19 marzo, genitorialità è responsabilità condivisa
In occasione del 19 marzo, Festa del Papà, ci apriamo aduna riflessione che va oltre la celebrazione affettiva. La vera sfida del nuovo millennio è compiere il passo decisivo che ci porta dal concetto di maternità e paternità a quello di genitorialità condivisa.
Si tratta anzitutto di una necessità strutturale per l’equilibrio della società e una leva strategica per l’occupazione femminile, ma anche dell’applicazione pratica del concetto che ogni vita conta. Conta quella del lavoratore che vuole essere padre, quella della lavoratrice che non vuole rinunciare alla carriera e quella della figlia e del figlio che meritano la presenza di entrambi i genitori.
Per troppo tempo la cultura del secolo scorso ha relegato il padre al ruolo di “provveditore economico”. Oggi, la scienza e la realtà quotidiana smentiscono questo modello limitante: il coinvolgimento attivo del padre fin dal concepimento è fondamentale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei figli e per il benessere dell’intero nucleo familiare. Eppure, i numeri ci dicono che il cammino è ancora lungo: in Italia, le donne dedicano mediamente oltre 5 ore al giorno al lavoro di cura non retribuito, contro l’ora e 48 minuti degli uomini.
La disparità nel carico di cura si riflette direttamente sul mercato del lavoro. Il tasso di occupazione delle madri si ferma appena sopra il 50%, mentre quello dei padri vola all’83,5%. La nascita di una bambina o di un bambino non può continuare a essere un ostacolo esclusivo per le donne, traducendosi in part-time involontari o uscite forzate dal mondo del lavoro. Rivendicare congedi paritari e strutturali, ben retribuiti, significa garantire che nessuno debba scegliere tra carriera e affetti.
I ritardi legislativi in tal senso possono essere mitigati dalla contrattazione. La contrattazione, ai vari livelli, rappresenta la nostra “via maestra” per trasformare i principi in diritti esigibili. Sono molti gli accordi siglati dalla UILTuCS che hanno già tracciato la rotta pattuendo condizioni di miglior favore: giorni di congedo di paternità ulteriori alle disposizioni di legge, integrazione delle indennità spettanti in occasione della fruizione del congedo parentale, congedo per malattia dei figli e in occasione dell’inserimento al nido e alla scuola infanzia.
In un giorno come questo il miglior augurio che possiamo fare a ogni papà, che sia biologico, adottivo e/o intenzionale, è quello di poter essere pienamente presente nella vita delle proprie figlie e dei propri figli, senza che questo pesi sul futuro della famiglia.
Se ogni vita conta, allora deve contare anche il tempo speso per la cura, per gli affetti e per la costruzione di un equilibrio che non penalizzi nessuno.

