Coop Alleanza, smart working: si discute il nuovo accordo
Il 16 marzo 2026 Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno incontrato la Direzione di Coop Alleanza 3.0, con una delegazione di strutture territoriali e delegatǝ delle sedi, per confrontarsi sull’accordo relativo allo “Smart working”.
In prossimità della sua scadenza, infatti, la Cooperativa aveva manifestato la volontà di modificarne il contenuto.
Coop Alleanza ha dichiarato di non voler mettere in discussione lo smart working in sé, né i principi di fondo dell’accordo, ma di avere l’esigenza di ridurre i giorni complessivi di utilizzo così da garantire maggior presenza negli uffici e migliorare i processi decisionali.
Secondo la cooperativa, infatti, a fronte di una media di 2,5 giorni a settimana di presenza per dipendente, si è verificata una grande concentrazione del ricorso al lavoro agile in specifici periodi dell’anno e giornate della settimana.
Un altro obbiettivo dichiarato è quello di migliorare il team-building, soprattutto rispetto ai neoassunti, a fronte di un importante turn-over del personale di sede che negli ultimi 3 anni ha riguardato circa 200 uscite e 100 nuovi ingressi.
L’ipotesi proposta dalla cooperativa prevederebbe dunque:
– Limite generale di 2 giorni a settimana in smart working;
– Pacchetto di giornate aggiuntive di smart working per specifiche categorie di lavoratorǝ (es: per esigenze di cura/assistenza parentale e familiare);
– Possibilità di eventuali deroghe individuali, a seguito di una valutazione aziendale, sulla base di condizioni/esigenze specifiche;
– Possibilità di lavorare le giornate in presenza presso sedi fisiche diverse da quella di assegnazione;
– Mantenere il resto dell’impostazione così com’è oggi.
Le organizzazioni sindacali, in premessa, hanno fermamente contestato il metodo con cui si arrivati alla ridiscussione dell’accordo, a partire da con voci e annunci rivolti ai dipendenti della Cooperativa già a gennaio, prima di avviare formalmente il confronto.
Nel merito, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito di non ritenere necessaria una revisione delle condizioni dell’accordo, che ha anzi dato prova di efficacia e utilità per la conciliazione vita-lavoro per le lavoratrici e i lavoratori e che prevede già meccanismi di flessibilità a disposizione della Cooperativa nella programmazione delle giornate.
Preso atto della volontà della Cooperativa di modificarlo, le delegazioni sindacali hanno evidenziato la necessità innanzitutto di un ulteriore proroga dell’accordo oltre il 5 aprile, per consentire un’adeguata consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori di sede, al fine di definire delle possibili soluzioni condivise.
In ogni caso, nel confronto sarà necessario:
– Darsi l’obbiettivo di rendere strutturale lo smart working, inserendolo nel Cia;
– evitare l’abuso di accordi e deroghe individuali, salvaguardando il principio che è l’accordo collettivo a definire le condizioni dello smart working;
– porre particolare attenzione alle condizioni dei dipendenti della ex sede di Modena, che dopo la chiusura sono distribuite su una pluralità di sedi fisiche, anche distanti dalla residenza;
– valutare attentamente la disponibilità e la collocazione delle postazioni di lavoro in presenza, che la stessa Cooperativa ha ridotto a fronte dell’uso intenso dello Smart negli anni scorsi.
In chiusura, Coop Alleanza ha espresso disponibilità a prorogare ulteriormente le regole vigenti oltre il 5 aprile 2026, per portare avanti il confronto con le organizzazioni sindacali, che è stato aggiornato al prossimo 13 maggio 2026.

