Ristorazione collettiva, appalti pubblici: dichiarazione comune delle parti sociali
Il 20 ottobre 2026 è stata siglata la Dichiarazione comune delle parti sociali del settore della ristorazione collettiva dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali del settore, con la quale si è inteso richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di assicurare una rigorosa applicazione delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 36/2023 – Codice dei contratti pubblici, come successivamente modificato dal D.Lgs. n. 209/2024, con specifico riferimento all’individuazione del contratto collettivo applicabile al personale impiegato negli appalti.
La Dichiarazione ribadisce, in particolare, la centralità del ccnl per i dipendenti da aziende dei settori Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva e Commerciale e Turismo del 5 giugno 2024 – codice Cnel H05Y, sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quale riferimento contrattuale coerente con le caratteristiche e le specificità del settore della ristorazione collettiva.
L’iniziativa assume particolare rilievo alla luce della presenza, rilevata in alcuni bandi di gara e determine di enti pubblici relativi all’erogazione di servizi ristorativi, di riferimenti a contratti collettivi diversi da quello sottoscritto dalle parti firmatarie e privi, secondo quanto evidenziato nella Dichiarazione, dei requisiti di maggiore rappresentatività comparata previsti dalla normativa.
Tale circostanza può determinare rilevanti conseguenze sia sul piano della tutela delle condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori, sia sul corretto confronto concorrenziale tra le imprese, favorendo dinamiche competitive fondate sulla riduzione del costo del lavoro anziché sulla qualità del servizio.
In tale quadro, si richiama quanto previsto dall’art. 11 del D.Lgs. n. 36/2023 e dall’Allegato I.01, sottolineando la responsabilità delle stazioni appaltanti nell’individuazione del ccnl di riferimento, in relazione all’attività oggetto dell’appalto e alla rappresentatività comparata delle organizzazioni stipulanti.
Viene altresì richiamato il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 63 del 10 luglio 2025, relativo alla determinazione del costo medio orario del lavoro per il comparto della ristorazione collettiva, che assume a riferimento il ccnl del 5 giugno 2024 e il relativo accordo integrativo del 26 giugno 2024.
Altrettanto significativo è il richiamo alle verifiche di equivalenza delle tutele che, come evidenziato nella Dichiarazione, non possono essere circoscritte al mero confronto dei minimi tabellari, ma devono riguardare il complessivo trattamento economico e normativo applicato.
Alla luce di quanto sopra, si invitano le strutture regionali e territoriali a prestare particolare attenzione alle procedure di affidamento dei servizi di ristorazione collettiva presenti nei rispettivi ambiti di competenza, verificando, in particolare, il ccnl individuato negli atti di gara.
Si tratta di un presidio importante, poiché la corretta individuazione del ccnl negli appalti non costituisce un adempimento meramente formale, ma incide direttamente sulla qualità del lavoro, sulle condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla possibilità di contrastare concretamente fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale fondata sulla riduzione del costo del lavoro, tanto più in un settore che interessa servizi essenziali resi alla collettività, rivolti, tra gli altri, a scuole, ospedali ed edifici pubblici.

