Novomatic, i dettagli dell’incontro su diritti di informazione e smart working
Si è svolto, in modalità telematica, l’incontro nazionale tra le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e la direzione del gruppo Novomatic Italia, dedicato ai diritti di informazione e all’avvio del confronto per il rinnovo dell’accordo sullo smart working.
In apertura, anche alla luce dei recenti cambiamenti intervenuti nelle delegazioni aziendali e sindacali, la direzione ha illustrato la struttura societaria, l’andamento del settore e le principali prospettive industriali del gruppo.
Novomatic Italia ha rappresentato una realtà composta complessivamente da circa 4.200 dipendenti, attiva lungo l’intera filiera del gioco regolamentato, dalla produzione e commercializzazione delle apparecchiature alla gestione delle reti, delle sale da gioco e dei servizi collegati, fino alle attività online e ai sistemi di pagamento.
L’azienda ha evidenziato il progressivo spostamento del mercato dal gioco fisico verso l’online, con una significativa contrazione del comparto terrestre e degli apparecchi da gioco. Tale evoluzione sta producendo effetti sulla produzione industriale, sul noleggio, sulla gestione delle reti e sulla sostenibilità economica delle sale, con conseguenti riflessi anche sull’occupazione del settore.
La direzione ha confermato la volontà di continuare a investire sul mercato italiano, in particolare nelle attività digitali, nell’online, nei sistemi di pagamento, nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo delle competenze.
È stata inoltre richiamata la costituzione di uno specifico dipartimento dedicato all’intelligenza artificiale, realizzato valorizzando prioritariamente professionalità già presenti all’interno del gruppo e integrandole con nuove competenze reperite sul mercato.
Le organizzazioni sindacali hanno preso atto del quadro illustrato e hanno richiesto che l’informativa venga completata con dati occupazionali maggiormente dettagliati, con particolare riferimento alla distribuzione del personale full time e part time, all’utilizzo del lavoro supplementare e straordinario, alle tipologie contrattuali e all’articolazione dell’organico nelle diverse società e strutture del gruppo.
Nel corso del confronto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno inoltre posto congiuntamente l’esigenza di superare la frammentazione dell’attuale contrattazione aziendale.
Nel tempo sono stati infatti sottoscritti diversi accordi su relazioni sindacali, trattamenti economici, buoni pasto e smart working, applicati su perimetri societari non sempre coincidenti.
Le organizzazioni sindacali ritengono pertanto necessario verificare le condizioni per costruire progressivamente un quadro organico e unitario di contrattazione decentrata, attraverso un Contratto integrativo aziendale di gruppo o, in subordine dove non ci presentassero le possibilità, un accordo quadro capace di ricomporre e armonizzare le intese esistenti, salvaguardando le specificità delle singole realtà e i trattamenti di miglior favore.
Una parte centrale dell’incontro è stata dedicata al rinnovo dell’accordo sullo smart working, già prorogato fino al 31 dicembre 2026.
Fino a tale data restano integralmente applicate le disposizioni vigenti, nell’ambito del percorso finalizzato alla definizione di una nuova disciplina di gruppo con decorrenza dal 1° gennaio 2027.
L’attuale modello prevede:
1. Un regime ordinario fino a 9 giornate mensili di lavoro agile;
2. Un regime fino a 18 giornate mensili per specifiche aree dell’Information Technology e dell’online;
3. Un regime fino a 13 giornate per determinate condizioni personali e familiari;
4. Specifiche tutele per gravidanza, genitorialità, disabilità e fragilità;
5. Programmazione mensile delle giornate;
6. Diritto alla disconnessione;
7. Utilizzo dei Rol anche nelle giornate di lavoro agile;
8. Assenza di sistemi rigidi di timbratura o controllo, in un modello fondato sulla responsabilità e sulla fiducia.
L’azienda ha dichiarato di non voler eliminare lo smart working, riconoscendone il valore e la natura ormai strutturale nell’organizzazione del lavoro.
Ha tuttavia rappresentato l’esigenza di incrementare la compresenza nei luoghi di lavoro, favorendo la collaborazione tra funzioni, la condivisione delle conoscenze, l’inserimento dei nuovi assunti, la formazione e la realizzazione dei progetti strategici.
In tale quadro, la proposta aziendale prevede la riduzione del regime ordinario da 9 a 6 giornate mensili e del regime esteso da 18 a 12 giornate mensili, valutando contestualmente il passaggio da una programmazione su base mensile a una regolazione prevalentemente settimanale.
Le popolazioni interessate risultano essere, secondo le prime indicazioni aziendali, circa 350 lavoratrici e lavoratori per il regime ordinario e circa 130-140 per quello esteso.
Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato che una riduzione così significativa produrrebbe un impatto concreto sulle condizioni economiche e sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche in considerazione dei maggiori costi di trasporto, dei tempi di percorrenza e delle abitudini consolidate nel corso degli ultimi anni.
È stata pertanto ribadita la necessità di affrontare il negoziato sulla base di dati completi, criteri trasparenti e soluzioni equilibrate, evitando arretramenti generalizzati.
Il confronto dovrà riguardare non soltanto il numero delle giornate, ma anche l’effettiva esigibilità dello strumento e, in particolare:
1. I criteri di accesso e le motivazioni degli eventuali dinieghi;
2. Le modalità di programmazione e recupero delle giornate;
3. L’ampliamento delle condizioni di priorità e di miglior favore;
4. Il diritto effettivo alla disconnessione;
5. La gestione dei malfunzionamenti tecnici;
6. Le modalità di intervento sindacale in caso di criticità;
7. La tutela della salute, della sicurezza e della riservatezza;
8. La salvaguardia del trattamento economico e normativo;
9. La definizione di un adeguato periodo di transizione per l’eventuale introduzione del nuovo modello.
Le organizzazioni sindacali hanno proposto alla direzione di trasmettere una proposta scritta prima del prossimo incontro, così da consentire un esame puntuale.
È stata inoltre richiesta una fotografia più dettagliata delle persone interessate dai diversi regimi e dalle condizioni di miglior favore, nel rispetto della riservatezza dei dati personali.
L’incontro ha confermato la volontà delle parti di proseguire il confronto in una cornice negoziale partecipata.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’obiettivo resta quello di rinnovare e migliorare la disciplina collettiva dello smart working, contemperando le esigenze organizzative rappresentate dall’azienda con la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la salvaguardia delle condizioni acquisite: questo anche alla luce di quanto ottenuto in altre aziende del settore.
Il prossimo incontro è stato fissato, in modalità telematica, per il 2 novembre 2026 alle ore 9.30.
Nelle settimane precedenti proseguirà il confronto tra le organizzazioni sindacali e lo scambio dei testi con la direzione aziendale.

