Capgemini, contratto integrativo: l’azienda si apra alla discussione
Nel corso dell’incontro con l’azienda dello scorso 11 maggio sono stati resi noti i valori dei premi di risultato conseguiti sulla base degli indicatori contrattuali.
Per il comparto del terziario il risultato comunicato indica il raggiungimento del premio su uno solo degli indicatori (quello dell’efficienza relativo alle ore di formazione effettivamente svolte) per un valore di 150 € e senza riparametrazione per livelli.
Al di là di ogni possibile valutazione sulla determinazione dei parametri e sulla loro raggiungibilità, su cui sarà indispensabile avviare una riflessione, appare ancora evidente il pesante squilibrio esistente tra il comparto del terziario e quello dei metalmeccanici.
A parità di risultati ottenuti gli importi sono differenti e, seppur la mancata riparametrazione possa essere considerata un elemento egualitario e condivisibile, la valorizzazione del premio non rende giustizia allo stesso principio, svuotandolo nella differenza per comparto contrattuale: è un aspetto che contestiamo da anni ma sui cui ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
È chiaro che oggi la discussione sugli assetti contrattuali non è più rimandabile: crediamo sia indispensabile per l’insieme dell’azienda e per gli interessi di tutte le lavoratrici e i lavoratori (indipendentemente dal contratto nazionale applicato) avere un assetto contrattuale unico che elimini le differenze oggi presenti.
Se l’azienda usa lo slogan “One company” noi dobbiamo rispondere con lo stesso slogan declinato in “One contract”.
Inclusione, parità, uguaglianza: queste sono alcune delle parole che Capgemini ha utilizzato, nel tempo, per caratterizzare delle importanti e fondamentali campagne di impegno sociale, campagne che sono state promosse sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Noi prendiamo a prestito da queste campagne una parola d’ordine, semplice ma essenziale: UGUAGLIANZA.
È nostro impegno preciso portare l’azienda verso questa direzione e nelle prossime settimane avvieremo una discussione con la direzione aziendale che ci ha invitato, nel corso del medesimo incontro del giorno 11 maggio scorso, a utilizzare le sedi opportune per discutere dell’assetto contrattuale.
Alle volte le situazioni sembrano non essere responsabilità di nessuno, ma l’inazione e la procrastinazione trasformano le responsabilità in colpa.
Da parte nostra c’è tutta la voglia di avviare un tavolo negoziale che discuta di questi temi, chiediamo alla direzione aziendale di dare seguito alle parole pronunciate durante l’incontro ed avviare il percorso negoziale utile ad arrivare al risultato che le persone attendono da oramai troppi anni.
Alle lavoratrici e ai lavoratori di Capgemini chiediamo di fare quello che è già stato fatto, con successo, in occasione della lotta riguardante l’accordo sullo Smart Working: sostenere i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, partecipando a tutte le iniziative di impegno e mobilitazione che dovranno essere messe in campo, quando e dove sarà necessario.
FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS
Coordinamento delle delegate e dei delegati di Capgemini
Roma, 22 maggio 2026

