Lottomatica, chiude la sede di Belgrado: la solidarietà del sindacato italiano
Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono piena e convinta solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della sede di Belgrado, colpiti dalla decisione aziendale di chiudere il sito e interrompere l’attività di circa 400 addetti.
L’incontro, tenutosi venerdì scorso con l’azienda alla presenza dei delegati e delle organizzazioni sindacali, ha prodotto informazioni sintetiche e del tutto insufficienti rispetto alla gravità di quanto accaduto. L’azienda ha dichiarato di aver rispettato le normative vigenti in Serbia, come se il rispetto formale della legge esaurisse ogni obbligo nei confronti degli esseri umani che vi lavoravano.
Ciò che non può essere taciuto è la modalità dell’esecuzione di questa decisione, una vera e propria imboscata.
Ai colleghi serbi è stato comunicato un generico problema tecnico con la VPN, e, mentre attendevano la risoluzione per riprendere le proprie attività, è arrivata una mail che comunicava la decisione: la chiusura della sede di Belgrado, la disattivazione immediata di account e badge, il contestuale trasferimento delle loro mansioni alla forza lavoro di Roma.
Un messaggio inviato a freddo, senza preavviso. Consegnato digitalmente, senza il coraggio di metterci la faccia, mentre le persone erano ancora alla loro postazione di lavoro in attesa che il problema tecnico fosse risolto.
L’azienda nega che si tratti di una scelta economica, finanziaria o d’implementazione di tecnologie d’intelligenza artificiale. Qualunque sia la motivazione reale, essa non attenua in alcun modo la violenza di ciò che è avvenuto: professionalità costruite in anni di lavoro — alcuni colleghi con oltre vent’anni di servizio — cancellate nel giro di mezza giornata, senza che venisse riservata la minima considerazione alla dignità di donne e uomini che sono, prima di tutto, persone: genitori, figli, individui con una vita che non si esaurisce in una riga di un organigramma aziendale. Questo non trova, e non può trovare, alcuna giustificazione.
Le organizzazioni sindacali seguiranno con attenzione l’evolversi della vicenda e ribadiscono un principio che non è negoziabile: il rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori non è una concessione, è una condizione imprescindibile di qualsiasi scelta aziendale.
Per questo, le organizzazioni sindacali hanno già richiesto un nuovo confronto in cui vengano forniti, con il dovuto dettaglio, dati, motivazioni e prospettive.
Purtroppo, mentre scriviamo, una notizia ci ha raggiunti e ha reso tutto ancora più pesante: un collega serbo, che nei giorni immediatamente successivi alla decisione aziendale ha lottato tra la vita e la morte a causa di un malore improvviso, è venuto a mancare.
Di fronte a questo, non aggiungiamo altro. Ci stringiamo, in silenzio e con rispetto, alla famiglia e a chi lo ha conosciuto e amato.
Rsa Filcams Cgil
Rsa Fisascat Cisl
Rsa Uiltucs

