Coop Reno, siglata l’ipotesi di accordo sul nuovo Contratto integrativo aziendale
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «Definito un riferimento contrattuale unico per tutti i territori, con più tutele e partecipazione»
Un Contratto integrativo aziendale unico per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di Coop Reno, per superare la frammentazione delle discipline applicate nei diversi territori e rafforzare diritti, tutele e partecipazione. È il risultato dell’Ipotesi di accordo sottoscritta il 3 novembre a Castel Guelfo di Bologna dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, insieme alle strutture regionali e territoriali e alle rappresentanze sindacali aziendali, con la cooperativa di consumatori.
L’intesa interessa oltre 800 dipendenti di Coop Reno, attiva nella grande distribuzione con 49 punti vendita distribuiti in sei province tra Emilia-Romagna e Veneto: Bologna, Ferrara, Modena, Ravenna, Rovigo e Padova. L’ipotesi prevede una vigenza dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2029 e sarà ora sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso le assemblee nei luoghi di lavoro, per l’approvazione.
Le disdette unilaterali della contrattazione integrativa preesistente, operate da Coop Reno a partire dal 2012 avevano prodotto un insostenibile differenziazione nei trattamenti delle lavoratrici e dei lavoratori con diverse anzianità lavorative e tra diverse aree territoriali. L’ipotesi sottoscritta, se approvata, restituirà finalmente trattamenti omogenei e complessivamente migliorativi a tutte e tutti i dipendenti della cooperativa.
Le delegazioni sindacali, infatti, hanno condotto la negoziazione mettendo al centro un principio di inclusione e solidarietà orizzontale tra lavoratrici e lavoratori che oggi hanno condizioni profondamente diverse, registrando la disponibilità dell’attuale dirigenza della Cooperativa a superare la situazione esistente. A testimonianza della volontà delle parti di ripristinare un corretto sistema di relazioni e di contrattazione integrativa è stato previsto l’impegno della Cooperativa a non disdettare l’accordo prima di avere svolto un percorso negoziale per il rinnovo, durante il quale l’integrativo continuerà a produrre i propri effetti.
Molti i temi trattati dall’Ipotesi, che introduce limitazioni e nuove maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, migliora la visibilità dei turni, la pianificazione delle pause, del riposo settimanale e il riconoscimento dei buoni pasto, aumenta il trattamento economico della trasferta e ne limita il ricorso individuale. Introduce, inoltre, indennità di mestiere per gli addetti vendita, un salario variabile, condizionato ai risultati economici della Cooperativa e uno sconto sulla spesa per i dipendenti. Previsti anche un rafforzamento delle relazioni sindacali e della presenza e agibilità dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, oltre a rilevanti misure per la conciliazione e il sostegno alle esigenze personali e familiari e alle donne vittime di violenza.
«L’ipotesi raggiunta restituisce centralità alla contrattazione collettiva e costruisce un riferimento comune per le lavoratrici e i lavoratori di tutta la cooperativa» dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. «Il risultato del negoziato – concludono le tre sigle – tiene insieme partecipazione, riconoscimenti economici, sicurezza e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Saranno ora le lavoratrici e i lavoratori, attraverso la consultazione e le assemblee nei luoghi di lavoro, a esprimersi sui contenuti dell’intesa per la sua approvazione».

