Metro Italia, focus su appalti e progetto “People and Culture”
Il 17 aprile, alla presenza dell’organismo bilaterale, si è svolto l’incontro di monitoraggio previsto dall’accordo quadro sottoscritto il 4 dicembre con Metro Italia, finalizzato alla discussione dei temi degli appalti e del progetto “People and Culture”.
People and Culture
Metro Italia ha illustrato il progetto, spiegando che si inserisce in un’iniziativa globale di standardizzazione di alcuni processi, che riguarderà, in questa prima fase, Italia, Francia, Spagna e Polonia.
L’obiettivo dell’azienda è quello di gestire in maniera standardizzata alcune attività di amministrazione del personale (cambi di residenza, gestione della corrispondenza, ecc.) attraverso un centro servizi globale con sede in India, mentre il payroll rimarrà in Italia.
Questa nuova modalità avrà un impatto su 24 lavoratori e lavoratrici (22 nei punti vendita, 2 in sede), ai quali l’azienda ha garantito la continuità occupazionale attraverso una proposta di ricollocazione in mansioni equivalenti all’interno dei punti vendita.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno espresso forte preoccupazione rispetto all’utilizzo di sistemi tecnologici che non necessariamente garantiranno un miglioramento dell’efficienza, ma che rischiano invece di determinare la soppressione di alcune attività, oltre a possibili criticità legate all’utilizzo di dati sensibili.
Riteniamo che su questo punto il confronto non sia esaurito: è necessario definire nel dettaglio le ricollocazioni del personale coinvolto ed entrare nel merito delle modalità operative del progetto, anche in relazione alla gestione dei dati sensibili.
Appalti
L’azienda ha confermato la decisione di avviare un percorso di internalizzazione delle attività di rifornimento merci e preparazione ordini, con conclusione prevista entro il 2028.
Attualmente Metro opera su tutto il territorio nazionale con 5 appaltatori: Randstad, Adecco, Ant, Lazio Nord e Multiservizi.
Nel dettaglio:
- Randstad gestisce 8 punti vendita;
- Adecco 17 punti vendita;
- ANT 10 punti vendita;
- Lazio Nord 4 punti vendita;
- Multiservizi 4 punti vendita;
per un totale di 43 punti vendita.
L’azienda sta avviando contatti con gli appaltatori per gestire le scadenze contrattuali che non saranno rinnovate, come già avvenuto a Lecce, dove l’appalto è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato.
Nel punto vendita di Lecce erano impiegati 12 addetti esterni: ad oggi Metro ha assunto 10 lavoratori con contratti a tempo determinato, mentre 2 addetti hanno rifiutato la proposta.
Contestualmente, è stato incrementato l’orario di lavoro a 24 lavoratori diretti (fino al mese di settembre) ed è stato stabilizzato un contratto a termine con trasformazione a tempo indeterminato.
Il 31 gennaio è scaduto anche l’appalto nel punto vendita di Pescara. In questo caso non erano presenti contratti a tempo indeterminato presso l’appaltatore; 8 lavoratori hanno ottenuto un incremento orario e altri 2 sono stati assunti a tempo indeterminato.
Ad Olbia, invece, l’appalto è scaduto il 31 marzo. Erano presenti 3 lavoratori esterni a tempo indeterminato, che Metro ha riassunto con contratto a tempo determinato per la sola stagione.
Contestualmente, 34 lavoratori hanno beneficiato di incrementi orari (temporanei) e altri 9 sono passati da tempo determinato a tempo indeterminato.
Le prossime scadenze:
- Treviso: 30 aprile;
- Salerno e Catania: 12 aprile (già scaduti);
- Bastia Umbra, Bergamo e Ravenna: 31 maggio;
- Firenze e Bari: 30 giugno.
Nel corso dell’incontro, Metro Italia ha dichiarato che, nella gestione delle internalizzazioni, darà priorità all’ampliamento degli orari e alla stabilizzazione dei dipendenti diretti, e solo in subordine procederà ad eventuali assunzioni del personale attualmente impiegato negli appalti.
Come organizzazioni sindacali abbiamo evidenziato una serie di criticità, a partire dal metodo adottato, che non può prevedere una gestione unilaterale da parte dell’azienda. È invece necessario un confronto complessivo sugli appalti, che includa anche i depositi e il servizio di autotrasporto.
È indispensabile affrontare nel dettaglio il nuovo modello organizzativo, a partire dai fabbisogni di ciascun punto vendita, considerato l’impatto su tutti i lavoratori e le lavoratrici di Metro Italia.
Occorre inoltre evitare che questo processo determini una riduzione delle ore nei punti vendita. Non riteniamo utile, ma anzi dannosa, qualsiasi forma di competizione tra lavoratori.
Resta aperta una questione fondamentale: quale sarà il destino dei lavoratori in appalto e quanti sono oggi complessivamente impiegati presso Metro Italia?
Queste sono le domande poste al tavolo, alle quali dovranno seguire dati e numeri puntuali. Quando si parla di internalizzazione, è necessario chiarire che essa deve riguardare i lavoratori e non esclusivamente le attività, evitando così un aggravio dei carichi di lavoro sui dipendenti diretti e sui punti vendita.
Al fine di completare la discussione sul tema degli appalti, è stata fissata una nuova riunione dell’organismo bilaterale per il 14 maggio, mentre l’incontro in plenaria si terrà il 15 maggio alle ore 11 a Milano.

