Artsana: piano industriale 2030, prospettive e tutele per l’occupazione
Si è svolto il 17 luglio scorso l’incontro tra il Gruppo Artsana e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, unitamente alle strutture territoriali e alle Rsa.
L’incontro, richiesto dalle Organizzazioni Sindacali, ha avuto l’obiettivo di approfondire il piano strategico e commerciale del Gruppo, alla luce delle recenti trasformazioni societarie e organizzative, nonché delle chiusure e riorganizzazioni che hanno interessato diversi punti vendita sul territorio nazionale.
L’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento del piano industriale quinquennale, con orizzonte al 2030, avviato a seguito della nuova compagine societaria e della nomina del nuovo Amministratore Delegato. Il piano si fonda su tre direttrici principali: il rafforzamento del core business, l’innovazione dei modelli organizzativi e commerciali e la costruzione di una prospettiva di crescita di medio-lungo periodo.
Tra gli elementi evidenziati, il Gruppo ha richiamato l’integrazione organizzativa tra Artsana e Prg (Prenatal Group Retail), con la concentrazione delle funzioni corporate sotto un’unica governance e il trasferimento delle attività precedentemente collocate a Cogliate presso la sede di Grandate.
L’azienda ha inoltre comunicato il completamento di un’importante operazione di rifinanziamento del debito, pari a circa 350 milioni di euro, con una nuova durata settennale. L’operazione è stata accompagnata da un aumento di capitale da parte degli azionisti per circa 50 milioni di euro, finalizzato a sostenere il piano industriale e a garantire maggiore stabilità finanziaria al Gruppo.
Per quanto riguarda l’andamento economico, l’Azienda ha riferito che, nel primo quadrimestre 2026, il fatturato complessivo del Gruppo risulta leggermente inferiore al budget, con uno scostamento pari a circa l’1%. Al contempo, è stato evidenziato un miglioramento dell’Ebitda rispetto sia all’anno precedente, per circa 3 milioni di euro, sia al budget, per circa 1,6 milioni di euro. Positivo anche l’andamento della posizione finanziaria netta, indicata come migliore rispetto alle previsioni di budget per un ammontare di circa 4 milioni di euro.
Sul piano commerciale, il Gruppo ha rappresentato una performance positiva dei mercati Italia, Europa e Amazon per il brand Chicco, mentre sono state segnalate maggiori difficoltà sui mercati internazionali, anche in ragione del contesto geopolitico. Per le insegne Prenatal e Toys è stato indicato un andamento superiore alle previsioni di budget, ritenuto dall’Azienda coerente con la nuova organizzazione per business unit e con il maggiore presidio manageriale dei singoli brand.
Sono stati inoltre illustrati diversi progetti di sviluppo: il rafforzamento dell’offerta Chicco nei segmenti juvenile e nursing, il lancio di nuovi prodotti, la valorizzazione del marchio Fiocchi di Riso, l’ampliamento dell’offerta Toys anche verso il segmento degli adulti, lo sviluppo di partnership con la grande distribuzione e il potenziamento dei canali digitali ed e-commerce. L’Azienda ha evidenziato anche l’avvio di valutazioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, precisando che si tratta di un percorso ancora in fase di studio e non ancora tradotto in interventi organizzativi definiti.
Con riferimento alla rete vendita, l’Azienda ha confermato l’esistenza di un percorso di trasformazione retail, volto a valorizzare le diverse insegne e ad ampliare l’offerta al cliente finale. È stata richiamata la presenza di corner e integrazioni commerciali tra le insegne del Gruppo, con particolare riferimento ai prodotti Chicco nei negozi Prenatal, ai corner infanzia nei Toys Center e alla progressiva evoluzione di alcune collezioni e format.
L’Azienda ha precisato che la strategia dichiarata non è orientata alla sovrapposizione indistinta delle insegne, ma alla valorizzazione delle specificità dei singoli brand, attraverso una maggiore integrazione dell’offerta e una più chiara responsabilità organizzativa affidata alle business unit. Ha inoltre rappresentato che alcune chiusure o trasformazioni di punti vendita sono state collegate a valutazioni specifiche di sostenibilità dei singoli negozi, anche in relazione ai costi immobiliari e alla redditività dei punti vendita interessati.
Sul versante occupazionale, il contratto di solidarietà sottoscritto sulla sede nel novembre 2025, con riduzione media dell’orario pari al 18% è stata ulteriormente ridotta all’11%, anche grazie a interventi organizzativi e ad uscite volontarie. L’Azienda ha illustrato ulteriori progetti Hr, tra cui il sistema di valutazione qualitativa della performance, l’introduzione di un nuovo gestionale unico per i processi HR e l’unificazione dei sistemi amministrativi tra le diverse società del Gruppo.
Le Organizzazioni Sindacali hanno preso atto delle informazioni fornite dall’Azienda e del quadro di progettualità rappresentato, evidenziando tuttavia la necessità di accompagnare ogni processo di trasformazione con adeguati livelli di trasparenza, confronto preventivo e coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e dei territori.
In particolare, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sottolineato l’esigenza di disporre di un quadro più puntuale sulla rete vendita, con l’indicazione del numero dei punti vendita, della loro collocazione territoriale, della distribuzione per insegna e dell’eventuale evoluzione prevista. Tale approfondimento è ritenuto indispensabile per comprendere gli effetti concreti del piano industriale sui negozi, sull’organizzazione del lavoro e sull’occupazione.
Le Organizzazioni Sindacali hanno inoltre evidenziato che i processi di razionalizzazione, integrazione commerciale e innovazione digitale non possono tradursi in ricadute negative sui lavoratori e sulle lavoratrici. Al contrario, tali percorsi devono essere sostenuti da adeguati interventi formativi, da strumenti di riqualificazione professionale e da un confronto costante sugli impatti organizzativi, anche con riferimento all’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale.
È stata altresì ribadita la necessità di riprendere il confronto sulla contrattazione integrativa, con l’obiettivo di affrontare le differenze oggi esistenti tra le diverse realtà del Gruppo e di avviare un percorso di armonizzazione dei trattamenti, coerente con la crescente integrazione organizzativa e commerciale tra le insegne.
Al termine dell’incontro, le Parti hanno condiviso la necessità di proseguire il confronto con ulteriori momenti di approfondimento. In particolare, l’Azienda si è resa disponibile a fornire una specifica informativa sulla rete vendita, sulla distribuzione dei punti vendita per insegna e territorio e sui dati occupazionali, anche al fine di consentire alle Organizzazioni Sindacali una valutazione più completa delle prospettive del Gruppo.
È stato inoltre confermato l’impegno a mantenere un confronto costante, sia a livello nazionale sia nei territori, rispetto alle eventuali ricadute organizzative derivanti dai processi di trasformazione della rete, dall’evoluzione dei format commerciali, dall’introduzione di nuove tecnologie e dai percorsi di riorganizzazione interna.
Le Organizzazioni Sindacali hanno infine ribadito che ogni percorso di innovazione, sviluppo e rilancio dovrà essere orientato alla salvaguardia occupazionale, alla valorizzazione delle professionalità presenti nel Gruppo e alla costruzione di relazioni sindacali trasparenti, preventive e partecipate.
Le parti si sono impegnate a prevedere un supplemento di informativa attraverso un prossimo incontro che si terrà il prossimo ottobre.

