Ccnl Studi professionali, focus su salario e professionalità
Si è svolto il 28 ottobre 2026 in modalità ristretta l’incontro tra Filcams, Fisascat, Uiltucs e Confprofessioni in merito al rinnovo del Ccnl per i dipendenti degli Studi Professionali.
Nel quadro del confronto economico, fissato all’interno del perimetro delle rivendicazioni contenute in piattaforma, la posizione sindacale ha voluto ribadire la centralità del recupero salariale diretto. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito che sebbene le misure legate al welfare contrattuale e la bilateralità rappresentino un accompagnamento apprezzabile e condiviso, le stesse devono rimanere aggiuntive e non sostitutive rispetto all’adeguamento retributivo economico.
Sul fronte della classificazione e dell’organizzazione del lavoro, la discussione negoziale ha individuato diverse direttrici fondamentali. In primo luogo, per quanto riguarda la valorizzazione della professionalità e dell’anzianità, viene valutata con particolare attenzione la possibilità di legare la maturazione dell’anzianità di servizio alla promozione professionale, sviluppando un lavoro mirato su base settoriale che rispecchi le effettive mansioni svolte negli studi.
In secondo luogo, la parte datoriale ha rappresentato la possibilità di dar seguito ad una revisione complessiva del sistema classificatorio. In risposta ai chiarimenti sollecitati dalle Organizzazioni Sindacali, la volontà condivisa dalle Parti è stata che tale revisione dovrà evitare disparità retributive tra lavoratrici e lavoratori che svolgono mansioni identiche in settori differenti.
Rispetto alla sollecitazione sindacale relativa all’introduzione di uno strumento di adeguamento economico in corso di vigenza contrattuale ancorato all’indice inflattivo, la parte datoriale ha dichiarato la propria disponibilità ad approfondire tale tema, orientando la discussione verso un meccanismo reso esigibile a partire da questo rinnovo contrattuale.
Il confronto è proseguito e ha riguardato l’analisi di alcuni istituti il cui riverbero complessivo di miglioramento incide anche sulla retribuzione; a tale proposito è stata dichiarata la disponibilità datoriale all’innalzamento della maggiorazione prevista per il lavoro straordinario. Parallelamente, in materia di lavoro a tempo parziale, il confronto ha riguardato l’introduzione di una soglia minima di orario contrattuale e il superamento dei patti sulle clausole elastiche con la possibilità di riconoscere al lavoratore il diritto di uscirne.
A tale proposito, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno rappresentato la necessità di svolgere un’attenta analisi in merito agli impatti della disciplina del part-time all’interno del settore.
L’apprendistato viene confermato come lo strumento centrale di ingresso nel settore, inteso primariamente come un modello di trasmissione della conoscenza erogata direttamente dal datore di lavoro.
Per valorizzare pienamente tale istituto, le organizzazioni sindacali richiedono un sensibile miglioramento del percorso economico progressivo dell’apprendista, associato a meccanismi idonei a favorire una stabilizzazione occupazionale più consistente e strutturale al termine del periodo formativo.
Relativamente al sistema di relazioni sindacali, si registra la disponibilità della parte datoriale a riempire di contenuto la parte relativa alla contrattazione decentrata, spingendosi fino all’individuazione di un elemento di garanzia capace di intervenire laddove la contrattazione territoriale non decolli. Contemporaneamente, si sostiene una spinta decisa verso lo sviluppo della bilateralità e della promozione della stessa a livello territoriale creando dei sistemi esigibile alla costituzione degli sportelli.
Il prossimo incontro è convocato in plenaria e in modalità mista, per il giorno mercoledì 4 novembre 2026, a partire dalle ore 10:30 e temi prioritari posti all’ordine del giorno saranno l’apprendistato, la contrattazione decentrata e le pari opportunità.

