H&M, diritti di informazione: salario variabile e andamento aziendale sul tavolo
Il 19 febbraio 2026 alla sede nazionale di Confcommercio a Roma si è svolto l’incontro con H&M nell’ambito dei diritti di informazione previsti dalle relazioni sindacali, con particolare riferimento al premio di risultato (Pdr) oltre alla situazione organizzativa e occupazionale dell’azienda.
Relativamente al premio di risultato sono stati richiamati il vigente Cia, sottoscritto nell’agosto del 23 all’interno del quale era stata prevista una durata di due anni con scadenza formale a novembre 2025, e il successivo accordo del dicembre 2025 che garantiva la copertura del diritto del al Pdr fino a febbraio 2026, assicurando pertanto l’erogazione del premio alle lavoratrici e ai lavoratori fino a marzo 2026.
Le organizzazioni sindacali hanno condiviso la volontà di procedere con il rinnovo del Pdr in continuità con quanto già previsto dall’attuale Cia, con l’obiettivo di definire un nuovo accordo con una maggiore durata.
Inoltre, è stata inoltre rappresentata l’esigenza di anticipare i tempi di definizione del premio al fine di valutare la possibilità di poter beneficiare dei benefici fiscali previsti dalla normativa vigente.
L’azienda si è detta disponibile ad una valutazione in tal senso senza, al momento, formalizzare una risposta.
Il confronto è poi proseguito rispetto all’ organizzazione dei punti vendita, sullo sviluppo aziendale e sull’assetto dei negozi H&M sul territorio nazionale. L’azienda ha illustrato gli interventi realizzati nel corso del 2025 comprensivi di alcune chiusure, comunicando, per il 2026, un piano di investimento relativamente ai negozi di Conegliano e Bari.
La ristrutturazione di Conegliano, a detta dell’azienda, non avrà un impatto elevato in termini temporali; diversamente, il rifacimento del punto vendita di Bari sarà più importante. In entrambe le situazioni sarebbero già state essere attivate, a detta aziendale, delle interlocuzioni con le rappresentanze sindacali territoriali.
Per il 2026 è stata inoltre annunciata la chiusura del punto vendita di Roma Tuscolana, prevista per il 10 maggio, che coinvolgerebbe 17 lavoratori a tempo indeterminato.
In tale contesto, le organizzazioni sindacali, oltre a contestare la costante riduzione dei punto vendita in Italia, hanno evidenziato la necessità di un attento monitoraggio degli effetti occupazionali e hanno chiesto all’azienda dati puntuali, anche in carattere storico, sull’utilizzo di contratti a chiamata e sulla composizione complessiva dei rapporti di lavoro dei punti vendita.
Sono stati poi forniti oralmente, senza l’ausilio di slides, i dati occupazionali. Su richiesta sindacale l’azienda si è impegnata a fornirli in versione scritta.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’importanza di rinforzare la qualità dell’occupazione, sottolineando la necessità di superare definitivamente l’utilizzo dei contratti a chiamata e di favorire, laddove possibile, percorsi di stabilizzazione nel rispetto delle esigenze e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori.
Da una prima valutazione dei dati forniti, emerge chiaramente come vi sia una costante riduzione della forza lavoro, mantenendo, nel contempo, un numero enorme e insostenibile di lavoro a chiamata che si assesta anche per il 2025 in circa il 16% della forza lavoro totale.
Per questioni non imputabili alle parti al tavolo, l’incontro è avvenuto in una modalità ridotta e non ha permesso di affrontare tutte le questioni che erano state previste nell’ordine del giorno.
Il confronto proseguirà pertanto nelle sedi opportune con l’impegno di mantenere costantemente informati i lavoratori sugli sviluppi futuri. A tal fine si è calendarizzato il prossimo incontro per il 19 marzo a Milano.

