XIX Congresso Uil, l’intervento di Andreani: “Battere l’indifferenza, lottare per le vite che contano”
In occasione del XIX Congresso nazionale della Uil, in corso a Padova, il segretario generale della Uiltucs Paolo Andreani è intervenuto nel dibattito congressuale con una riflessione sul ruolo del sindacato di fronte alle grandi trasformazioni del lavoro, sulle sfide della contrattazione collettiva e sulle priorità che attendono il mondo del terziario, del turismo e dei servizi.
Al centro dell’intervento il rilancio del ruolo della contrattazione, la tutela del potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, la lotta alle disuguaglianze, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la parità di genere e la necessità di governare le trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, riaffermando il valore del dialogo, del confronto e dell’unità sindacale.
Di seguito il testo integrale dell’intervento.
Lo possiamo chiamare scontro identitario o confronto culturale, di certo negli ultimi quattro anni, ci siamo misurati dentro e fuori l’organizzazione, nel merito delle proposte e nella modalità di assumere le decisioni. Stiamo ridefinendo i rapporti unitari, quelli con la politica e con l’impresa.
E nel tempo dell’appartenenza e dobbiamo investire le nostre migliori energie per affermare un laburismo pragmatico in quanto cultura e disegno politico del sindacato che siamo, nell’alveo della nostra migliore tradizione laica e riformista.
Diamo oggi forza ad una organizzazione inclusiva che si batte per una società più giusta caratterizzandosi per proposta valoriale e politica, che si manifesta nell’essere sindacato del contratto e sindacato del confronto sociale, praticando il pluralismo, fino ad affrontare il confronto interculturale con l’obiettivo di includere ed integrare.
E la linfa di una quercia ormai quasi secolare, che ha solide radici nei cinque pilastri fondanti del terzo sindacato italiano che si candida a diventare il primo.
È un’esperienza che si nutre del nobile compromesso costituzionale della Repubblica fondata sul lavoro e del sogno dell’Europa politica e sociale.
Un’idea di organizzazione, quale comunità di scopo e agenzia educativa pronta a metterci la faccia per affrontare la questione salariale, ridurre le diseguaglianze e battere la povertà materiale e culturale che ci circonda.
Nulla a che fare con la notte dell’indifferenza, della rassegnazione per le compromesse abitudini che non cambiano, siano esse l’espressione di una malata cultura patriarcale, la rappresentazione palese dello squilibrato rapporto tra capitale e lavoro, o una rabbiosa rendita di posizione. Tutto a che fare con il giorno dell’etica della responsabilità presente nel lascito del pensiero pulito di Altiero Spinelli.
Nulla a che fare con l’ombra del movimentismo per il blocco sociale contro il nemico, per legittimarsi quale minoranza che ha paura di governare la complessità. Tutto a che fare con la luce del dubbio e del dialogo del laico e riformista Norberto Bobbio.
Ciò nella convinzione più profonda che dobbiamo perseguire l’unità d’azione con Cgil e Cisl.
La stagione dei contratti è di nuovo alle porte, e in un Paese sospeso a mezz’aria tra un sistema di potere che vacilla intorno alla Premier quale nuova forza di supremazia politica e culturale e una opposizione per nulla unita nella proposta, dove la parola dovere manca come l’ossigeno e la parola nemico annebbia le menti. a noi compete lottare per aumentare il potere d’acquisto di coloro che rappresentiamo, batterci per la parità di genere e fermare le morti sul lavoro.
Dieci contratti nazionali per 5 milioni di lavoratrici e lavoratori sono in attesa di un tempestivo rinnovo nell’ambito del terziario del turismo e dei servizi. Sono già a consultazione le prime piattaforme che in coerenza con l’accordo quadro batteranno cassa e sfideranno l’impresa sui tempi di vita e di valoro. Costituiremo un fondo apposito per sostenere quando sarà la mobilitazione.
Nulla è stato mai concesso senza lottare.
Siamo stati ascoltati dal Governo rispetto alla messa in campo di provvedimenti atti ad aumentare il potere di acquisto delle famiglie parimenti alla certezza dell’applicazione dei contratti collettivi più protettivi, dobbiamo tuttavia chiedere politiche fiscali più eque, una sanità pubblica efficiente, investimenti per lo sviluppo e, una politica estera all’altezza della vocazione europeista dell’Italia.
Facciamo tutto ciò nello spartiacque tra la notte e il giorno.
La notte è rappresentata dalle due Americhe separate in casa.
Il giorno è rappresentato dal nostro presidente della Repubblica. Più di ogni altro ha saputo affrontare a viso aperto coloro che hanno strappato le carte del diritto internazionale, dare speranza ai giovani, fare da megafono allo scandalo delle morti sul lavoro e condannare senza mezzi termini i banditi (come li chiama il nostro segretario generale) che rendono povere le persone e ricche le imprese.
Tra la notte e il giorno si colloca anche l’uso dell’intelligenza artificiale. Dobbiamo evitare discriminazioni e consentire la distribuzione dei margini di produttività e del tempo libero che potrebbero generarsi.
È in questo contesto che la Uiltucs è pronta a rappresentare insieme alla Uil, il terziario di mercato nella sua complessità, quale frontiera del lavoro che cambia, perché abbiamo esperienza, presidio territoriale e la missione nel sociale nel cuore. Siamo pronti a contarci e se serve anche a cambiare pelle.
Sobrietà e competenza, umiltà e senso di appartenenza, militanza e pensare pulito sono le caratteristiche della nostra carta d’identità, quella dello spartiacque che si è consumato. Al plenipotenziario supponente, sempre in credito e mai a debito, preferiamo il dubbio e il dialogo che da sempre si sposano con l’utopia e nell’io ho un sogno di Martin Luther King.
Pierpaolo hai saputo guidarci nel migliore dei modi, confidiamo su di te, saremo al tuo fianco nel tempo che verrà.
Viva la Uil, viva le persone, viva le vite che contano!
Padova, 4 luglio 2026

