Obi, al via la sperimentazione delle casse automatiche in 11 punti vendita
Si è svolto il 9 giugno l’incontro nazionale tra Obi Italia e le organizzazioni sindacali dedicato all’introduzione sperimentale delle casse automatiche nella rete italiana.
L’azienda ha confermato l’avvio di un progetto già adottato in altri Paesi del gruppo e che interesserà, in questa prima fase, 11 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. Il piano prevede l’installazione di quattro casse automatiche per ciascun negozio coinvolto, mantenendo comunque operative alcune casse tradizionali e i servizi assistiti per specifiche operazioni.
Nel corso del confronto Obi ha spiegato che l’obiettivo dell’intervento è quello di efficientare le attività di acquisto e pagamento, destinando maggiori risorse alle attività di consulenza, assistenza alla clientela e vendita assistita.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto chiarimenti sugli effetti che la sperimentazione potrà determinare sull’organizzazione del lavoro e sugli organici dei punti vendita interessati.
Su questo punto l’azienda ha dichiarato che l’introduzione delle casse automatiche comporterebbe una riduzione del fabbisogno stimata in circa 16 unità equivalenti a tempo pieno complessive nei negozi coinvolti dal progetto.
Per la gestione delle ricadute occupazionali Obi ha indicato come strumenti principali la mancata sostituzione di alcuni rapporti a termine presenti nelle aree casse, percorsi di ricollocazione interna verso altri reparti e specifiche attività formative per accompagnare eventuali cambi di mansione.
Le organizzazioni sindacali hanno inoltre chiesto garanzie sul monitoraggio della sperimentazione, sulle prospettive future del progetto e sulla tutela delle professionalità coinvolte, evidenziando la necessità di verificare attentamente gli effetti sull’organizzazione del lavoro, sui carichi di lavoro, sulle condizioni operative e sulla qualità del servizio.
Particolare attenzione è stata posta anche ai punti vendita di Sesto Fiorentino e Navacchio, dove risultano ancora in corso valutazioni rispetto alla gestione di parte delle ricadute organizzative e occupazionali.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno infine richiesto che il percorso sia accompagnato da momenti strutturati di confronto e verifica prima di qualsiasi eventuale estensione del progetto. L’azienda si è dichiarata disponibile a un aggiornamento nazionale al termine della sperimentazione e a un ulteriore momento di monitoraggio entro la fine dell’anno.

