Obi, no alle ferie monetizzate. Le ultime su organizzazione del lavoro e premialità
Facciamo seguito all’incontro in plenaria tenutosi a Firenze in data 28 aprile 2026 per condividere gli elementi emersi.
Sul tema delle ferie monetizzate, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la propria contrarietà alla trasformazione delle ferie in compenso economico, come già espresso nella comunicazione unitaria inviata all’azienda, in quanto istituto posto a tutela della salute e del recupero psico-fisico delle lavoratrici e dei lavoratori.
A seguito di quanto rappresentato nel corso dell’incontro, l’azienda ha convenuto di non procedere alla monetizzazione né per l’anno in corso né in futuro, impegnandosi a formalizzare tale orientamento attraverso una comunicazione integrativa alle lavoratrici e ai lavoratori delle filiali Obi, che chiarisca definitivamente la questione.
In merito al progetto Mde, le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come il sistema illustrato – basato sull’assegnazione di dispositivi durante il turno di lavoro, sull’invio di notifiche casuali e sulla richiesta di indicare l’attività svolta – configuri un meccanismo strutturato di rilevazione dell’attività lavorativa.
Rispetto a ciò, le Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiarito che non è determinante la dichiarata anonimizzazione del dato, ma la natura dello strumento e la sua idoneità a monitorare, anche indirettamente e potenzialmente, la prestazione lavorativa.
Per questo motivo è stata richiesta una gestione più chiara e condivisa del processo, anche alla luce di quanto previsto dall’art. 4 della legge 300/1970, definendo in modo puntuale finalità, limiti e modalità di utilizzo dei dati raccolti, anche per evitare che possano determinarsi utilizzi impropri o effetti non coerenti con le finalità dichiarate.
Con riferimento all’addendum al Cia per il sistema incentivante per le figure professionali e attività introdotte con il nuovo modello organizzativo, le organizzazioni sindacali hanno individuato la traiettoria complessiva intrapresa dall’azienda, in un passaggio da un modello retail generalista a uno maggiormente commerciale e orientato al servizio al cliente, con impatti diretti sull’organizzazione del lavoro, sugli equilibri tra ruoli, sul sistema incentivante e sui carichi e tempi di lavoro.
In questa lettura di un cambiamento complessivo del modello, è stato richiesto un livello di confronto adeguato alla portata delle scelte in atto.
In tale contesto, è stata ribadita la necessità di aprire un confronto strutturato su:
- evoluzione del modello organizzativo
- impatti su ruoli e professionalità
- equilibrio dei sistemi premianti
- utilizzo dei dati raccolti
Sul sistema incentivante è stato inoltre precisato che il tema non riguarda l’importo potenziale del premio, bensì il grado di incidenza delle lavoratrici e dei lavoratori sui risultati e gli effetti sull’equilibrio complessivo del punto vendita.
Si evidenzia che non è stato ancora possibile completare l’analisi del testo dell’addendum, che verrà trasmesso aggiornato con le modifiche intervenute nel corso dell’incontro.
Analogamente, verrà inviato il testo relativo al progetto Mde, rielaborato sulla base delle osservazioni emerse.
Al fine di condividere e approfondire i contenuti, è convocato il Coordinamento unitario nazionale per il giorno 20 maggio dalle ore 15.30, in modalità videoconferenza.

