Cwt Italia: dietrofront sui 190 esuberi o mobilitazione
Il 16 ottobre primo confronto sulla procedura. Il sindacato chiede chiarezza sulle strategie di Amex GBT e Long Lake dietro i 190 esuberi
Si terrà il 16 ottobre, a Milano, il primo incontro nell’ambito della procedura di licenziamento avviata da Cwt Italia, che prevede 190 esuberi, pari a circa il 45% dell’intera forza lavoro occupata nel nostro Paese. Una riduzione drastica, che non può essere liquidata come un ordinario intervento organizzativo: una scelta che ridisegna radicalmente il futuro di CWT Italia e chiama in causa le responsabilità industriali e strategiche di chi ha governato il gruppo negli ultimi anni.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il confronto non potrà limitarsi alla gestione degli effetti occupazionali della procedura, ma dovrà affrontare le questioni di fondo che questa vertenza pone al mondo del lavoro, alle istituzioni e all’intero sistema delle relazioni industriali. Al centro della discussione un uso delle nuove tecnologie che vede concentrare benefici economici e produttivi nelle mani delle imprese, lasciando a lavoratrici e lavoratori i costi sociali delle trasformazioni in atto: si tratta di uno dei primi casi in cui il ricorso all’intelligenza artificiale va a incidere pesantemente sul quadro occupazionale: quella che dovrebbe essere un’opportunità di sviluppo e di crescita, se non adeguatamente regolata, si riduce a mero strumento per la riduzione del costo del lavoro.
Quanto sta avvenendo nella divisione italiana di CWT fa seguito, secondo l’avviso dei sindacati, alle scelte strategiche del gruppo delineate dal nuovo assetto della proprietà con l’ingresso di Long Lake Management, che ha dichiarato fin dalla prima ora l’intento di integrare le proprie competenze nel campo dell’intelligenza artificiale con quelle di Amex GBT nel settore del business travel, indicando su questa linea obiettivi di crescita, innovazione e rafforzamento competitivo.
Una prospettiva di crescita che si sta traducendo nella cancellazione di un posto di lavoro su due, e che è stata definita senza trasparenza, in assenza di un confronto con le organizzazioni sindacali.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs avevano ripetutamente richiesto informazioni sulle acquisizioni intervenute, sui processi di integrazione, sulle strategie industriali e sulle possibili ricadute occupazionali, senza ricevere risposte adeguate.
Le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile che decisioni capaci di incidere in modo così profondo sull’occupazione siano maturate senza un adeguato percorso di informazione e confronto e che un ridimensionamento di questa portata sia comunicato soltanto a cose fatte.
Le organizzazioni sindacali chiederanno chiarimenti anche in merito agli indirizzi commerciali adottati successivamente all’acquisizione di CWT da parte di Amex GBT, che potrebbero aver penalizzato la prima, limitandone gli spazi di sviluppo commerciale, a favore della seconda.
Nel corso dell’incontro del 16 ottobre Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiederanno formalmente il ritiro della procedura e l’immediata apertura di un tavolo istituzionale presso i Ministeri competenti, ribadendo la più netta contrarietà alla gestione dell’intero processo da parte della proprietà.
“L’obiettivo – dichiarano le tre organizzazioni sindacali – dovrà essere quello di avviare un confronto trasparente sulle reali prospettive industriali del gruppo, sulle scelte che hanno determinato l’attuale situazione, sulla continuità aziendale e sulla salvaguardia dell’occupazione. Innovazione tecnologica, digitalizzazione e intelligenza artificiale non possono diventare l’alibi dietro cui giustificare il depauperamento del lavoro e delle competenze: metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per difendere il lavoro, l’occupazione e la dignità delle persone coinvolte”.
In assenza di risposte concrete da parte dell’azienda e di un adeguato interessamento delle istituzioni, sarà valutato l’avvio di un percorso di mobilitazione crescente che potrà prevedere assemblee, presidi, manifestazioni e iniziative di sciopero.

