Coin, risanamento: serve un accordo quadro nazionale
A seguito dell’incontro in plenaria con l’azienda Coin tenutosi il 18 marzo, condividiamo un aggiornamento e i prossimi passaggi del confronto.
Nel corso della riunione l’azienda ha fornito elementi sul piano industriale, confermando una fase di transizione e risanamento che interesserà tutto l’anno in corso e in cui, a fronte di investimenti sulla rete, si stanno determinando le chiusure, riorganizzazioni e riduzioni di attività già annunciate.
In particolare, l’azienda ha indicato le somme degli investimenti che farà in diverse unità di business. Tali investimenti risultano diffusi su gran parte della rete, ma si configurano in larga parte come interventi di efficientamento e manutenzione, senza un impatto diretto e immediato sull’occupazione.
I dati sugli organici presentati evidenziano una situazione particolarmente delicata:
- età medie elevate;
- anzianità aziendali molto alte (anche superiori ai 25–30 anni);
- presenza significativa di lavoro part-time.
Questo conferma che la gestione della fase in corso richiede strumenti strutturati, coerenti e una cornice complessiva di tutela.
Allo stato attuale, invece, emerge una gestione frammentata delle diverse situazioni:
- da un lato le cessazioni, che l’azienda intende gestire attraverso il ricorso alla Cigs per cessazione, relativamente ai punti vendita di Roma Cola di Rienzo, Milano Corso Vercelli e Verona, cui si aggiunge la situazione di Bologna, già interessata dal 2025 da un analogo percorso, tuttora in essere fino al 31 luglio.
- dall’altro le riduzioni di orario e le riorganizzazioni, con la prospettiva illustrata dall’azienda di una cassa per crisi con impatto fino al 42% su Roma Cinecittà e Roma San Giovanni, fino al 30% su Mestre, e di un contratto di solidarietà su Firenze con impatto fino al 50%.
Si tratta, dunque, di interventi diversi per natura e per intensità, che oggi vengono rappresentati separatamente, senza un collegamento esplicito tra la gestione delle chiusure e quella delle riorganizzazioni, sui quali le organizzazioni sindacali hanno espressamente dichiarato le loro perplessità.
Per questo motivo Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito con forza la necessità di una cornice unitaria capace di garantire criteri omogenei e tutele coerenti per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti: abbiamo richiesto l’apertura di un confronto per un eventuale accordo quadro a livello nazionale, che consenta di tenere insieme criteri, strumenti e tutele.
In sintesi, l’accordo quadro dovrà garantire:
- criteri omogenei nella gestione delle chiusure e delle riorganizzazioni;
- utilizzo coerente degli ammortizzatori sociali;
- priorità effettiva alle ricollocazioni;
- tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nei territori coinvolti;
- gestione trasparente dei processi di partnership.
In particolare, rispetto agli ammortizzatori sociali, le organizzazioni sindacali hanno indicato un principio chiaro e vincolante: laddove viene applicata la cassa integrazione, deve essere garantita la rotazione e un’equa distribuzione tra tutte le lavoratrici e i lavoratori, evitando concentrazioni sulle/sui sole/i addette/i alle vendite.
È stato inoltre evidenziato che:
- le partnership annunciate dovranno essere corredate di contenuti concreti e di indicazioni sulle ricadute occupazionali;
- la gestione delle chiusure – tra cui Roma Cola di Rienzo, Milano Corso Vercelli e Verona – richiede soluzioni strutturate e non interventi isolati;
- Resta necessario chiarire il perimetro stabile della rete su cui l’azienda intende consolidarsi, anche rispetto ai contratti di locazione che possano presentare profili di criticità. Sul punto, l’azienda ha dichiarato che, ad oggi, non emergono ulteriori situazioni di difficoltà locativa oltre a quelle già oggetto di confronto.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno quindi ribadito con forza che il risanamento non può tradursi automaticamente in una riduzione dell’occupazione, né essere gestito attraverso interventi disomogenei e non coordinati.
Alla luce di ciò, è stato aggiornato il confronto con l’azienda a venerdì 20 marzo alle ore 11. L’incontro sarà determinante per verificare la disponibilità dell’azienda ad entrare nel merito delle richieste avanzate e ad avviare un confronto reale sugli strumenti da attivare. Resta inteso che, vista l’urgenza determinatasi su Roma, il confronto si concentrerà prioritariamente sui punti di crisi indifferibili su tale territorio.

