Ccnl Studi professionali, rinnovo: i temi dell’ultimo incontro
Si è svolto il 5 novembre 2026 l’incontro in plenaria, svoltosi in modalità mista, tra le organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat, Uiltucs e la delegazione datoriale Confprofessioni.
Nel corso del confronto si è registrata una piena disponibilità ad aggiornare e potenziare l’attuale impianto dell’apprendistato professionalizzante e dell’apprendistato di alta formazione e ricerca, agendo sia sulla disciplina normativa sia sugli aspetti economici.
Per quanto riguarda l’apprendistato di primo livello, le parti hanno concordato un incremento progressivo delle percentuali di retribuzione calcolate rispetto al livello di destinazione: nel primo periodo la percentuale sale dal 45% al 55%, nel secondo periodo passa dal 55% al 65% e nel terzo periodo sale dal 65% al 75%, fino al raggiungimento del 100% della retribuzione al momento dell’acquisizione del livello.
Relativamente all’apprendistato di terzo livello, la scala retributiva viene riparametrata prevedendo il passaggio dal 40% al 65% per la prima fase, dal 50% all’80% per la seconda fase e il raggiungimento del 90% della retribuzione del lavoratore qualificato nell’ultimo periodo formativo.
È stata inoltre definita la specifica disciplina per l’apprendistato finalizzato al compimento del praticantato, distinguendolo dal percorso di terzo livello previsto per l’alta formazione. Nella nuova impostazione questo canale specifico prevederà il raggiungimento dell’80% della retribuzione nell’arco dei 18 mesi di percorso, con la formazione erogata interamente all’interno dello studio e pertanto integralmente retribuita.
Le organizzazioni sindacali hanno espresso piena disponibilità e sostengono con forza un modello contrattuale che favorisca l’apprendistato come canale di accesso primario al lavoro negli studi professionali, laddove siano presenti le necessarie condizioni professionali e formative di sostegno Sul tema delle pari opportunità il confronto ha portato alla condivisione di un rafforzamento delle tutele per la parità di genere mediante la formalizzazione contrattuale della figura del Garante della Parità.
Tale rappresentanza sarà integrata negli assetti contrattuali come presidio aziendale negli studi che soddisfano determinati requisiti dimensionali, prevedendo contemporaneamente la possibilità di attivare forme di rappresentatività della parità anche a livello territoriale.
In merito al sistema di relazioni sindacali territoriali, il dibattito si è focalizzato sull’operatività degli sportelli, sulla definizione delle materie delegate e sui criteri di rappresentatività.
Confprofessioni ha dichiarato la propria disponibilità a discutere, nell’ambito della contrattazione di secondo livello, di sistemi premianti basati su criteri di produttività misurabili.
Al contempo, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la volontà di dare un forte impulso alla contrattazione decentrata anche attraverso l’introduzione di adeguati idonei meccanismi di garanzia destinati a sostegno dello sviluppo degli accordi sul territorio.
Infine, le parti hanno espresso un’ampia disponibilità ad approfondire i temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro in un’ottica trasversale, raccordandoli sia alle politiche per la parità di genere sia agli ambiti di competenza della contrattazione decentrata territoriale.

