Conforama, riorganizzazione dei negozi: confronto sulle tutele
Il 21 ottobre 2026 si è svolto l’incontro con la direzione della società Conforama, rappresentata Fabio D’Onghia, Maddalena Boffoli, Loredana Epis e Roberta Pulcinelli, alla presenza delle strutture sindacali territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. L’incontro vede la prosecuzione del confronto in seguito alla convocazione del tavolo al Mimit dello scorso settembre.
Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto in prima battuta di essere informati in merito a quanto sta accadendo alla sede amministrativa del Gruppo Conforama di Cardano al Campo, attualmente interessata da una procedura di sfratto.
La società ha dichiarato di aver già informato le strutture territoriali interessate della necessità, per i 56 lavoratori attualmente in forza presso il sito, di rendersi disponibili a un trasferimento. Per una parte di essi è stata individuata una ricollocazione presso la sede di Vergiate; per circa 25 lavoratrici e lavoratori, invece, è stato proposto il trasferimento a Roma, presso la sede del Gruppo Bricofer.
Come Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs abbiamo ricordato che questo tipo di trasferimenti non può mettere a rischio la tenuta occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti e che è necessario individuare soluzioni alternative per far fronte alla carenza di spazi. A nostro avviso, si tratta a tutti gli effetti di una riorganizzazione del personale che non può essere gestita esclusivamente attraverso proposte di trasferimento a centinaia di chilometri di distanza.
Abbiamo, inoltre, evidenziato come, nel corso degli incontri tenutisi presso il Mimit, non sia mai stata prospettata l’ipotesi di un trasferimento della sede né un accorpamento con il gruppo acquirente, elemento che rende ancora più necessario un confronto approfondito sulle reali prospettive occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
La società, anche a seguito delle richieste delle organizzazioni sindacali, ha dato riscontro, anche in forma scritta, alle questioni poste dalla comunicazione inviata dalle organizzazioni sindacali relative alla riorganizzazione degli spazi in atto presso i negozi Conforama ed Emmezeta, senza che però venissero chiarite le procedure seguite e le relative informative obbligo di legge e a tutela dei lavoratori.
La situazione del punto vendita di Riposto, il primo sito interessato dagli interventi di remodeling e dalla ridefinizione degli spazi destinati anche ad altre società del gruppo Briofer, è stata nuovamente oggetto di approfondimento.
Le organizzazioni sindacali hanno, infatti, segnalato che alcuni lavoratori e lavoratrici di Conforama sono stati impiegati nella vendita di merce a marchio Bricofer, operando all’interno di aree contraddistinte dall’insegna Bricofer e indossando, anche divise recanti il marchio della stessa società.
In merito a tali criticità, la società ha precisato che il personale interessato non è stato oggetto di alcuna procedura di trasferimento o passaggio ad altra azienda. Accogliendo le osservazioni avanzate dalle organizzazioni sindacali, ha, inoltre, riconosciuto che le lavoratrici e i lavoratori dipendenti di Conforama non devono svolgere la propria attività indossando divise riconducibili a Bricofer, impegnandosi a intervenire per sanare tale situazione.
Per quanto riguarda i modelli organizzativi adottati a Riposto, si è ribadita la necessità che ogni modifica venga preventivamente affrontata e condivisa in sede territoriale, attraverso un confronto sindacale finalizzato a valutarne gli effetti sulle condizioni di lavoro.
A seguito del confronto avviato a posteriori, si è riscontrato un miglioramento di alcune fasce orarie per i lavoratori part-time. Al contempo, tuttavia, sono emerse criticità per il personale full-time, con un prolungamento dello stacco giornaliero fino a due ore, che rischia di incidere negativamente sull’organizzazione della vita lavorativa e personale.
Per queste ragioni, è stata richiesta la riapertura del confronto a livello territoriale, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che consentano di migliorare la turnazione, riducendo il nastro orario giornaliero complessivo e garantendo una più equilibrata distribuzione dell’orario di lavoro.
Abbiamo chiesto maggiori informazioni in merito agli altri punti vendita oggetto di remodeling, insistendo sempre sulla tipologia prescelta per dare evidenza della destinazione degli spazi quale ad esempio l’affido di reparto.
La società ha, inoltre, dichiarato che, nei punti vendita interessati dalla riduzione degli spazi, il modello basato sulle attuali metrature destinate alla vendita del mobile non sarebbe più sostenibile e che questo processo di riorganizzazione proseguirà anche in altri siti della rete. I soggetti prescelti per i nuovi spazi sono talvolta esterni al gruppo (In’s Discount, Action, Oviesse), talvolta del gruppo che ha acquisito (Portobello, Bricofer, Casamax). Come organizzazioni sindacali abbiamo evidenziato come sarebbe stato opportuno affrontare questi processi attraverso una riflessione complessiva e di più ampio respiro, finalizzata a salvaguardare l’occupazione del personale già presente nei siti interessati.
Abbiamo, inoltre, ribadito la necessità di mantenere un confronto costante e strutturato tra azienda e organizzazioni sindacali, utilizzando a tal fine anche il tavolo ministeriale, così da individuare soluzioni condivise in grado di gestire le riorganizzazioni senza ricadute occupazionali sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti.
Tuttavia, non ha fornito alcun riscontro in merito alla procedura di legge che intende adottare per gestire tali interventi né alle modalità con cui verranno affrontate le conseguenti ricadute organizzative e occupazionali. Si è resa partecipe solo se coinvolta dalle organizzazioni sindacali con i possibili subentranti negli spazi rilasciati.
Abbiamo, inoltre, evidenziato come, a causa del mancato pagamento di numerosi fornitori, si stiano registrando crescenti difficoltà nell’approvvigionamento della merce destinata alla vendita. Il mobile viene venduto e consegnato con difficoltà data la situazione.
Tale situazione riguarda sia il comparto del mobile, che rappresenta il core business dell’azienda, sia i negozi a insegna Emmezeta, ormai spesso relegati in spazi sempre più ridotti, marginali e poco visibili all’interno dei punti vendita.
Le organizzazioni sindacali hanno, pertanto, chiesto ripetutamente chiarimenti sia sulle prospettive dei negozi Emmezeta sia sulle ragioni della mancata consegna della merce. Su questi aspetti, tuttavia, permangono perplessità sulla previsione e tenuta delle maestranze di Emmezeta.
In seguito, è stato affrontato anche il tema della sicurezza. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sollecitato l’azienda a prendere posizione in merito alle problematiche incorse.
Abbiamo, inoltre, evidenziato le difficoltà comunicative riscontrate dagli Rls, che da mesi segnalano carenze manutentive e diverse criticità potenzialmente pregiudizievoli per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. In particolare, sono state evidenziate la mancanza di attrezzature e strumentazioni idonee per le operazioni di scarico merci, nonché le criticità legate alle modalità operative adottate durante gli interventi all’interno delle motrici, con conseguenti rischi per l’incolumità del personale. Si tratta di problematiche che richiedono risposte tempestive e interventi concreti da parte aziendale, anche al fine di garantire un’effettiva interlocuzione con gli Rls e il superamento delle criticità segnalate.
Infine, le organizzazioni sindacali hanno chiesto aggiornamenti in merito alla Composizione Negoziata della Crisi, ma la Società ha dichiarato che allo stato attuale non dispone di informazioni aggiuntive in attesa dell’omologa del giudice.
Alla luce dei temi emersi nel corso della riunione abbiamo concordato con la società di proseguire il confronto in un incontro da tenersi a stretto giro.

