Coin, riorganizzazione: l’esito della prima verifica
Si è svolto oggi, 16 settembre, l’incontro nazionale tra Coin S.p.A., Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, alla presenza delle strutture territoriali e le rappresentanze sindacali, convocato per effettuare una prima verifica sull’attuazione del complesso degli accordi sottoscritti lo scorso 7 agosto.
L’incontro ha consentito di acquisire un primo quadro sull’applicazione delle intese, sulle adesioni alla procedura di uscita volontaria, sui percorsi di ricollocazione e di distacco presso i partner commerciali, sullo stato di avanzamento del piano di trasformazione della rete e sui cantieri in corso.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre riportato all’azienda le criticità emerse nei territori in queste prime settimane, con particolare riferimento alla gestione dei colloqui per i distacchi, chiedendo chiarimenti e garanzie sulla corretta applicazione di quanto sottoscritto.
Procedura di uscita volontaria e assetti organizzativi
Alla chiusura della prima finestra di adesione, fissata al 14 settembre, sono pervenute complessivamente 95 richieste, a fronte delle 113 previste come numero massimo dalla procedura.
Nel dettaglio risultano:
Mestre/Zerman: 10 adesioni, rispetto alle 4 inizialmente previste;
Milano: 21 adesioni, rispetto alle 12 previste;
Roma: 36 adesioni, rispetto alle 72 previste;
Bologna: 22 adesioni, corrispondenti all’intero personale interessato;
Firenze/Campi Bisenzio: 6 adesioni, rispetto alle 3 inizialmente previste sul territorio fiorentino.
In applicazione di quanto già previsto dall’accordo del 7 agosto, tutte le adesioni presentate nella prima finestra saranno accolte, comprese quelle provenienti dai territori nei quali le richieste hanno superato le numeriche inizialmente individuate.
Le cessazioni relative alla prima finestra avverranno il 25 settembre 2026.
Si tratta comunque di una prima fotografia e non del dato conclusivo del percorso, poiché resta aperta la seconda finestra prevista dall’accordo, con possibilità di ulteriori adesioni fino al mese di novembre.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottolineato come il dato complessivo confermi la validità della scelta di gestire la riduzione degli esuberi esclusivamente attraverso strumenti volontari e non traumatici, all’interno di un percorso più complessivo finalizzato alla salvaguardia e alla continuità occupazionale.
Proprio alla luce delle adesioni effettivamente registrate, è stata tuttavia posta la necessità di verificare ora gli effetti sugli assetti organizzativi dei singoli territori e sui diversi profili professionali.
In particolare, su Milano, dove le richieste sono risultate superiori alle previsioni e riguardano anche capi negozio e magazzinieri, è stata evidenziata la necessità di verificare tempestivamente i nuovi fabbisogni dei punti vendita, evitando situazioni di carenza di organico e valorizzando prioritariamente possibili percorsi di crescita professionale interna.
L’azienda ha confermato che saranno valutate soluzioni organizzative, inizialmente anche attraverso coperture temporanee, e successivamente attraverso percorsi di crescita interna e, ove necessario, inserimenti dall’esterno.
Roma e continuità occupazionale del personale di Cola di Rienzo
Per quanto riguarda Roma, le adesioni alla prima finestra sono state complessivamente 36.
Per le lavoratrici e i lavoratori provenienti dal punto vendita di Cola di Rienzo che non hanno aderito alla procedura di uscita volontaria, l’azienda ha confermato il percorso di salvaguardia occupazionale previsto dagli accordi.
Alla fotografia odierna, conclusa la prima finestra, sono 40 le persone interessate alla ricollocazione: 28 saranno assegnate a Roma San Giovanni e 12 a Roma Cinecittà, con decorrenza dal 22 settembre.
Le organizzazioni sindacali hanno richiesto che le persone interessate ricevano nel più breve tempo possibile comunicazione della destinazione, anche per consentire una corretta organizzazione dei tempi di vita e di lavoro, e che la gestione delle assegnazioni venga accompagnata dal necessario confronto territoriale.
Anche questo quadro deve essere considerato ancora in evoluzione, tenuto conto della seconda finestra della procedura, dei percorsi di distacco in corso e dell’ingresso progressivo dei nuovi partner commerciali.
Rispetto alle preoccupazioni emerse nei negozi circa possibili nuovi interventi di ammortizzazione sociale, l’azienda ha chiarito che allo stato attuale non è prevista la riattivazione di ammortizzatori sociali e che il percorso deve essere valutato in un orizzonte più ampio, verificando progressivamente gli effetti delle ricollocazioni, dei distacchi, delle nuove partnership e del rilancio commerciale dei punti vendita.
Distacchi presso Rebel: criticità segnalate e chiarimenti ottenuti
L’azienda ha comunicato che, nell’ambito della prima fase di attuazione dell’accordo sui distacchi, sono stati effettuati circa 300 colloqui conoscitivi e che, allo stato, per 64 lavoratrici e lavoratori è stata individuata una prima possibile convergenza con le esigenze del partner.
Su questo tema Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno riportato in plenaria le criticità segnalate dalle strutture territoriali e dalle rappresentanze sindacali, in particolare rispetto alle modalità con cui si sono svolti alcuni dei primi colloqui.
In diversi territori erano state infatti prospettate condizioni non corrispondenti all’impianto definito negli accordi, tra cui trasformazioni di part-time verticali in orizzontali, modifiche nella distribuzione dell’orario, disponibilità ulteriori su domeniche e festivi e maggiore flessibilità.
Le Organizzazioni Sindacali hanno quindi richiesto un chiarimento inequivocabile, ribadendo che volontarietà del distacco e mantenimento delle condizioni economiche e contrattuali costituiscono elementi essenziali dell’intesa sottoscritta e devono trovare piena applicazione nella gestione concreta dei percorsi individuali.
A seguito delle questioni poste, l’azienda ha riconosciuto che la fase iniziale dei colloqui ha presentato criticità e ha confermato che:
- il distacco è e resta esclusivamente volontario;
- restano ferme le condizioni economiche e contrattuali individuali e collettive applicate in Coin;
- nessuna modifica dell’orario, della sua distribuzione o delle altre condizioni contrattuali costituisce requisito per accedere al distacco;
- eventuali modifiche potranno intervenire esclusivamente qualora corrispondano ad un espresso interesse della lavoratrice o del lavoratore;
- la mancata adesione al distacco non determina conseguenze sul rapporto di lavoro e le persone che non aderiranno continueranno a svolgere la propria attività in Coin.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto che tali principi trovino ora applicazione uniforme sull’intera rete, superando definitivamente le criticità registrate nella fase iniziale.
L’azienda ha inoltre precisato che, qualora il primo ciclo di colloqui non consentisse di raggiungere le numeriche previste, potrà essere effettuato un ulteriore passaggio con il partner per verificare ulteriori possibilità di coinvolgimento, sempre nel rispetto della volontarietà e delle condizioni concordate.
Nuove partnership e settore Beauty
L’azienda ha fornito un aggiornamento sullo sviluppo delle ulteriori partnership previste dal piano di rilancio.
Particolare rilievo assume la trattativa, ancora in corso e non formalmente conclusa, con un primario operatore internazionale del settore beauty e profumeria, il cui ingresso dovrebbe avvenire progressivamente a partire dal 2027.
Secondo l’attuale programmazione sarebbero interessati 10 punti vendita nel 2027, ulteriori 10 nel 2028 e 6 nel 2029.
Tra le prime aperture previste nel 2027 sono state indicate Campi Bisenzio, Milano Cantore, Verona e Roma San Giovanni.
L’azienda ha precisato che, diversamente dal modello utilizzato con Rebel, il nuovo partner dovrebbe assumere la gestione complessiva dell’area beauty, con il conseguente coinvolgimento attraverso lo strumento del distacco del personale Coin oggi impiegato nel reparto, comprese le relative figure di responsabilità.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottolineato che, proprio alla luce dell’esperienza maturata nella prima fase con Rebel, per le successive partnership dovrà essere pienamente rispettata una modalità preventiva e ordinata di gestione: informativa completa e confronto sindacale prima del coinvolgimento individuale delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’avvio dei colloqui.
È stato inoltre evidenziato che eventuali vincoli di riservatezza sul nome commerciale dei partner non possono impedire il confronto preventivo sugli elementi sostanziali del progetto: negozi coinvolti, tempi, perimetro, fabbisogni occupazionali, professionalità e condizioni applicabili.
L’azienda ha comunicato che sono inoltre in corso interlocuzioni per ulteriori partnership nei settori food e tech.
Mango, ristrutturazioni e rete dei negozi
Proseguono gli interventi per l’ingresso di Mango.
Le aperture attualmente previste sono:
- entro fine ottobre: Catania, Roma San Giovanni e Campi Bisenzio;
- entro fine novembre: Bari, Milano Cantore, Milano Cinque Giornate e Piacenza.
Il progetto dovrebbe interessare complessivamente 22 punti vendita entro il 2027, con investimenti dichiarati dall’azienda per circa 18 milioni di euro.
L’azienda ha inoltre comunicato la prevista riapertura del punto vendita di Sassari nell’aprile 2027, a conclusione dell’intervento di completa ristrutturazione, con conseguente necessità di prolungare l’ammortizzatore attualmente in essere, nonché la relocation del negozio di Piacenza entro fine ottobre e la conferma del contratto di affitto di lungo periodo (20 anni) relativo al punto vendita di Verona.
Rispetto al settore Casa, le organizzazioni sindacali hanno chiesto conferma della sua centralità nel futuro modello Coin. L’azienda ne ha ribadito il carattere strategico e la volontà di lavorare al rilancio e alla valorizzazione dell’offerta dedicata.
Salute, sicurezza e cantieri
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno riportato le segnalazioni provenienti dai territori sulle condizioni di lavoro nei negozi interessati contemporaneamente da cantieri e ulteriori interventi di riassetto, richiamando in particolare la necessità di una corretta gestione e separazione degli spazi nei quali continuano ad operare lavoratrici e lavoratori e ad accedere i clienti.
È stata quindi confermata l’attivazione del Tavolo tecnico permanente su salute e sicurezza previsto dagli accordi di agosto.
L’azienda ha indicato per la propria delegazione un rappresentante delle Risorse Umane, della Direzione Tecnica e il Rspp. Le organizzazioni sindacali individueranno i propri componenti affinché il tavolo possa essere avviato operativamente e venga definito un calendario di lavoro.
Calcolo dell’incentivo e in presenza di variazioni temporanee dell’orario
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto conferma dell’impostazione da adottare nel calcolo dell’incentivo nei casi in cui, al momento dell’adesione, siano presenti variazioni temporanee dell’orario rispetto al rapporto contrattuale ordinario.
L’azienda effettuerà una verifica delle casistiche e fornirà a breve un riscontro.
Valutazioni conclusive
Il primo monitoraggio restituisce un quadro nel quale il complesso degli accordi sottoscritti il 7 agosto sta trovando concreta attuazione, sia attraverso la gestione volontaria delle uscite sia, soprattutto, attraverso i percorsi di ricollocazione, continuità occupazionale e costruzione delle nuove opportunità legate alle partnership commerciali.
Le criticità segnalate, in particolare rispetto ai colloqui con Rebel, erano concrete e hanno reso necessario il chiarimento intervenuto nell’incontro odierno.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il percorso deve quindi proseguire mantenendo fermi i presupposti sui quali sono stati costruiti gli accordi: volontarietà effettiva, salvaguardia e continuità occupazionale, mantenimento delle condizioni economiche e contrattuali, informazione preventiva, trasparenza e confronto sindacale costante.
L’obiettivo resta quello di accompagnare il processo di risanamento e trasformazione dell’azienda salvaguardando l’occupazione e costruendo prospettive sostenibili per le lavoratrici e i lavoratori che continueranno ad operare in Coin.
Il percorso è ancora in corso e richiederà pertanto un monitoraggio puntuale, sia a livello nazionale sia territoriale, verificando progressivamente gli effetti delle ricollocazioni, dei distacchi, delle nuove partnership e degli interventi di rilancio della rete.
Il prossimo momento di verifica complessiva del piano di rilancio è previsto nell’ambito del tavolo Mimit, indicativamente fissato per il 7 ottobre, per il quale si è in attesa della convocazione formale.

