Intervento sulla modifica del Ddl Violenza Sessuale: la nostra battaglia per la dignità e la sicurezza
Care Compagne e Cari Compagni, Care Colleghe e Cari Colleghi,
oggi nelle Piazze di tutta Italia parleremo di ciò che sta consumando nelle aule del Senato, ovvero un arretramento culturale e giuridico inaccettabile, un attacco frontale alla libertà e all’autodeterminazione delle persone, in particolare delle donne su un tema centrale per la Uil e per la Uiltucs, come quello del contrasto alla violenza e alle molestie. Quello che era nato come un impegno trasversale alla Camera, basato su un voto all’unanimità, è stato stravolto in Commissione Giustizia da quello che chiamano “emendamento Bongiorno”.
Diciamolo con chiarezza: cancellare la parola “consenso” dal codice penale è un tradimento verso tutte le vittime di violenza. La proposta attuale vuole sostituire il concetto di consenso con quello di “volontà contraria”.
Non è una sottigliezza terminologica: è un’inversione pericolosa che rischia di scaricare ancora una volta l’onere della prova sulle donne. Invece di accertare la presenza di un “sì” libero e attuale, si costringeranno le vittime a dimostrare di aver detto “no”, di aver resistito, di aver gridato.
Come ha giustamente sottolineato la nostra Segretaria Confederale, Ivana Veronese, questa modifica rischia di essere peggiorativa rispetto alla situazione esistente. Già oggi la nostra giurisprudenza, con fatica, ha iniziato a valorizzare il consenso.
Perché allora il Senato vuole ignorare la Convenzione di Istanbul, che l’Italia ha ratificato 13 anni fa e che definisce il consenso come una libera manifestazione della volontà?
Noi della Uiltucs sappiamo che la violenza e le molestie non sono fatti isolati, ma frutto di una mentalità patriarcale che questo Ddl rischia di sottacere invece di combattere. Non accettiamo una legge che educhi alla “non-volontà”; chiediamo e vogliamo il rispetto dell’autodeterminazione dei corpi.
Oggi saremo nelle piazze per affermare che senza consenso è stupro! La nostra mobilitazione continuerà fino a quando il Parlamento non si dimostrerà all’altezza della società civile, quella che oggi occuperà le nostre piazze.
Senza consenso è stupro.
Non un altro passo indietro: per la dignità, per la libertà, per il consenso!

