Aldi, diritti di informazione: serve un confronto continuo e strutturato
Si è svolto il 18 giugno 2026 l’incontro tra Filcams, Fisascat, Uiltucs, le strutture territoriali interessate, le Rsa e la società Aldi sui diritti di informazione.
Nel corso dell’incontro l’azienda ha illustrato l’andamento delle proprie attività in Italia e le principali linee di sviluppo organizzativo e commerciale.
Aldi applica ai propri dipendenti il Ccnl TdS-Confcommercio.
STRATEGIA COMMERCIALE
Aldi ha presentato la nuova strategia commerciale denominata “Back to Basic”, che punta a un ritorno ai principi originari dell’hard discount attraverso una maggiore attenzione alla competitività dei prezzi, alla valorizzazione dei prodotti italiani, all’utilizzo integrato dei diversi canali di comunicazione e a una revisione del layout dei punti vendita finalizzata a favorire gli acquisti.
Per quanto riguarda la rete commerciale, l’azienda ha comunicato di essere presente in sei regioni: Veneto, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna con un totale di circa 199 punti vendita. Nel corso del 2025 sono stati chiusi cinque negozi e nel 2026 ulteriori due punti vendita; in tutti i casi il personale coinvolto è stato ricollocato all’interno dell’organizzazione aziendale. Per il 2026 sono previste due nuove aperture, una in Friuli Venezia Giulia e una in Lombardia.
APPALTI
L’azienda ha inoltre comunicato la cessazione dell’appalto relativo alle pulizie delle filiali e la conseguente internalizzazione dell’attività, attraverso l’assunzione di personale al 7° livello e la redistribuzione di alcune attività di pulizia al personale già presente nei punti vendita. Rimane esternalizzata la sola attività di pulizia dei banchi frigo.
OCCUPAZIONE
Sul versante occupazionale, al 30 aprile 2026 risultano occupati 3.135 dipendenti, prevalentemente impiegati nella rete vendita. Il 90% dei rapporti di lavoro è a tempo indeterminato e il 10% a tempo determinato. Il 67% dei lavoratori è occupato con contratto part time e il 33% con contratto full time. La composizione di genere vede il 67% di donne e il 33% di uomini.
In materia di apprendistato, risultano attualmente in essere 177 rapporti, mentre negli ultimi dodici mesi sono state effettuate 64 conferme. L’azienda ha inoltre comunicato l’introduzione di nuovi regimi orari part time a 34 e 36 ore settimanali, affiancandoli a quelli già esistenti.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Con riferimento all’organizzazione del lavoro, è stato riferito che nella rete vendita si effettuano mediamente due domeniche lavorative al mentre nella logistica una. Le festività lavorate sono in media cinque all’anno nella rete vendita e quattro nella logistica. Le ore supplementari ammontano a circa due ore settimanali per ciascun lavoratore nella rete vendita e un’ora nella logistica; gli straordinari invece si attestano mediamente a trenta minuti settimanali nella rete vendita e a un’ora nella logistica.
L’azienda ha inoltre dichiarato di aver realizzato un importante intervento di smaltimento di ferie e permessi residui e di aver registrato un incremento dei tassi di assenza pari all’1% nella rete vendita e al 2% nella logistica. È stato inoltre consegnato alle RSA il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile.
RELAZIONI SINDACALI
Sul piano delle relazioni sindacali, Aldi ha comunicato la presenza di 34 delegate e delegati e lo svolgimento, nell’ultimo anno, di 17 assemblee sindacali, di cui 9 nelle filiali e 8 nella logistica. In materia di salute e sicurezza l’azienda ha illustrato l’aggiornamento del Dvr, la rivalutazione dei rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi e agli arti superiori, nonché la valutazione dello stress lavoro-correlato effettuata attraverso interviste a gruppi omogenei di lavoratori e la relativa informativa agli Rls. Attualmente risultano in carica 15 Rls. Sono stati inoltre forniti dati relativi a 168 infortuni e 8 near miss registrati nel corso del 2025. L’azienda ha comunicato il miglioramento di alcuni canali di comunicazione interna e l’introduzione di nuove procedure operative a seguito di specifici eventi infortunistici.
WELFARE AZIENDALE
Sono stati inoltre illustrati alcuni strumenti di welfare e supporto ai dipendenti, tra cui il servizio di supporto psicologico, il portale Bnp dedicato ad agevolazioni e convenzioni e ulteriori pacchetti di servizi e prestazioni.
FORMAZIONE
Per quanto riguarda la formazione, è stato presentato il quadro delle attività rivolte ai diversi livelli aziendali, sia attraverso piattaforme digitali sia in presenza, con particolare attenzione allo sviluppo delle soft skills, delle competenze manageriali e professionali.
RESPONSABILITÀ SOCIALE
Infine, sul fronte della responsabilità sociale, l’azienda ha illustrato alcune iniziative sviluppate in collaborazione con soggetti esterni, tra cui Banco Alimentare, Fondazione Airc e progetti legati alla sostenibilità ambientale.
Nel corso del confronto le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come il quadro presentato dall’azienda risulti ancora incompleto sotto diversi profili. In particolare è stata rilevata l’assenza di dati economici e industriali che consentano una valutazione più approfondita dell’andamento aziendale, quali fatturato, redditività, produttività e altri indicatori utili a comprendere le prospettive di sviluppo del gruppo e le relative ricadute occupazionali.
Le organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno inoltre evidenziato criticità diffuse in merito alla qualità del lavoro, alla frequente riduzione degli organici, ai carichi di lavoro e alle modalità di organizzazione delle attività nei punti vendita. Si tratta di aspetti che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori e richiedono un confronto più strutturato finalizzato a individuare soluzioni condivise.
Sono stati richiesti chiarimenti in merito all’organizzazione delle attività di pulizia a seguito dell’internalizzazione del servizio, con particolare attenzione alla ripartizione delle mansioni tra il personale assunto al 7° livello e il restante personale di punto vendita.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre evidenziato la necessità di affrontare il tema delle aggressioni nei punti vendita e di rafforzare ulteriormente il presidio sui temi della salute e della sicurezza.
Particolare attenzione è stata dedicata anche agli orari di lavoro e alla loro corretta gestione, all’ articolazione degli orari di lavoro part time e all’improprio utilizzo dei permessi.
Le organizzazioni sindacali hanno richiesto un approfondimento sulla permanenza di regimi orari particolarmente ridotti e sulla possibilità di procedere a incrementi e riproporzionamenti degli orari, anche alla luce del significativo ricorso al lavoro supplementare. L’obiettivo è favorire una maggiore stabilità reddituale e professionale per le lavoratrici e i lavoratori.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno inoltre evidenziato come gli investimenti aziendali sulle soft skills e sulla formazione manageriale debbano trovare una maggiore coerenza nella concreta organizzazione del lavoro e nelle relazioni quotidiane all’interno dei punti vendita e delle strutture aziendali, anche al fine di migliorare il clima lavorativo e valorizzare le professionalità presenti.
Sul piano delle relazioni sindacali è stata ribadita la necessità di sviluppare un confronto più continuo e strutturato a livello sia nazionale sia a livello territoriale, superando una logica limitata ai soli incontri informativi annuali e costruire sedi di confronto capaci di affrontare preventivamente le criticità organizzative e occupazionali.
L’incontro si è concluso con l’impegno a calendarizzare specifici incontri nazionali e territoriali, con ordini del giorno dedicati, al fine di affrontare in modo sistematico le criticità emerse e sviluppare un percorso di confronto stabile ai diversi livelli negoziali. Tale percorso dovrà essere orientato all’individuazione di soluzioni concrete a tutela delle condizioni di lavoro e della qualità dell’occupazione.

