Giochi Preziosi, aggiornamento sulla crisi del Gruppo
Il 7 ottobre si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un incontro di aggiornamento sulla crisi del Gruppo Giochi Preziosi, alla presenza dell’azienda, dei Commissari della procedura e delle organizzazioni sindacali.
L’azienda ha confermato il deposito del piano di risanamento del 6 agosto scorso, delineando l’operazione con i nuovi investitori e il conferimento nel perimetro italiano del 51% della società spagnola del gruppo, Famosa.
Il Tribunale di Milano, il 3 settembre, ha richiesto documentazione integrativa, assegnando un termine di 30 giorni. Alla scadenza del 5 ottobre, l’azienda ha chiesto ulteriori 15 giorni per completare le verifiche e la documentazione. Alla data dell’incontro la proroga non risultava ancora concessa.
Sono stati inoltre presentati aggiornamenti sulle cessioni, sulle politiche attive e sugli organici. Alleghiamo la presentazione aziendale, affinché le strutture territoriali possano disporre del quadro illustrato.
Tra marzo e il 5 ottobre 2026, gli organici delle tre società retail sono passati complessivamente da 191 a 108 addetti:
GP Store da 88 a 46
GPH da 56 a 30
Startrade da 47 a 32.
Le 83 uscite sono classificate dall’azienda come 78 dimissioni volontarie e 5 passaggi per cessione di ramo. Nel wholesale, tra il 19 gennaio e il 5 ottobre, si registrano altre 12 dimissioni: GP SpA passa da 96 a 85 addetti e GP Italia da 39 a 38.
La contrazione degli organici è dunque dovuta quasi interamente a dimissioni, mentre solo cinque lavoratrici/lavoratori risultano trasferiti attraverso cessioni di ramo. Un dato che segnala il progressivo svuotamento del perimetro aziendale, senza che siano stati documentati gli esiti occupazionali delle persone uscite.
Le slide riportano la cessione effettuata a Orio per Gph e quella in corso a Empoli e Sesto Fiorentino per Startrade. Sulle politiche attive risultano prese in carico e percorsi avviati, ma in diversi territori permangono attese di riscontro. Non sono stati forniti dati sulle effettive ricollocazioni.
Come Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs abbiamo ribadito un giudizio fortemente critico: prosegue il progetto di dismissione della rete retail, dichiarato fin dall’inizio, mentre continua a mancare un piano industriale illustrato al sindacato che chiarisca il futuro del Gruppo e dell’occupazione.
Anche il 7 ottobre sono stati rappresentati elementi finanziari e societari, senza spiegare come si traducano nelle attività da mantenere, nell’organizzazione del lavoro e nella salvaguardia dei posti di lavoro. Non è accettabile che, a fronte di un piano già depositato e di scelte con conseguenze così rilevanti, il progetto industriale e il perimetro occupazionale futuro restino sconosciuti alle organizzazioni sindacali.
Gli aggiornamenti sulle politiche attive e sulle cessioni sono necessari, ma riguardano prevalentemente la gestione delle conseguenze della dismissione. Restano senza risposta le richieste sul rilancio dell’impresa, sul ruolo dei nuovi investitori e sulle garanzie occupazionali.
Le informazioni tardive e incomplete continuano inoltre a impedire una verifica complessiva delle operazioni. È responsabilità dell’azienda assicurare un quadro tempestivo e verificabile sui soggetti subentranti, sui punti vendita e sulle condizioni dei passaggi, dando seguito alle richieste sindacali già avanzate.
Particolare preoccupazione riguarda la sede di Cogliate e le strutture centrali del Gruppo. A fronte di attività svolte trasversalmente tra le società, resta da chiarire su quali esigenze organizzative sia stata decisa una distribuzione così diversa della cassa e quale futuro sia previsto per funzioni e organici.
Il ricorso alla cassa integrazione nella sede presenta un impatto diverso tra le società e tra i lavoratori coinvolti. Questa differenza nelle sospensioni non offre certezze sul ruolo e la continuità che ciascuna attività avrà nel nuovo assetto. La concentrazione sul wholesale richiede risposte precise sulle funzioni che resteranno e sugli organici necessari. Il progetto della sede deve essere esplicitato e discusso prima che ulteriori scelte ne definiscano il futuro.
Abbiamo inoltre chiesto chiarimenti sulle prospettive della partecipata Capriccio Giocattoli/Capriccio Group srl, anch’essa attiva nel retail, rispetto alle ricadute del futuro assetto del Gruppo.
Il Mimit ha richiamato la necessità di un approfondimento diretto con l’azienda così come di una maggiore profondità rispetto agli elementi riguardanti il piano depositato dall’azienda, nel suo complesso: prossimo confronto dovrà fornire risposte puntuali, complete e verificabili sul piano industriale, sull’organizzazione e sulle ricadute occupazionali, questioni poste più volte e ancora irrisolte.
L’incontro nazionale con l’azienda è fissato per il 27 ottobre 2026 alle ore 15. Il successivo incontro Mimit è attualmente previsto per il 25 novembre 2026 alle ore 14.
Entrambi gli appuntamenti sono programmati a valle delle attese determinazioni del Tribunale di Milano sul deposito della documentazione integrativa.

