Commercio e lavoro festivo, lettera alla X Commissione Attività Produttive della Camera
Urgente discutere le proposte di legge sulla regolamentazione degli orari e delle aperture festive. Dopo anni di liberalizzazioni servono regole che migliorino le condizioni di vita e di lavoro di chi presta attività nel settore
Calendarizzare al più presto in Parlamento le proposte di legge sulla regolamentazione degli orari e delle aperture festive degli esercizi commerciali e avviare un confronto con le organizzazioni sindacali del settore.
È la richiesta avanzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in una lettera inviata al presidente della X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Alberto Luigi Gusmeroli.
Le tre federazioni sindacali, maggiormente rappresentative nei settori del commercio, della distribuzione e dei servizi, sollecitano l’avvio di una discussione parlamentare su un tema che riguarda milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto e che da anni attende una revisione normativa capace di porre un argine agli effetti negativi sulle condizioni di lavoro prodotte dalla liberalizzazione totale degli orari di apertura.
Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’estensione degli orari di apertura ha determinato un ampliamento significativo dei turni e dei carichi organizzativi, arrivando in molti casi a coprire l’intero arco dell’anno – fino a 365 giorni – e, in alcuni casi, anche fasce orarie continuative con aperture h24.
Per le tre sigle la possibilità di lavorare in modo continuativo anche nei giorni festivi ha infatti inciso profondamente sull’organizzazione della vita personale e familiare delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, senza che ciò fosse accompagnato da un reale miglioramento delle condizioni economiche o da un incremento stabile dei livelli occupazionali. “Il peggioramento della conciliazione vita lavoro – recita la missiva – è stata la conseguenza più nefasta. Inoltre, l’aggravio dei costi per le imprese, tutte costrette ad aprire nei giorni festivi e domenicali per non perdere quote di mercato, non ha consentito né un aumento dell’occupazione per far fronte ai maggiori turni né una compensazione economica per il disagio dei lavoratori”.
Per le organizzazioni sindacali, inoltre, l’obiettivo dichiarato delle liberalizzazioni, favorire la crescita dei consumi e stimolare la competitività del settore, non è stato raggiunto. Non solo. “La pressione svolta in questi anni dalle scriventi per richiedere un intervento sulla normativa che limitasse sensibilmente le aperture, chiudendo nei giorni festivi e riconsegnando a livello locale la programmazione delle aperture domenicali solo quando necessarie ed utili, – conclude il documento – ha spesso provocato l’attenzione dei media a cui è seguito un apparente interesse dell’attività dei Governi e del Parlamento, che si è però tradotta in proposte di legge assolutamente poco incisive e comunque mai arrivate in fondo all’iter per una eventuale approvazione”.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono necessario riaprire con decisione il confronto su una nuova disciplina degli orari commerciali, che consenta di superare l’attuale modello di liberalizzazione totale delle aperture domenicali e festive.

