Unicoop Etruria-Superconti: esuberi e situazione punti vendita sul tavolo
Dopo il riuscito sciopero del 18 dicembre e le ulteriori iniziative di mobilitazione territoriale dei giorni seguenti, in reazione alla comunicazione di esuberi e di cessione di ben 24 negozi ricevuta all’incontro del 1 dicembre scorso, Filcams, Fisascat e Uiltucs sono tornate al tavolo di confronto con Unicoop Etruria per una analisi della situazione di esubero nelle sedi e dismissione dei punti vendita.
Si è trattato di un incontro interlocutorio, dove la cooperativa ha illustrato con maggiore dettaglio le criticità di andamento economico dei punti vendita del Gruppo che stanno alla base delle ipotesi di cessione, ma anche gli investimenti previsti nei prossimi anni in termini di ristrutturazioni/ammodernamenti dei negozi e adeguamento delle infrastrutture tecnologiche e gestionali.
Dal punto di vista della Coop, quindi, permane la convinzione che le cessioni annunciate siano indispensabili per poter procedere al risanamento commerciale di una rete che registra perdite su circa la metà dei punti vendita.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito, invece, la propria contrarietà alle cessioni evidenziando nuovamente come queste siano state decise senza tentativi preventivi di rilancio. Si è sollecitata quindi Unicoop ad un supplemento di riflessione sul perimetro delle cessioni, chiedendo una verifica puntuale dei dati di andamento di ogni negozio interessato e dei relativi organici sotto il profilo qualitativo e quantitativo.
Pur avendo condiviso, con responsabilità, il processo di fusione tra Tirreno e Centro Italia a fronte delle difficoltà di bilancio delle due cooperative, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno evidenziato come il piano di 24 cessioni e chiusure, unito alla riorganizzazione delle sedi, minerebbe due importanti presupposti degli accordi sottoscritti: la tutela dell’occupazione e il mantenimento del presidio territoriale.
Dal punto di vista occupazionale, infatti, la cessione dei punti vendita ad altri operatori non rappresenta di per sé una garanzia per lavoratrici e lavoratori, come dimostrano numerosi casi precedenti, anche recenti in ambito coop. Anche qualora si arrivasse all’effettiva cessione di alcuni punti vendita, questa è la posizione sindacale, servirebbero garanzie forti sul mantenimento e la qualità dell’occupazione, in termini normativi, economici, contrattuali e di prospettiva temporale.
Sul tema delle sedi, nell’incontro, la cooperativa si è limitata a illustrare uno schema delle 180 posizioni considerate in esubero, diviso per aree funzionali. Le organizzazioni sindacali hanno, anche in questo caso, ribadito la propria posizione: occorre un modello organizzativo che bilanci le funzioni di sede tra Vignale e il territorio umbro, oltre al potenziamento del presidio laziale.
In assenza di una riflessione su tale modello organizzativo, la gestione delle sovrapposizioni non sarebbe possibile senza interventi traumatici per l’occupazione, privando macroaree importanti di queste funzioni. Si è registrata, su questo punto, una maggiore apertura della cooperativa al dialogo.
Altra questione aperta, avanzata dalle rappresentanze sindacali, è quella delle esternalizzazioni dei servizi (magazzini, rifornimenti ecc..) e dei rapporti di affiliazione, su cui è necessario sia un passaggio di verifica delle condizioni esistenti, sia un cambio di prospettiva per il futuro.
In definitiva, le organizzazioni sindacali ritengono indispensabile proseguire e accelerare il confronto, che è stato aggiornato al prossimo 20 gennaio, consapevoli che la ricerca di possibili soluzioni passa da una necessaria revisione del piano iniziale presentato dalla coop e dalle garanzie che Unicoop Etruria dovrà negoziare e riconoscere.
Nelle more del confronto rimane aperto lo stato di agitazione di lavoratrici e lavoratori di Unicoop Etruria e Superconti.

