Parlamento europeo, via libera alla relazione su subappalti e intermediari: “Serve una direttiva Ue ambiziosa nel Quality Jobs Act”
Novità importante per il mondo del lavoro: il Parlamento europeo ha adottato oggi, 12 febbraio 2026, la relazione d’iniziativa della commissione per l’occupazione e gli affari sociali (Empl) “Affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari al fine di tutelare i diritti dei lavoratori”, inviando un segnale politico netto alla Commissione europea: l’Unione ha bisogno di una proposta legislativa forte che metta un argine allo sfruttamento lungo le filiere del lavoro e nella mediazione.
Il voto arriva dopo la mobilitazione sindacale di martedì 10 febbraio davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, con oltre 800 lavoratrici e lavoratori e delegazioni sindacali in piazza per chiedere la fine delle pratiche abusive e il ripristino dell’equità nel mercato del lavoro europeo.
Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione di Uiltucs, presente con le federazioni europee di categoria dei settori coinvolti, per sostenere la richiesta di regole comuni e controlli efficaci contro dumping sociale e concorrenza sleale.
Per la Uiltucs, l’adozione della relazione rappresenta un passaggio decisivo nella lotta alle distorsioni che continuano a colpire edilizia, agricoltura, alimentazione, turismo e trasporti: comparti in cui la frammentazione degli appalti e l’uso di intermediari senza adeguate garanzie possono tradursi in salari più bassi, tutele indebolite e catene di responsabilità opache.
Il segnale politico di Strasburgo si inserisce nel percorso che porterà, nel 2026, alla proposta della Commissione europea sul Quality Jobs Act, destinata ad aggiornare le norme europee a tutela del lavoro e a rafforzare la qualità dell’occupazione.
Il segretario nazionale Uiltucs Emilio Fargnoli commenta: “Dopo anni di instancabile campagna, “le voci delle lavoratrici e dei lavoratori, ascoltate fuori dal Parlamento europeo, hanno finalmente trovato riscontro nell’Aula plenaria di Strasburgo. Il voto di oggi è un primo raggio di speranza per milioni di persone impiegate nei nostri settori: significa riconoscere che nelle catene di subappalto e nella giungla degli intermediari si annidano troppo spesso sfruttamento, dumping sociale e concorrenza sleale”.

