Meno aperture domenicali, Uiltucs: “Bene. Ora più maggiorazioni”
La riduzione delle aperture domenicali e festive come soluzione per contenere il costo del lavoro, come prospettato da Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc Coop, associazione nazionale cooperative di consumatori, ha suscitato più di una reazione.
In testa quella di Paolo Andreani, segretario generale Uiltucs, che apprende “con interesse le valutazioni di Ancc-Coop, sulle aperture domenicali, considerate dalla Uiltucs lungimiranti”.
“La riduzione del numero delle domeniche di apertura è obiettivo da sempre perseguito dalla Uiltucs – esordisce Andreani – che considera la liberalizzazione avvenuta col Governo Monti profondamente sbagliata”. Secondo i dati Coop, una riduzione delle giornate di apertura da 7 a 6 potrebbe generare risparmi compresi tra 2,3 e 2,6 miliardi di euro per l’intero sistema della grande distribuzione organizzata.
Per Dalle Rive, infatti, su questo tema “non sono possibili scelte unilaterali: l’obiettivo è aprire un confronto”. Ed è su questo confronto che si inserisce l’intenzione della Uiltucs, pronta al dialogo per migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario in Italia, sottolineando come, “allo stesso tempo, la maggiorazione oraria attualmente prevista è insoddisfacente. Siamo per innalzare la maggiorazione domenicale e quella festiva. Quindi, bene al restringimento del numero delle aperture domenicali e festive, ma è necessario l’innalzamento della paga domenicale e festiva ad una maggiorazione che corrisponda al 50% per chi lavora la domenica e al 100% nei festivi, in tutti i luoghi di lavoro del terziario”.
Anche Marianna Flauto, segretaria nazionale responsabile della cooperazione, accoglie positivamente le dichiarazioni di Dalle Rive. “La chiusura nelle giornate festive e domenicali – chiosa Flauto – sarebbe una risposta concreta in termini di miglioramento dei ritmi di lavoro e delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, che chiediamo da tempo. Siamo disponibili a governare questo processo di cambiamento per ricreare le condizioni per un lavoro sempre più sostenibile, che metta al centro le persone e le loro vite”.

