Mediamarket, tra annunci di chiusure e integrativo: le novità
Si è svolto il 14 gennaio 2026 un incontro nazionale tra Filcams, Fisascat e Uiltucs e Mediamarket spa, rappresentata da Alessandra Bergamo e Luca Pio Guida e assistita da Roberta Rossetti di Confcommercio Milano, per un primo confronto di monitoraggio sull’applicazione del Contratto integrativo aziendale.
All’avvio dell’incontro, però, la Società ha comunicato l’intenzione di chiudere i punti vendita di Forlì e Pesaro entro il 30 aprile 2026.
Alla base della decisione vi sarebbero andamenti economici negativi di lungo periodo e la mancata individuazione di siti alternativi ritenuti idonei in quei territori. La Società ha quindi annunciato l’apertura di una procedura per la gestione degli eventuali esuberi di personale, dichiarandosi disponibile alla ricerca di soluzioni per la riduzione degli impatti occupazionali.
Le organizzazioni sindacali hanno preso atto della comunicazione ed espresso forte preoccupazione per le prospettive occupazionali delle addette e degli addetti dei due punti vendita, richiedendo maggiori informazioni e dati economici a supporto della scelta aziendale e richiamando la necessità di ricercare tutte le soluzioni possibili, inclusi gli ammortizzatori sociali, per scongiurare chiusure ed esuberi.
Mediamarket ha successivamente precisato che le chiusure si inseriscono comunque in un contesto di espansione della rete vendita, con 8 nuove aperture già realizzate o in via di realizzazione da ottobre 2025 ad oggi.
Più in generale, l’azienda ha dichiarato che l’anno fiscale 2025 è stato complessivamente positivo, pur tra alti e bassi, senza però fornire dati puntuali perché ancora vincolati da riservatezza.
Le organizzazioni sindacali hanno quindi richiesto la programmazione, appena possibile, di un incontro specifico di informativa sull’andamento economico dell’impresa.
Per quanto riguarda il Contratto integrativo aziendale, le organizzazioni sindacali hanno innanzitutto ribadito l’esigenza di definire e costituire le commissioni paritetiche previste dal Cia, prevedendo per quella sull’evoluzione delle mansioni una composizione numerica che garantisca un’adeguata rappresentatività.
È stata inoltre unanime la richiesta di un intervento concreto della direzione aziendale per sollecitare la corretta applicazione degli istituti previsti dal Cia da parte dei direttori di punto vendita, anche e soprattutto attraverso il confronto con le rappresentanze sindacali e le organizzazioni sindacali territoriali. Dalle delegazioni sindacali emerge infatti la denuncia di un’applicazione non omogenea del Cia, con episodi frequenti di scorretta interpretazione o di mancata disponibilità al confronto per la ricerca di soluzioni condivise.
Infine, richiamando la comunicazione inviata unitariamente nel mese di dicembre, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sollecitato un impegno concreto della Società a porre fine alla pratica diffusa di far coincidere i riposi settimanali con le festività infrasettimanali, una modalità di pianificazione che sovrappone istituti distinti e mina il diritto alla fruizione delle festività. Allo stesso modo, è stata richiesta una verifica, a partire dai livelli territoriali, dell’utilizzo del lavoro part-time e dei contratti a tempo determinato, che incidono in modo significativo sugli organici.
La Società ha dichiarato la propria disponibilità a una rapida costituzione delle commissioni paritetiche e si è impegnata a rafforzare l’attenzione sull’applicazione del Cia e a intervenire sul tema della pianificazione dei riposi.
Impegni che le organizzazioni sindacali verificheranno e solleciteranno nelle prossime settimane.
Il prossimo incontro è fissato per il 28 gennaio 2026 alle ore 9:30.

