Garante di Parità, presidio di equità, democrazia e dignità nel mondo del lavoro
Garante della Parità come presidio di equità, democrazia e dignità nel mondo del lavoro.
Questo il tema affrontato oggi a Luci sul Lavoro 2026, il festival dedicato alle sfide del lavoro in programma a Montepulciano dal 9 all’11 luglio, nel panel dedicato ai “Nuovi orizzonti della contrattazione nel terziario e nel turismo”.
La segretaria nazionale Uiltucs Samantha Merlo si è confrontata con Marilù Fiore, Head of Marketing and Impact di City Moda, Marilisa Trentadue, Garante della Parità di City Moda, Elena Andreone, Senior Business Partner Italia-Croazia-Slovenia di Minor Hotels Group, e Sonia Zappitelli, consulente aziendale per la certificazione della parità di genere e fondatrice della società benefit La Luna del Grano Srl. Ha coordinato il dibattito Rosaria Amato, giornalista de La Repubblica.
Nel suo intervento Samantha Merlo ha ribadito come il lavoro debba essere non solo uno strumento di occupazione, ma anche di emancipazione, partecipazione sociale e dignità. Per la Uiltucs la contrattazione collettiva rappresenta il luogo in cui trasformare i principi di parità in diritti realmente esigibili, attraverso strumenti concreti capaci di incidere sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità della vita delle persone. Al centro della riflessione la Figura di Rappresentanza Garante di Parità, proposta dalla Uiltucs come presidio stabile di equità, democrazia e dignità nei luoghi di lavoro. Una figura tecnica e qualificata, chiamata a promuovere trasparenza, prevenire discriminazioni e molestie, favorire la parità salariale e garantire che salute, sicurezza e organizzazione del lavoro siano affrontate anche con una prospettiva di genere. “Non può esserci vera dignità se il luogo di lavoro non è uno spazio sicuro”, ha ribadito Merlo, spiegando che deve essere anche un luogo “trasparente e privo di discriminazioni”.
“La contrattazione collettiva – ha aggiunto poi – deve trasformare la parità da principio scritto a diritto concreto ed esigibile. Per poi spiegare la Garante di Parità come “la nostra risposta alla sfida del futuro: trasformare il rispetto, la giustizia salariale e la dignità umana in pratiche quotidiane nei luoghi di lavoro”
Ecco il manifesto sindacale della Uiltucs
Da sempre affermiamo con forza che il lavoro non è solo occupazione, ma lo strumento primario di emancipazione e partecipazione sociale. Il lavoro deve garantire una dimensione collettiva che impedisca l’isolamento della persona e deve affermare quel concetto di solidarietà su cui è costruito il nostro Paese.
Ecco perché per la Uiltucs non può esserci vera dignità se il luogo di lavoro non è uno spazio sicuro, trasparente e privo di discriminazioni. Come Organizzazione sindacale riconosciamo nelle norme una guida, ma pensiamo che sia la contrattazione collettiva la vera anima della tutela dei diritti. Di fronte a una legislazione nazionale che spesso degrada i principi europei a meri passaggi burocratici, la contrattazione deve farsi carico di rendere la parità un diritto concreto ed esigibile. Ecco perché la Figura di Rappresentanza Garante di Parità nasce come pilastro di una “contrattazione di genere integrata”, capace di unire la tutela economica alla salute e sicurezza, la dimensione culturale a quella organizzativa. In tale contesto denunciamo i limiti del recepimento italiano della Direttiva (Ue) 2023/970.
L’adozione di sanzioni irrisorie e l’esclusione delle piccole imprese attraverso soglie dimensionali troppo elevate rischiano di cristallizzare le disuguaglianze invece di rimuoverle. In questo vuoto di deterrenza reale, la figura della Garante di Parità si erge come presidio di democrazia, assicurando che la trasparenza non sia un alibi, ma un potere reale nelle mani delle lavoratrici e dei lavoratori. Noi crediamo che l’impegno sindacale debba superare i limiti quantitativi della norma.
Laddove mancano le rappresentanze aziendali, specialmente nelle piccole imprese, promuoviamo il ruolo di Garanti territoriali, affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore rimanga priva o privo di tutela. La parità deve essere universale, non un privilegio legato alla dimensione dell’azienda. La violenza di genere e le molestie sono una piaga culturale difficile da estirpare: la Garante di Parità agisce come misura supplementare di assistenza e prevenzione, garantendo i più fragili e le giovani generazioni. Questa rappresentanza non è pertanto una figura formale, ma un profilo tecnico e formato, in grado di discutere e confrontarsi per apportare miglioramenti significativi nell’ambiente di lavoro. La Figura di Rappresentanza Garante di Parità è quindi la nostra risposta alla sfida del futuro sulla parità: trasformare i principi scritti sulla carta in pratiche quotidiane di rispetto, giustizia salariale e dignità umana.

