Unicomm, focus su sicurezza, appalti e organizzazione del lavoro
Durante l’incontro con Unicomm le organizzazioni sindacali hanno posto l’attenzione sul tema della gestione degli appalti, anche con riferimento a una serie di cambi d’appalto comunicati nel mese di luglio, riguardanti le attività di consegna a domicilio e di preparazione della spesa. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno segnalato come le comunicazioni in merito al cambio di gestione non siano risultate chiare e come non sia stato raggiunto un accordo, anche in virtù del Ccnl applicato dalla società subentrante, non in linea con le attività svolte in appalto.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto all’azienda informazioni puntuali sulle attività esternalizzate e hanno invitato la società a riflettere sulle conseguenze che tali scelte producono sull’organizzazione del lavoro e sulle lavoratrici e i lavoratori.
L’azienda, a seguito della sollecitazione delle organizzazioni sindacali avanzata nel corso del precedente incontro, ha poi comunicato i dati relativi alle denunce di malattie professionali per gli anni 2025 e 2026. Dai numeri dichiarati risulta un evidente divario tra le domande inoltrate dai lavoratori e quelle effettivamente riconosciute dall’Inail: per quanto riguarda il 2025, in Unicomm Srl, su 39 denunce presentate ne è stata riconosciuta una sola; in Arca, su 14 denunce, ne sono state riconosciute 2, mentre in Gmf sono state riconosciute 9 denunce. Le restanti hanno avuto esito negativo oppure, in alcuni casi, non è pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’ente in merito all’esito, che si presume pertanto negativo.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno evidenziato come tale dato possa essere influenzato dal forte ricorso al part time nelle società interessate e come, proprio in ragione dell’orario ridotto, questo tipo di denunce sia spesso oggetto di ricorso da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Ampio spazio è stato poi dedicato al tema della salute e sicurezza sul lavoro. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto alla società di fornire il numero degli Rls e la loro presenza sul territorio, in quanto le designazioni in capo alle organizzazioni sindacali non risultavano essere effettuate dalle stesse.
Il numero degli Rsa con carica di Rls presenti all’interno delle tre società del gruppo risulta essere il seguente: in Unicomm Srl, nei 125 punti vendita, sono presenti 29 Rls, di cui 11 Rsa; in Arca Srl, nei 61 punti vendita, sono presenti 6 Rls; infine, in Gmf, nei 46 punti vendita, sono presenti 10 Rls. Abbiamo successivamente richiesto l’elenco con i nominativi degli Rls e le rispettive città.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito la necessità di garantire un numero sufficiente di rappresentanti per la sicurezza, nonché una formazione costante e aggiornata. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto alla società di intraprendere un percorso che porti alla definizione di un accordo sul tema della sicurezza e della rappresentanza.
Di fronte a tale richiesta, l’azienda ha dichiarato la propria disponibilità a proseguire il confronto. Le organizzazioni sindacali sono state inoltre informate che nelle prossime settimane avverrà un cambio dei referenti aziendali, con la nomina del nuovo Rspp, la nuova delega su ambiente e qualità e la nuova delega sulla terziarizzazione, fino a questo momento assegnate a una sola persona. Attraverso questa suddivisione, l’azienda intende assicurare una maggiore attenzione ai singoli settori.
In questa prospettiva è ancora più importante garantire il pieno coinvolgimento degli Rls, soprattutto in occasione delle nuove aperture, delle riorganizzazioni e di ogni modifica che possa incidere sulle condizioni di lavoro.
Le organizzazioni sindacali hanno posto l’attenzione anche sulle modifiche al perimetro aziendale causate da chiusure e nuove aperture e sulle conseguenti ricadute occupazionali. Per il 2026 è stato evidenziato che alcune aperture programmate non hanno comportato nuove assunzioni nella misura attesa, ma sono state accompagnate da soluzioni organizzative e dalla ricollocazione del personale.
Per quanto riguarda Arca, non sono state evidenziate nuove aperture nel 2026, quanto piuttosto la chiusura di un Famila Market a Calisese, il cui personale è stato successivamente riassorbito in un altro punto vendita.
Per Gmf sono state indicate un’apertura già avvenuta a Calcinaiola e la prossima apertura di un Famila in provincia di Arezzo. Per Unicomm è stata invece comunicata la riapertura, dopo la ristrutturazione, di un punto vendita in provincia di Treviso. Inoltre, nei prossimi mesi, in un Comune non specificato della stessa provincia, è prevista la chiusura di due punti vendita, con il conseguente trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori interessati presso una nuova struttura, rispetto alla quale non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Filcams, Fisascat e Uiltucs, alla luce di tali comunicazioni, hanno affrontato il tema della mobilità e degli spostamenti del personale, ribadendo che eventuali processi di mobilità, trasferimento o riorganizzazione dovranno essere comunicati tempestivamente alle organizzazioni sindacali a tutti i livelli e gestiti sulla base di criteri chiari e trasparenti, nel rispetto delle norme e degli accordi contrattuali, tenendo adeguatamente conto delle esigenze personali e professionali delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
È fondamentale un attento monitoraggio degli organici effettivamente presenti e di quelli indispensabili per garantire un’adeguata copertura dei servizi ed evitare che l’incremento delle attività determini un aggravio dei carichi di lavoro.
Al termine dell’incontro, le parti hanno concordato di proseguire il confronto a fine novembre.

