Coin, tavolo al Mimit: le ultime dal confronto sulla situazione aziendale
Nella giornata del 12 marzo 2026 si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il tavolo di confronto relativo alla situazione aziendale di Coin Spa, alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, delle istituzioni e di una ampia delegazione di Rsa/Rsu provenienti dai territori interessati.
L’incontro si è svolto nel quadro dello stato di agitazione nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali, a seguito delle criticità emerse nel confronto con l’azienda e della necessità di ottenere un quadro chiaro e verificabile sul piano industriale, sugli investimenti e sulle ricadute occupazionali.
Nel corso dell’incontro l’azienda ha fornito informazioni generali e ancora sommarie sul piano industriale, che nella sostanza ricalcano quanto già illustrato nel recente incontro aziendale del 18 febbraio.
Coin ha ribadito di trovarsi in piena fase attuativa del piano di risanamento, indicando un recupero di marginalità stimato intorno al 20% per il 2025 rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le informazioni fornite risultano ancora generiche e prive di elementi di dettaglio, tali da non consentire una valutazione compiuta dell’evoluzione del piano industriale e delle sue ricadute sulla rete commerciale e sull’occupazione.
Per quanto riguarda gli investimenti, l’azienda ha confermato l’intenzione di destinare circa 10 milioni di euro nel 2026 a interventi di ristrutturazione e restyling della rete commerciale, senza però specificare in modo adeguato quali punti vendita saranno interessati, con quali priorità, con quali tempi e con quali modalità operative.
Le organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno evidenziato con forza come le informazioni fornite risultino insufficienti, ribadendo la necessità di ricevere i dati richiesti già nel precedente incontro e indispensabili per avere un quadro omogeneo e verificabile della situazione aziendale e delle ricadute sui territori.
In particolare, è stata ribadita la necessità di ricevere informazioni puntuali su:
- il quadro complessivo dell’organico aziendale, con distribuzione per territori, punti vendita e tipologie contrattuali;
- il perimetro reale della rete commerciale, con indicazione chiara dei punti vendita interessati da eventuali criticità relative ai costi di locazione, chiusure, riorganizzazioni o interventi di rilancio;
- il cronoprogramma degli investimenti e dei restyling annunciati;
- i contenuti concreti delle partnership commerciali annunciate dall’azienda ma non meglio specificate;
- le misure di ammortizzatore sociale eventualmente previste, con la necessità di un confronto urgente finalizzato alla definizione di un accordo quadro che garantisca criteri omogenei e adeguate tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti;
- le soluzioni di ricollocazione e salvaguardia occupazionale nei territori interessati.
Nel corso del tavolo sono stati richiamati i punti vendita attualmente coinvolti nei processi di riorganizzazione della rete, che risultano così articolati:
- Roma Cola di Rienzo – chiusura al pubblico prevista per il 4 aprile 2026, con cessione degli spazi al 30 aprile 2026;
- Milano Corso Vercelli – chiusura prevista al 31 luglio 2026, con cessione dei locali al 31 agosto 2026;
- Verona – chiusura prevista al 31 luglio 2026, con cessione dei locali al 31 agosto 2026;
- Bologna – punto vendita già chiuso nel il 31 luglio 2025 interessato da Cigs per cessazione di attività fino al 31 luglio 2026;
- Mestre – intervento di riduzione della superficie di vendita del 30% con prospettiva accesso ad ammortizzatore sociale per esubero di ore;
- Firenze – situazione attenzionata con necessità di ricorso alla cassa integrazione per esubero di ore.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre ricordato come nel corso del 2025 siano già stati chiusi numerosi punti vendita (ben 9 filiali su una rete complessiva di 38 filiali dirette), elemento che rende ancora più urgente ottenere un quadro complessivo e trasparente sulla configurazione futura dell’azienda e sul piano industriale e commerciale attualmente previsto.
Per Filcams, Fisascat e Uiltucs non è accettabile che una situazione di questa portata venga rappresentata da Coin come una gestione ordinaria dell’attività aziendale: siamo invece di fronte a un processo che incide profondamente sulla rete commerciale e sull’occupazione e che richiede massima trasparenza e un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre suggerito – da parte delle organizzazioni confederali – di valutare l’utilizzo dello strumento tecnico ministeriale “Sviluppo Lavoro Italia”, quale possibile supporto nei casi di subentro di nuove attività negli immobili lasciati da Coin, al fine di favorire percorsi di continuità occupazionale nei territori coinvolti.
A livello istituzionale, il Mimit ha sottolineato la necessità che l’azienda definisca un cronoprogramma strutturato di confronto con le organizzazioni sindacali, utile ad approfondire nel merito tutti gli aspetti ancora aperti: dati occupazionali, piano industriale, investimenti nella rete, partnership commerciali e strumenti di tutela del lavoro.
Alla luce delle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, è stato calendarizzato un incontro in plenaria con l’azienda per il giorno 18 marzo alle ore 9.30, incontro che riteniamo fondamentale per ottenere le informazioni di dettaglio richieste e costruire un quadro omogeneo per gli strumenti di tutela all’occupazione Il tavolo al Mimit è stato aggiornato al giorno 14 maggio 2026 alle ore 11.

