Progetto I’m Pinc, la Uiltucs su diseguaglianze e pay gap nel commercio
“Il paradosso è evidente: nel commercio, dove le donne rappresentano circa il 68% della forza lavoro, sono proprio le lavoratrici a subire in modo sproporzionato precarietà, segregazione occupazionale e divario salariale”.
È questo uno dei passaggi più forti dell’intervento della segretaria nazionale Uiltucs Samantha Merlo stamani, 19 maggio, in occasione del workshop internazionale del progetto europeo “I’m Pinc”.
Promosso da Uni Europa Commerce e finanziato dall’Unione Europea, il progetto è dedicato alle disuguaglianze di genere nel commercio e al miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore e vede la partecipazione di organizzazioni sindacali europee di Belgio, Bosnia Erzegovina, Germania, Italia, Paesi Bassi e Svezia, con la Uiltucs per l’Italia.
Nel suo intervento, tradotto in più lingue per le delegazioni internazionali presenti, la segretaria Merlo ha acceso i riflettori sulle posizioni decisionali che “restano prevalentemente in mano agli uomini”.
“Parlo di discriminazione diretta e indiretta, di segregazione occupazionale, di un modello di cultura aziendale ancora profondamente patriarcale e del famoso ‘soffitto di cristallo’ che continua a creare disuguaglianze di genere”.
Tra i temi più forti affrontati durante il workshop, il nodo salute e sicurezza sul lavoro. “Il commercio è un settore dove l’esposizione alla violenza di terzi colpisce maggiormente le donne – ha detto – ed è aggravata da modelli organizzativi che impongono troppo spesso lavoro solitario e turni serali”.
Da qui il ruolo della contrattazione collettiva e dell’azione sindacale. La Uiltucs, insieme alle categorie del commercio, del turismo e dei servizi di Cgil e Cisl, ha lavorato negli ultimi rinnovi contrattuali per introdurre strumenti concreti a sostegno della parità di genere, figura ad hoc pensata proprio dalla Uiltucs.
La “Garante di Parità”, è “un presidio operativo capace di trasformare i principi di equità e dignità in azioni concrete nei luoghi di lavoro”.
Nel suo intervento la segretaria nazionale Uiltucs ha affrontato anche il tema della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale. “Le analisi svolte nell’ambito del progetto “I’m Pinc” ci impongono una riflessione sull’impatto della digitalizzazione, che rischia di rendere ancora più profonde le disuguaglianze di genere esistenti”.
Per questo, conclude Merlo, sarà fondamentale intervenire anche sui sistemi di gestione algoritmica, “che possono riprodurre pregiudizi di genere nella selezione del personale, nella pianificazione dei turni e nella valutazione delle prestazioni”, insieme a percorsi di formazione e riqualificazione digitale delle lavoratrici.
“Vogliamo garantire attraverso la contrattazione il diritto a un lavoro dignitoso, ambienti sicuri e una reale parità salariale per lavori di pari valore”, ha poi concluso la segretaria nazionale, evidenziando quanto progetti “come
I’m Pinc siano fondamentali per passare dalle buone intenzioni ai piani d’azione”, trasformando la consapevolezza in azione compiuta.
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