispetto del quadro di riferimento normativo a garanzia e tutela di lavoratrici e lavoratori.
Naturalmente la discussione dovrà tenere presenti tutti gli strumenti organizzativi ed economici che possano offrire uno spettro di opportunità più ampio possibile, ma la prima valutazione da fare è sulla scelta imprenditoriale e sulle conseguenze che questa ha sulla vita delle persone.
L’azienda a chiusura ha comunicato che invierà una comunicazione interna a tutti i dipendenti e trasmetterà alle organizzazioni sindacali l’elenco delle sedi interessate, con l’indicazione del numero dei lavoratori coinvolti e delle attività svolte.
Per quanto sopra è convocato per il giorno 6 marzo alle ore 16.30 un Coordinamento unitario delle delegate, dei delegati e delle strutture territoriali, nell’ambito del quale verranno valutate tutte le
possibili iniziative sindacali a sostegno, a garanzia e tutela di lavoratrici e lavoratori.

