Pellegrini, c’è l’accordo sul dispositivo di sicurezza “persona a terra”
Il 15 luglio 2026, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno firmato con la società Pellegrini S.p.A. l’accordo relativo all’introduzione del dispositivo di sicurezza “persona a terra” (Safe Alert System Prowatch SAS Device), destinato alle lavoratrici e ai lavoratori che operano in regime di operatività individuale.
L’intesa raggiunta a seguito dei numerosi avanzamenti registrati durante la trattativa, garantisce che la tecnologia rimanga un presidio per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e favorisce la discussione sul tema dell’organizzazione del lavoro.
Un aspetto fondamentale di questa intesa è infatti la valorizzazione del lavoro in gruppo, un tema che le organizzazioni sindacali hanno più volte sottolineato come necessità imprescindibile per garantire standard elevati di salute e sicurezza.
Le parti hanno infatti condiviso che l’obiettivo primario non deve essere la mera gestione del rischio tramite tecnologia, ma la definizione di modelli organizzativi che privilegino la compresenza e la collaborazione tra tutto il personale. In quest’ottica, il dispositivo tecnologico non è considerato la soluzione principale, ma uno strumento sussidiario e ineluttabile solo laddove l’attività in autonomia sia oggettivamente inevitabile.
L’accordo prevede infatti momenti di confronto specifici, replicabili fino a due volte l’anno, per analizzare i contesti di attività in autonomia e condividerne gli aspetti che impattano sull’organizzazione del lavoro.
Un approccio che si inserisce pienamente nel solco delle tutele previste dal D.Lgs. 81/08, mettendo al centro l’integrità fisica e il benessere della persona attraverso un’organizzazione del lavoro più umana e sicura.
L’accordo garantisce inoltre la massima protezione della privacy e della dignità del personale, in merito al controllo a distanza, escludendo ogni trattamento diretto dei dati da parte di Pellegrini e vietando tassativamente ascolto/registrazione/monitoraggio dell’attività lavorativa.
I dati di geolocalizzazione saranno trasmessi esclusivamente in caso di emergenza reale per facilitare l’intervento e non potranno mai essere utilizzati per finalità disciplinari o di valutazione della prestazione.
Si specifica che il dispositivo non è provvisto dell’implementazione dei sensori di rilevazione del battito cardiaco, della pressione arteriosa e della temperatura corporea. L’intesa valorizza inoltre il ruolo del territorio e delle rappresentanze sindacali aziendali, garantendo una forte capillarità nel monitoraggio e l’obbligo per l’azienda di informare preventivamente le rappresentanze e le radicazioni territoriali in caso di adozione del dispositivo presso nuovi appalti.
Infine, il carattere sperimentale di 18 mesi dell’accordo permetterà un monitoraggio costante dell’efficacia del sistema, con l’impegno a non attivare altre peculiarità tecniche senza un ulteriore e specifico accordo tra le parti.

