Cesar, confronto su occupazione, sicurezza e organizzazione del lavoro
Sì è tenuto il programmato incontro con Cesar Spa, la società presente ormai in quasi tutte le regioni italiane con più di 6.500 dipendenti. La media per punto vendita si attesta al di sotto dei 15 dipendenti, in prevalenza full-time (i part-time hanno orari settimanali compresi tra le 24 e le 30 ore medie).
La composizione dell’organico vede per il 70% una presenza femminile, circa l’80% di contratti a tempo indeterminato e una distribuzione tra full-time e part-time rispettivamente dell’80% e del 20%. Il turnover nell’ultimo anno si è attestato intorno al 7%. La percentuale degli straordinari si attesta indicativamente al 4%.
Alla luce dei dati occupazionali presentati, come OO.SS. abbiamo richiesto alla società di integrare le informazioni condivise con un maggiore livello di dettaglio, a partire dalle tipologie contrattuali presenti in azienda.
Fra aperture recentemente effettuate e quelle che verranno fatte nei prossimi mesi, l’azienda afferma di voler arrivare a 70 nuovi punti vendita.
Lato sindacale, abbiamo sottolineato che diventa complicato gestire relazioni sindacali con interlocutori in continuo cambiamento, dal momento in cui si definiscono percorsi che vengono puntualmente non rispettati da chi poi subentra. Questo a seguito del fatto che, nel corso dell’ultimo anno, la società ha cambiato tre responsabili delle relazioni sindacali. Anche a seguito di ciò, abbiamo ribadito la necessità di definire relazioni sindacali più strutturate a tutti i livelli, a partire dal confronto in merito alla costruzione di un contratto integrativo e alla risoluzione di problemi che spesso vedono dichiarazioni d’intenti positive, a cui però non seguono riscontri nei fatti. In merito alla contrattazione di secondo livello, l’azienda, contrariamente all’apertura data nel recente passato, ha risposto affermando che ad oggi non vi sono le condizioni per avviare un percorso di questa natura.
In merito alla gestione del personale, lato sindacale abbiamo ribadito che è necessario rispettare le mansioni previste dai livelli definiti dal Ccnl, in quanto in alcuni territori risultano esserci forzature effettuate nei confronti di lavoratrici e lavoratori, in relazione a funzioni non in linea con i livelli applicati. Abbiamo evidenziato e denunciato un’organizzazione del lavoro dettata da turni esposti in netto ritardo rispetto alle quattro settimane, la mancata sostituzione di personale assente per lunghi periodi e l’utilizzo di turni spezzati, che rendono impossibile per lavoratrici e lavoratori conciliare i tempi vita-lavoro.
Criticità sono state riscontrate anche a livello di salute e sicurezza, per quanto riguarda, ad esempio, il carico e lo scarico delle merci, l’eliminazione delle casseforti nei punti vendita con il conseguente deposito degli incassi da parte dei dipendenti e un numero di Rls assolutamente non sufficiente.
Altresì, è stata ribadita la necessità di rispondere in modo concreto alle richieste dei territori, che in alcuni casi hanno istanze inevase da tempo.
L’incontro si è chiuso con la nostra richiesta di prevedere appositi incontri territoriali per intervenire laddove sussistano problematiche urgenti. Sul punto l’azienda ha dichiarato di essere disponibile al confronto fin da subito. Come organizzazioni sindacali, qualora questa situazione dovesse protrarsi oltre, ci riserveremo di valutare e intraprendere tutte le iniziative necessarie.
Sarà nostra cura tenere monitorata la situazione in sinergia e raccordo con i territori interessati. Allo scopo è convocato il Coordinamento unitario delle delegate, dei delegati e delle strutture per il 10 novembre 2026 alle ore 10, in modalità videoconferenza.

