Conforama-Emmezeta Moda, incontro al Mimit: migliorare le relazioni sindacali
Si è svolto il 10 giugno 2026, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), l’incontro con Conforama–Emmezeta Moda alla presenza del nuovo Amministratore Unico, dott. Carlo Neri, della dott.ssa Epis e dei consulenti aziendali.
L’incontro è stato sollecitato dalle organizzazioni sindacali a seguito della mancata disponibilità dell’azienda, nei mesi scorsi, a proseguire il confronto in tempi congrui, nonostante le numerose segnalazioni provenienti dai territori in merito a quanto sta accadendo nei punti vendita interessati dai processi di riorganizzazione.
Le organizzazioni sindacali avevano inoltre più volte richiesto all’azienda l’individuazione di un referente per le relazioni sindacali, a seguito della cessazione dell’incarico del Responsabile delle Risorse Umane avvenuta nel mese di aprile.
Solo dopo l’intervento del Mimit la società si è resa disponibile a svolgere l’incontro, pur con ritardi.
Il dott. Neri ha quindi aggiornato sullo stato della composizione negoziata della crisi, affermando che la nuova compagine societaria è prossima al deposito presso il Tribunale di Milano, unitamente al piano di risanamento e di rientro dai debiti verso creditori e fornitori.
L’azienda ha illustrato il quadro economico-finanziario del Gruppo, dichiarando che al momento dell’acquisizione, avvenuta nel luglio 2025, la situazione era caratterizzata da rilevanti perdite pregresse accumulate negli anni.
L’azienda ha inoltre dichiarato che è stata raggiunta l’adesione dei creditori necessaria per l’attuazione del piano di ristrutturazione del debito e la richiesta di omologa definitiva verrà presentata al Tribunale tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2026.
L’azienda ha inoltre dichiarato di non avere esposizioni debitorie nei confronti del sistema bancario e che, nelle more dell’omologa, i soci si sono formalmente impegnati a garantire la continuità aziendale attraverso l’immissione delle risorse finanziarie necessarie.
L’azienda ha ribadito l’impegno assunto all’atto dell’acquisizione volto al mantenimento dei livelli occupazionali.
Tuttavia, soltanto nel mese di ottobre sarà possibile comprendere se l’operazione di risanamento potrà proseguire e se il Gruppo sarà in grado di recuperare la fiducia del sistema bancario.
Attualmente il piano risulta sostenuto esclusivamente dalle risorse dei nuovi soci.
Come già accaduto in passato, lo stesso dott. Neri ha richiesto al Mimit un sostegno finanziario da parte di Sace e Invitalia.
Per quanto riguarda la strategia commerciale, è intervenuta la dott.ssa Epis. illustrando le attività avviate a partire dalla metà di aprile tra cui il remodeling di alcuni punti vendita e l’introduzione di nuove categorie merceologiche.
Secondo l’azienda, la leva principale resta la pedonalità delle strutture commerciali, mentre il core business continua a essere rappresentato dal mobile e dall’Home Decoration.
Le organizzazioni sindacali hanno però evidenziato come, negli ultimi mesi, i piani industriali abbiano subito numerose modifiche e come le superfici dedicate al settore mobile siano progressivamente diminuite.
Il piano aziendale prevede una significativa razionalizzazione delle metrature dei punti vendita, con conseguente riduzione delle superfici al fine di contenere i costi.
Negli spazi liberati è previsto l’insediamento di partner commerciali esterni; sono stati citati, tra gli altri, Ovs, Action e altre insegne. I progetti pilota risultano già avviati nei punti vendita di Catania Riposto e Affi.
Con riferimento a Emmezeta Moda, l’azienda ha definito come “provvisorio” il trasferimento del personale all’interno delle aree Conforama, come già avvenuto a Catania, in attesa dell’individuazione o del ripristino di spazi definitivi all’interno delle gallerie commerciali.
Analoghe operazioni sarebbero previste anche nei punti vendita di Melilli e San Sperate. L’azienda ha inoltre annunciato l’avvio di percorsi di formazione continua rivolti al personale di vendita, finalizzati ad accompagnare i lavoratori nei nuovi assetti organizzativi e commerciali.
La dott.ssa Epis ha dichiarato che tali attività sono dettate dalla necessità di riportare affluenza nelle gallerie commerciali.
Come organizzazioni sindacali abbiamo espresso forte preoccupazione per la rapidità e la frammentarietà con cui questo piano industriale sta cambiando pelle negli ultimi mesi, lasciando i lavoratori nell’incertezza quotidiana.
Come Filcams, Fisascat e Uiltucs abbiamo affermato che la riduzione delle superfici di vendita, a fronte del mantenimento degli attuali organici, rischia di determinare nel prossimo futuro situazioni di eccedenza occupazionale. Per questo motivo abbiamo dichiarato di avere la necessità di avere concrete e vincolanti sulla salvaguardia di tutti i posti di lavoro legati alla nuova destinazione d’uso degli spazi.
Abbiamo chiesto con forza il ripristino di corrette e strutturate relazioni sindacali, censurando un modus operandi caratterizzato da decisioni unilaterali in materia di trasferimenti, organizzazione del lavoro e modifiche degli organici.
Inoltre riteniamo indispensabile l’attivazione immediata di tavoli di confronto sia a livello nazionale sia territoriale, al fine di governare i processi di ristrutturazione, formazione e ricollocazione del personale, evitando gestioni discrezionali o la predisposizione di liste non condivise.
Le organizzazioni sindacali continueranno a vigilare sul regolare pagamento delle retribuzioni, dei contributi previdenziali e dei versamenti ai fondi di assistenza e previdenza integrativa, compreso Fondo Est nonché sul rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Come Filcams, Fisascat e Uiltucs abbiamo ribadito la necessità che eventuali sistemi incentivanti o riconoscimenti economici siano definiti attraverso strumenti collettivi e contrattuali, garantendo criteri trasparenti, condivisi e accessibili a tutto il personale.
Abbiamo richiesto l’apertura di specifici tavoli di confronto per affrontare in maniera condivisa le tematiche relative alla salute e sicurezza, al fine di governare i cambiamenti organizzativi in atto e individuare soluzioni efficaci a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
Anche il Mimit ha richiesto ulteriori chiarimenti; tuttavia, a fronte di risposte non del tutto esaustive, ha ritenuto opportuno aggiornare il tavolo al prossimo 5 agosto in prossimità delle scadenze legali della procedura, per verificare l’andamento dell’omologa e l’effettiva sostenibilità del piano industriale.
Su richiesta sindacale, il Mimit ha infine sollecitato l’azienda a individuare una figura Hr che possa favorire il confronto e il corretto sviluppo delle relazioni sindacali, rispondendo alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali calendarizzando appositi incontri.

