Metro Italia, appalti: salvaguardare l’occupazione
Il 14 maggio, alla presenza dell’organismo bilaterale, si è svolto il quinto incontro di monitoraggio previsto dall’accordo quadro sottoscritto il 4 dicembre con Metro Italia, finalizzato alla discussione dei temi legati agli appalti, mentre il 15 maggio si è tenuto l’incontro in plenaria, così come previsto dal contratto integrativo aziendale.
Come convenuto nell’ultimo incontro, l’azienda ha presentato il nuovo modello organizzativo, illustrando nel dettaglio le ricadute dello stesso nei punti vendita di Ancona e Bergamo.
La decisione del Consiglio di amministrazione di Metro Italia è quella di procedere con l’internalizzazione delle attività di rifornimento merci a scaffale e della gestione degli ordini, attività che ad oggi vengono svolte, attraverso società e cooperative esterne a cui sono affidate tali servizi, in maniera massiva e non coordinata e senza il supporto di procedure in grado di individuare le priorità nella gestione dello stock e delle attività.
Il nuovo modello organizzativo avrà come fulcro una visione integrata delle attività, che saranno gestite direttamente dalla società Metro Italia attraverso l’ausilio di sistemi digitali, in grado di consentire interventi mirati di riordino e preparazione della merce, eliminando operazioni e cicli ripetitivi.
Secondo Metro Italia, questo modello sarà più efficiente e comporterà una riduzione di ore lavoro complessive per svolgere le attività internalizzate, con una integrazione marginale di personale e l’incremento orario dei contratti part-time necessari a completamento delle esigenze del servizio.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno espresso alcune criticità rispetto a questo modello, a partire dalla difficoltà di comprendere come esso possa determinare un risparmio di “lavoro”, considerato che non risulta una riduzione della merce da movimentare, ma soltanto una diversa gestione del processo di rifornimento che, se non adeguatamente governato, rischia di avere ricadute sull’intero personale, sia in termini di carichi di lavoro sia di articolazione degli orari.
Inoltre, tema per noi fondamentale, ai lavoratori che oggi operano presso gli appaltatori deve essere garantita da parte di Metro Italia la salvaguardia occupazionale.
L’azienda, su quest’ultimo punto, ha ribadito quanto già affermato nel precedente incontro (nostra circolare del 20.04.2026), ovvero che, nella gestione delle internalizzazioni, darà priorità all’ampliamento degli orari e alla stabilizzazione del personale diretto e, solo successivamente, procederà ad eventuali assunzioni dei lavoratori oggi impiegati negli appalti, provando inoltre, per coloro che dovessero essere esclusi, a confrontarsi con gli appaltatori al fine di garantire la continuità occupazionale.
L’incontro è poi proseguito con un’analisi dettagliata del modello organizzativo nei punti vendita di Ancona e Bergamo, dove, in realtà, il fabbisogno di ore è aumentato, portando l’impresa a proporre ai lavoratori esterni l’assunzione diretta e ad incrementare l’orario di lavoro di parte del personale diretto, seppur sperimentalmente.
Alla luce di quanto emerso, è evidente che ad oggi non vi siano ancora le condizioni per definire un’intesa nazionale sulla gestione del processo di internalizzazione delle attività oggi affidate in appalto.
Nel prossimo incontro dell’osservatorio, previsto per il 12 giugno, sarà nostro obiettivo definire un sistema di un protocollo che definisca regole generali che dovranno guidare il percorso in ogni punto vendita e che dovrà avere, come elemento prioritario, la salvaguardia occupazionale dei lavoratori impiegati negli appalti, provando inoltre, così come previsto dall’accordo quadro del 4 dicembre, a definire un protocollo sulla gestione delle attività affidate in appalto.
Il 15 maggio 2026 si è svolto l’incontro in plenaria con Metro Italia, alla presenza del Chief Financial Officer (CFO) dell’azienda.
All’ordine del giorno erano previsti quattro punti principali:
- andamento dei 10 punti vendita considerati critici;
- risultati del nuovo anno fiscale;
- aggiornamento sul progetto IT Technology;
- isopensione.
Sul nuovo anno fiscale, l’azienda ha rappresentato un quadro complessivamente positivo sino alla fine di aprile 2026, con una crescita nelle vendite e in diversi comparti e per diversi prodotti. Cresce pure la marginalità. Permangono tuttavia forti criticità legate all’aumento dei costi che fanno considerare l’attuale crescita ancora insufficiente per l’azienda.
Metro Italia ha poi presentato i dati sul flusso di cassa, la riduzione dello stock, la parte operativa e l’incidenza del costo del lavoro.
Relativamente ai 10 punti vendita considerati critici, l’azienda ha dichiarato una situazione complessivamente positiva.
Sul tema IT Technology, l’azienda ha illustrato un progetto che prevede la costituzione di una squadra italiana che lavorerà a supporto dell’intero gruppo Metro, operando per Metro Digital e non direttamente per Metro Italia.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, il progetto non avrà impatti occupazionali né determinerà modifiche alla tipologia contrattuale del personale coinvolto.
Attualmente i lavoratori interessati sono 35, occupati nella sede aziendale, di cui 12 saranno direttamente coinvolti nelle attività Digital i quali resteranno a tutti gli effetti dipendenti di Metro Italia.
In merito all’Accordo di Isopensione sottoscritto con Metro Italia, l’azienda ha comunicato che le domande complessivamente ricevute sono state 153.
Le lavoratrici e i lavoratori risultati in possesso dei requisiti per l’accesso all’isopensione sono stati complessivamente 99.
Alla data del 13 maggio risultano già accolte 83 domande, tra lavoratrici e lavoratori, mentre ulteriori 16 risultano ancora in attesa di conferma. L’uscita del personale interessato avverrà con decorrenza 30 giugno 2026.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs considerano non esaustiva la serie di dati forniti dall’azienda. In particolare, riteniamo necessario ottenere dati più precisi e dettagliati relativamente al costo del personale, richiesta che sarà formalizzata per iscritto all’impresa.
Inoltre, sull’isopensione, abbiamo richiesto di dare piena attuazione a quanto definito nell’accordo, avviando gli incontri nei punti vendita finalizzati a condividere i presidi necessari al funzionamento degli stessi e garantendo l’integrazione delle uscite secondo le modalità e le percentuali previste dagli accordi sottoscritti.
Su forte sollecitazione sindacale l’azienda si è impegnata a verificare lo stato delle agibilità sindacali territoriali integrative previste dal Cia a cui risulta abbiano in passato usufruito sigle non stipulanti il contratto integrativo, nel prossimo incontro dell’osservatorio sarà definita la questione.

