Battistolli, assalto ai portavalori: rendere operativo il tavolo ministeriale
Si è svolto in plenaria l’incontro nazionale tra le organizzazioni sindacali nazionali e la direzione del Gruppo Battistolli, alla presenza del direttore Risorse di Gruppo e del Responsabile Risk Management, convocato a seguito delle numerose criticità segnalate nel settore del trasporto valori e dei recenti episodi di assalto che hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza.
L’incontro, si è tenuto in un contesto particolarmente delicato per il settore, caratterizzato da un evidente incremento dei rischi operativi e da una situazione che le organizzazioni sindacali hanno definito non più sostenibile.
Nel corso del confronto le organizzazioni sindacali hanno ribadito con determinazione come il fenomeno degli assalti ai portavalori abbia ormai assunto un carattere strutturale e non episodico, evidenziando l’assenza di interventi efficaci e coordinati da parte delle istituzioni.
È stata sottolineata la necessità di riattivare e rendere operativo il tavolo presso il Ministero dell’Interno, coinvolgendo tutti gli attori della filiera del sistema – aziende, committenti e istituzioni – al fine di individuare soluzioni complessive e non limitate alla singola realtà aziendale.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre richiamato l’attenzione sull’insieme delle criticità che emergono in modo diffuso e trasversale dai territori, a partire dalle condizioni dei mezzi e dalla loro manutenzione.
In diversi contesti è stata segnalata la presenza di veicoli obsoleti, non sempre adeguatamente manutenuti, con frequenti guasti e fermo mezzi durante il servizio, situazioni che espongono i lavoratori a rischi ulteriori.
A ciò si aggiungono le difficoltà dichiarate dall’azienda nel reperimento di nuovi mezzi, legate ai tempi di consegna dei fornitori, elemento che, pur rappresentando un fattore oggettivo, non può giustificare il permanere di condizioni non idonee all’esercizio dell’attività.
Altro elemento centrale emerso nel confronto riguarda l’organizzazione del lavoro. Si evidenziano carichi di lavoro elevati, ricorso frequente allo straordinario, turnazioni particolarmente gravose e riduzione degli equipaggi anche in contesti ad alto rischio. In particolare, l’assenza della terza guardia in numerose situazioni operative è stata più volte indicata come una delle principali criticità in termini di sicurezza.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno inoltre richiamato l’attenzione sulla prevedibilità dei percorsi e degli orari di servizio, elemento che rende più esposti i lavoratori agli attacchi criminali.
Ulteriori criticità sono state evidenziate sul piano della formazione, giudicata in molti casi non adeguata, soprattutto laddove erogata esclusivamente in modalità a distanza, e sull’inserimento di personale con limitata esperienza in attività ad alto rischio.
In parallelo, è stato segnalato il crescente problema del reperimento di personale, strettamente connesso a livelli retributivi ritenuti non adeguati rispetto alla complessità e pericolosità del lavoro svolto.
Non sono mancate, inoltre, segnalazioni relative alle condizioni operative nei luoghi di lavoro, alle criticità ambientali e alla gestione delle relazioni industriali a livello territoriale, spesso caratterizzate da difficoltà di confronto e scarsa risoluzione dei problemi concreti.
L’azienda, nel corso dell’incontro, ha affermato di aver effettuato e di continuare a realizzare importanti investimenti in materia di sicurezza, sia per quanto riguarda i mezzi sia per le infrastrutture, sottolineando l’impegno profuso nella tutela dell’incolumità dei lavoratori.
Sono state evidenziate le difficoltà oggettive legate alla disponibilità dei fornitori e alla complessità del contesto in cui il settore opera, fortemente condizionato dal fenomeno della criminalità organizzata.
Al tempo stesso la direzione aziendale ha espresso disponibilità al confronto e alla prosecuzione del dialogo con le organizzazioni sindacali.
Le organizzazioni sindacali, pur prendendo atto delle dichiarazioni aziendali, hanno ribadito la necessità di un cambio di passo concreto e immediato, sottolineando come le criticità evidenziate non possano essere ricondotte a singoli episodi ma rappresentino una condizione diffusa che richiede interventi strutturali.
In tal senso è stata avanzata la richiesta di avviare un percorso condiviso che affronti in maniera organica i temi della sicurezza, dell’organizzazione del lavoro, della formazione e del riconoscimento economico dei lavoratori.
È stata inoltre sottolineata la necessità di rafforzare il confronto a livello territoriale, per monitorare in modo puntuale le situazioni operative e intervenire tempestivamente sulle criticità segnalate, superando lo scollamento emerso tra le dichiarazioni centrali e le condizioni effettive nei siti operativi a partire dai territori con maggiori criticità.
Al termine dell’incontro, non essendo riusciti per ragioni di tempo la disamina dei punti critici e il tema della richiesta di accordi sui controlli a distanza, le parti hanno convenuto sull’opportunità di proseguire il confronto in maniera strutturata e di aggiornare il tavolo nazionale, anche alla luce degli sviluppi che emergeranno dall’incontro previsto presso il Ministero dell’Interno.
Il prossimo incontro è stato fissato per il 17 settembre a Milano, con l’obiettivo di verificare i primi riscontri alle problematiche emerse e definire un percorso operativo condiviso.
Le organizzazioni sindacali confermano la massima attenzione sulla tutela della sicurezza e delle condizioni di lavoro e si riservano ogni iniziativa utile qualora non si registrino avanzamenti concreti.

