Piazza Italia, le ultime su situazione societaria e relazioni sindacali
Oggi, 17 aprile 2026, si è svolto il secondo incontro a livello nazionale con il Gruppo Piazza Italia, dedicato all’aggiornamento relativo all’amministrazione giudiziaria dell’azienda.
Nel corso del confronto sono stati affrontati i principali temi riguardanti la situazione societaria, l’organizzazione del lavoro, la sicurezza e le prospettive di confronto nazionale.
Durante la riunione, le organizzazioni sindacali hanno richiesto un aggiornamento dettagliato sul provvedimento di amministrazione giudiziaria disposto nei confronti dell’azienda. Secondo quanto riferito dalla direzione, il provvedimento deriverebbe da verifiche effettuate presso aziende fornitrici operanti nell’area pratese, nelle quali sarebbero emerse irregolarità nella gestione del personale, sotto il profilo retributivo e del rispetto dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’azienda ha dichiarato che i rapporti commerciali con tali realtà sarebbero stati marginali e limitati a forniture residuali, precisando inoltre che il provvedimento non starebbe incidendo sulla continuità operativa aziendale.
Come organizzazioni sindacali ribadiamo con forza che ogni vicenda collegata a sfruttamento lavorativo, appalti opachi, dumping contrattuale e violazioni dei diritti – anche laddove circoscritti – deve rappresentare un punto di svolta per l’intera filiera del settore distribuzione e per il Gruppo Piazza Italia.
È necessario costruire un confronto nazionale stabile che garantisca monitoraggio, trasparenza, legalità e controlli strutturali lungo tutta la catena produttiva.
La direzione ha comunicato che l’azienda conta circa 1.900 dipendenti e 162 punti vendita diretti sul territorio nazionale, oltre a una rete franchising che supera complessivamente i 300 negozi.
Sono state annunciate nuove aperture nel primo semestre 2026 a Roma, Città di Castello, Napoli e Cagliari, ed è stata confermata la prosecuzione di interventi di restyling su diversi punti vendita.
Sono state inoltre segnalate alcune chiusure, motivate da cessazioni contrattuali e risultati economici negativi. In tali casi, l’azienda ha dichiarato di aver salvaguardato l’occupazione attraverso la ricollocazione del personale.
Le organizzazioni sindacali, pur condividendo il metodo fin qui adottato, ribadiscono che ogni futura situazione analoga dovrà essere gestita attraverso un percorso sindacale strutturato. È stata confermata una struttura organizzativa fortemente gerarchizzata, articolata per livelli e ruoli.
L’azienda ha evidenziato un utilizzo prevalente di contratti full-time, circa il 70% della forza lavoro, con presenza anche di rapporti part-time organizzati tramite griglie orarie prestabilite.
Particolare attenzione è stata posta sul tema del lavoro domenicale e festivo, spesso legato agli obblighi imposti dai centri commerciali.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito con fermezza che il lavoro festivo non può diventare una normalità permanente, né essere scaricato unilateralmente sulle lavoratrici e sui lavoratori. È necessaria una regolazione contrattata che garantisca volontarietà, rotazione equa, maggiorazioni adeguate e reale conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
L’azienda ha inoltre dichiarato la presenza di un sistema incentivante unilaterale che sarà oggetto di informativa alle organizzazioni sindacali.
Come parte sindacale abbiamo evidenziato la necessità di aprire un confronto per costruire un sistema trasparente, condiviso, equo e accessibile a tutte e tutti. Abbiamo inoltre proposto di valutare strumenti di detassazione, welfare contrattato e maggiore redistribuzione del valore prodotto.
Sul tema della sicurezza è emerso che risultano attualmente nominati sei Rls sull’intera rete aziendale, in larga parte coincidenti con figure di area manager.
Le organizzazioni sindacali hanno espresso forti perplessità rispetto sia al numero estremamente ridotto di rappresentanti Rls, sia alla presenza e al forte e diffuso radicamento sul territorio nazionale, sia alla sovrapposizione tra ruoli di rappresentanza dei lavoratori e ruoli gerarchici aziendali.
Ribadiamo che la sicurezza richiede una rappresentanza indipendente, capillare e realmente accessibile ai lavoratori, libera da timori e condizionamenti.
Abbiamo quindi avanzato la richiesta di:
- rafforzamento della rete Rls;
- maggiore copertura territoriale;
- definizione di protocolli nazionali condivisi;
- confronto periodico su infortuni, rischi e formazione;
- coinvolgimento effettivo delle rappresentanze sindacali.
L’azienda ha dichiarato di non avere gestione diretta del personale impiegato nei punti vendita in franchising e pertanto non poter garantire che agli stessi venga applicato il medesimo Ccnl dei punti vendita diretti.
Come organizzazioni sindacali riteniamo invece indispensabile aprire una riflessione complessiva sul sistema franchising, affinché il marchio non possa essere separato dalle responsabilità sociali e dalle condizioni di lavoro praticate nei negozi che lo rappresentano. Nessun lavoratore deve essere lasciato senza tutele solo perché impiegato in una diversa forma gestionale.
Abbiamo inoltre chiesto all’azienda un confronto sul tema dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione organizzativa.
Il confronto proseguirà con lo stesso spirito costruttivo fin qui svolto. È stato calendarizzato il prossimo incontro nazionale per il 9 giugno 2026 alle ore 10, con l’obiettivo di porre le basi per processi di condivisione attraverso protocolli o accordi quadro capaci di costruire modelli sindacali partecipativi e uniformi su tutto il territorio nazionale.
Per le organizzazioni sindacali restano irrinunciabili i principi di legalità, dignità del lavoro, sicurezza, salario, diritti e partecipazione.

