Carrefour, le novità nel primo incontro con la nuova proprietà Gruppo Gs
Il giorno 29 gennaio 2026 si è svolto l’incontro con il gruppo Gs alla presenza del presidente del Gruppo New Princes Angelo Mastrolia. È stato il primo incontro con la nuova proprietà dopo l’acquisizione della rete vendita Carrefour.
L’impresa ha confermato la volontà di voler salvaguardare il perimetro dei punti vendita nonché il perimetro occupazionale, compresi i dipendenti della sede su cui la precedente gestione aveva aperto una procedura di mobilità. Per quanto riguarda gli investimenti è stata dichiarata la volontà di rafforzare la rete vendita, sia attraverso il rebranding col marchio Gs che ammodernamento i punti vendita sia valutando possibili nuove aperture, al momento non sono previsti investimenti in sud Italia.
È stato inoltre dichiarata la volontà di stabilizzare il 40% dei lavoratori somministrati. È stata anche accennata la volontà di intervenire sulla logistica.
Per quanto riguarda il Franchising il posizionamento è stato molto netto nell’affermare che saranno interrotti i rapporti con i franchisee che accumulano debiti sulla fornitura di prodotti, con la conseguente retrocessione degli affitti di ramo.
Le dichiarazioni fatte sono evidentemente rassicuranti ma non c’è stata la possibilità di entrare nel dettaglio degli argomenti presentati. L’impresa ha dichiarato che nel complesso la situazione di bilancio ereditata, come noto, è critica (non è un caso che le organizzazioni sindacali hanno posto all’attenzione del Mimit l’operazione di acquisizione). Inoltre, le dichiarazioni sulla contrattazione integrativa non sono state apprezzate, è stata manifestata la volontà di investire esclusivamente su un sistema premiante per mancanza di risorse, senza fornire una prospettiva chiara sul Cia vigente.
È stato fatto riferimento al clima aziendale richiamando i dipendenti ad essere maggiormente dediti e attenti all’obiettivo di migliorare le vendite e il servizio al cliente. È stata inoltre denunciata una percentuale di ammanchi inventariali eccessivamente alta rispetto alla media
del settore. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno richiamato l’impresa ad una maggiore qualità del confronto sindacale, al momento non soddisfacente, pur comprendendo la delicatezza di questi primi mesi di ingresso della nuova società e quindi la necessità di conoscenza della
situazione aziendale.
Rispetto al comprensibile sollecito alle vendite, al servizio al cliente e agli ammanchi inventariali, abbiamo sollecitato di prevedere investimenti sul clima e sull’ambiente lavorativo: il perpetrare negli anni dello stato di abbandono dei negozi di certo non ha stimolato le lavoratrici ed i lavoratori e il continuo susseguirsi di riorganizzazioni fallimentari ha solo peggiorato le condizioni di lavoro; inoltre, molti negozi hanno problemi strutturali e gli ambienti dedicati al personale (spogliatoi, bagni, sale ristoro) sono spesso fatiscenti.
Abbiamo argomentato all’impresa che lo stato della rete vendita è particolarmente critico e c’è smarrimento tra le lavoratrici ed i lavoratori. Ci risultano episodi di disconoscimento degli accordi e delle prassi aziendali sull’organizzazione del lavoro e le relazioni sindacali territoriali sono inconcludenti, richiamando quindi l’azienda ad un percorso maggiormente partecipativo.
L’impresa, nel dichiarare che gli interventi saranno pianificati e attuati regione per regione, si è resa disponibile a sviluppare il confronto territoriale, il Lazio dovrebbe essere la prima regione che già a fine febbraio potrebbe essere avviata.
In estrema sintesi l’incontro è stato positivo per le rassicurazioni date, ma le modalità, volte più a comunicare che al confronto, sono comprensibili solo in una fase transitoria e giustificabili per il breve tempo che è passato dall’acquisizione.

