Retelit, focus sull’Ia in azienda: l’esito del confronto
Il 6 ottobre 2026 si è svolto in modalità telematica un incontro tra Retelit Digital Services, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, insieme alle rappresentanze sindacali aziendali, dedicato all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali.
Per l’azienda erano presenti, tra gli altri, per le risorse umane di Retelit Digital Services Simona Morandi e Stefano Quaresimin.
Nel corso dell’incontro Josef Morandell, responsabile dei processi di trasformazione digitale di Retelit, ha illustrato il percorso avviato dal Gruppo per accompagnare l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nei processi di business.
Al centro della presentazione il programma “AI Acceleration Program”, una piattaforma pensata per consentire un accesso all’Intelligenza Artificiale che, secondo quanto rappresentato dall’Azienda, dovrà essere controllato, sostenibile e governato.
Il percorso si fonda su quattro pilastri di intervento. In particolare, l’Azienda ha evidenziato l’utilizzo dell’IA come strumento di supporto alle lavoratrici e ai lavoratori e lo sviluppo di specifici casi d’uso collegati a obiettivi e indicatori di prestazione aziendali.
È stato inoltre illustrato un modello basato su una sorta di “token economy”, attraverso il quale l’utilizzo delle risorse di Intelligenza Artificiale viene misurato e gestito.
Il progetto prevede il coinvolgimento delle diverse aree di business attraverso una rete di “AI Champions”, affiancata da un’attività centrale di monitoraggio e governance con il compito di verificare modalità e diffusione dell’utilizzo dell’IA all’interno dell’organizzazione.
Allo stato attuale, l’impiego dell’Intelligenza Artificiale in Retelit dovrebbe riguardare prevalentemente strumenti di IA generativa, utilizzati soprattutto a supporto delle attività dei dipendenti e di alcuni processi aziendali, tra cui sistemi di ticketing e Crm (Customer Relationship Management).
Come Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, insieme alle Rsa, riteniamo necessario che l’introduzione e lo sviluppo di strumenti di Intelligenza Artificiale siano accompagnati da un confronto costante con le rappresentanze sindacali.
L’innovazione tecnologica deve rappresentare uno strumento di supporto al lavoro e di crescita delle professionalità, senza determinare forme di controllo improprio, aumento dei carichi di lavoro, perdita di autonomia professionale o effetti negativi sull’occupazione e avere un impatto ambientale sostenibile.
Dovrà essere attentamente monitorata la trasparenza dei sistemi utilizzati, la protezione dei dati personali, i criteri con cui vengono adottati gli strumenti di Intelligenza Artificiale, la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e gli eventuali impatti sull’organizzazione e sulle condizioni di lavoro.
A questo proposito, con particolare attenzione abbiamo seguito il ragionamento, introdotto dalla dirigente responsabile delle risorse umane, Simona Morandi, sulla attuale scarsa longevità delle competenze, molto limitata anche a prescindere dalle nuove tecnologie, ma da queste ultime ulteriormente abbreviata.
In questo modo si verrebbe a prefigurare un’organizzazione del lavoro non più, o non solo, basata sui ruoli, ma su competenze da aggiornare in maniera continua.
Proprio per questo abbiamo chiesto, ma finora senza risposte, di istituzionalizzare un luogo, commissione, comitato o altro organismo, in cui si incontrino Azienda e Organizzazioni Sindacali al fine di gestire preventivamente questi mutamenti che si preannunciano importanti.
Le organizzazioni sindacali e le Rsa continueranno quindi a seguire l’evoluzione del progetto, senza aspettare il rinnovo del Contratto Integrativo, che peraltro scadrà a fine 2027, e a richiedere un confronto rispetto agli sviluppi che potranno produrre conseguenze sull’attività lavorativa, sulle professionalità e sull’occupazione.

