Rinnovo Cia Feltrinelli Finlibri, commissione Mansioni: conclusi i lavori
Si è concluso il primo percorso di lavoro della Commissione Mansioni Feltrinelli, istituita nell’ambito del Contratto Integrativo Aziendale con l’obiettivo di analizzare il nuovo modello organizzativo dei punti vendita, le figure professionali previste negli organigrammi, le mansioni effettivamente svolte e il rapporto tra ruolo, responsabilità e inquadramento.
La Commissione ha sviluppato il proprio lavoro attraverso diversi incontri, partendo dall’analisi dei cluster di maggiori dimensioni fino ad arrivare ai formati più piccoli. Nel corso del confronto sono state approfondite le principali figure previste dal nuovo organigramma aziendale: direttrici e direttori, responsabili clienti, responsabili operativi, coordinatrici e coordinatori, formatrici e formatori, supervisore di settore, libraie e librai, cassiere e cassieri, magazziniere e magazzinieri, oltre alle figure del buyer di libreria e del responsabile relazioni territorio, che necessitano ancora di una più puntuale collocazione e definizione.
Il lavoro svolto ha consentito di ricostruire con maggiore chiarezza l’impianto organizzativo proposto dall’azienda, facendo però emergere diversi elementi di criticità che dovranno essere affrontati nel successivo percorso negoziale previsto dal CIA, con particolare riferimento a mansioni, profili professionali, percorsi di crescita e inquadramenti.
In particolare, nel corso dei lavori è emerso un tema centrale: il rapporto tra mansioni effettivamente svolte, responsabilità esercitate e livello di inquadramento riconosciuto non risulta sempre coerente, omogeneo e trasparente.
Tra i principali nodi rilevati figurano:
il rischio di disallineamento tra mansioni svolte e livello riconosciuto;
l’utilizzo delle deleghe come strumento ordinario di copertura di responsabilità, senza un corrispondente riconoscimento professionale;
il ruolo delle e dei responsabili nei cluster medio-piccoli e piccoli, che nella pratica quotidiana assumono spesso funzioni assimilabili a quelle della vice-direzione;
la necessità di chiarire il perimetro della figura del supervisore, soprattutto laddove intervenga su ordini, catalogo, valorizzazione del settore, KPI e gestione economica indiretta del prodotto;
le responsabilità connesse all’apertura e alla chiusura del punto vendita, alla gestione delle chiavi, delle casse e del denaro contante;
la sovrapposizione, non sempre chiara, tra le figure di coordinatrice/coordinatore e supervisore, in particolare su ordini, assortimento, rifornimento, merchandising e presidio dei settori;
la definizione di criteri omogenei tra i diversi cluster, affinché lavoratrici e lavoratori che svolgono ruoli e mansioni analoghe non siano trattati in modo diverso esclusivamente in funzione del formato del punto vendita;
il tema della formazione, del superamento di strumenti valutativi poco trasparenti e della costruzione di reali percorsi di crescita professionale, anche alla luce del possibile sviluppo dell’Academy, del ruolo del formatore nazionale e delle figure formative nei negozi;
la necessità di definire con precisione il tema degli ordini, della funzione buyer e dell’individuazione dei settori così come intesi dall’azienda.
Particolare attenzione è stata dedicata ai negozi di dimensioni più contenute. In queste realtà, la maggiore compressione degli organigrammi comporta spesso l’attribuzione di responsabilità più ampie rispetto a quelle formalmente previste dal ruolo. È quindi necessario evitare che la polifunzionalità diventi uno strumento per attribuire responsabilità aggiuntive senza il dovuto riconoscimento.
Allo stesso modo, le organizzazioni sindacali ritengono che in tutti i punti vendita debba essere individuata con chiarezza la figura che, in assenza della direttrice o del direttore, garantisca il presidio organizzativo e gestionale della libreria. Tale funzione non può essere considerata un’attività accessoria né essere ricondotta genericamente a personale inquadrato al quarto livello quando comporta responsabilità operative, organizzative e di riferimento per il resto del gruppo di lavoro.
Per quanto riguarda il rapporto tra cluster e livelli, l’azienda ha rappresentato un sistema a geometria variabile, con inquadramenti differenziati in base alla dimensione, al fatturato, alla complessità organizzativa e alla collocazione del punto vendita. Come parte sindacale evidenziamo che tali parametri non possono produrre disparità ingiustificate tra lavoratrici e lavoratori che, nei fatti, svolgono mansioni analoghe o assumono responsabilità comparabili.
In sintesi, il percorso della Commissione ha avuto il merito di mettere in ordine quanto da tempo viene segnalato nei punti vendita: il nuovo modello organizzativo non può essere valutato soltanto sulla carta, ma deve essere misurato nella realtà concreta del lavoro quotidiano.
Per questo motivo le organizzazioni sindacali ritengono necessario predisporre un compendio dei lavori della Commissione, che raccolga:
1. la premessa e il mandato della Commissione;
2. la sintesi del nuovo modello organizzativo aziendale;
3. l’analisi dei cluster;
4. le schede mansione per figura professionale;
5. il rapporto tra mansioni, responsabilità e livelli;
6. le principali criticità emerse;
7. una valutazione sindacale conclusiva;
8. i punti da portare al successivo confronto nazionale con l’azienda;
9. un allegato tabellare riepilogativo delle mansioni per ruolo.
Il documento sarà utile sia per restituire ai territori e alle lavoratrici e ai lavoratori il lavoro svolto, sia per preparare in modo più efficace la fase di confronto con l’azienda.
Nell’ambito del percorso negoziale previsto dal Cia, che prenderà avvio con l’incontro preliminare fissato per il 10 luglio, le organizzazioni sindacali propongono di prevedere in autunno un passaggio del Coordinamento nazionale, così da condividere valutazioni, integrazioni e priorità rivendicative.
Sarà inoltre importante programmare momenti di confronto nei territori e nei punti vendita, anche attraverso assemblee, per verificare quanto emerso dalla Commissione rispetto alla concreta organizzazione del lavoro nelle singole realtà.
Il contributo delle delegate, dei delegati e delle strutture territoriali sarà decisivo per rendere il documento non solo una sintesi tecnica, ma uno strumento utile alla contrattazione e alla tutela delle professionalità.
Il lavoro della Commissione non chiude il confronto. Al contrario, apre una nuova fase, nella quale mansioni, responsabilità e percorsi professionali dovranno essere tradotti in criteri chiari, verificabili e coerenti, superando le zone grigie e riconoscendo adeguatamente il lavoro effettivamente svolto nelle librerie.

