Concessioni demaniali: balneari tutelati, lavoratrici e lavoratori restano fuori dal bando tipo
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sollecitano il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “Garanzie e indennizzi per i concessionari ma nessuna tutela effettiva per chi lavora. Il titolare del dicastero ci convochi prima che il testo diventi definitivo”.
I concessionari di spiagge, rive di fiumi e laghi per attività turistico-ricreative hanno avuto proroghe ripetute, tavoli, indennizzi, e tempi certi per riparare agli eventuali danni subiti. Il Paese è andato in procedura di infrazione, ha pagato multe.
Per chi in quegli stabilimenti lavora e produce, c’è stato solo silenzio. Prima dell’estate le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno chiesto di essere ricevute dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini che era al lavoro sul bando tipo per le concessioni demaniali, affinché tenesse conto anche delle preoccupazioni e dei bisogni delle migliaia di addetti che da nord a sud della penisola tengono in piedi l’attività di accoglienza e sicurezza sulle spiagge e nei chioschi. Dal Ministro non c’è stata alcuna risposta alle richieste dei sindacati, rimaste ignorate. Lunedì è partita la quarta lettera, indirizzata per conoscenza anche al Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.
Il Ministero ha speso anni a seguire il dossier, accompagnando il passaggio alle gare imposto dalla direttiva Bolkestein e costruendo per i concessionari uscenti un articolato sistema di garanzie. Le lavoratrici e i lavoratori – diverse migliaia che si moltiplicano durante l’alta stagione – invece, non sono mai stati coinvolti nel confronto e continuano a restare privi di adeguate tutele.
Il bando tipo, licenziato lo scorso 30 settembre, è alle ultime battute: non contiene alcuna garanzia vincolante per chi lavora. La tutela dell’occupazione è affidata esclusivamente a criteri premiali nell’attribuzione di punteggi di gara: un’opzione che il concorrente può cogliere o ignorare e che lascia spazio solo alla discrezionalità. Per i sindacati si tratta di un meccanismo debole ed iniquo verso chi ha lavorato per il concessionario uscente. Un posto di lavoro non può dipendere dalla buona volontà e dai buoni sentimenti di chi vince la gara.
È l’ennesimo capitolo della narrazione del turismo italiano: si racconta come un’eccellenza, ma continua fondarsi su precarietà del lavoro, paghe basse, contratti fragili e irregolarità.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono che il bando venga rivisto e preveda: l’obbligo di mantenere in servizio il personale del concessionario uscente, sul modello del codice dei contratti pubblici; l’applicazione dei contratti nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, per mettere uno stop alla concorrenza al ribasso sul costo del lavoro; la perdita della concessione per il subentrante che violi le norme sul lavoro, salute e sicurezza.
«Il Ministro Salvini ha trovato il tempo per incontrare ripetutamente i balneari – dichiarano congiuntamente le tre sigle sindacali –. Chiediamo che trovi il tempo anche per chi lavora garantendo, spesso in condizioni di assoluta fragilità contrattuale, ospitalità e sicurezza al tempo libero dei residenti e dei turisti. Rivendichiamo la convocazione delle organizzazioni sindacali, che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori del settore, prima che il testo venga emanato. Dopo sarà troppo tardi».

