Tk Elevator, le ultime dal Comitato aziendale europeo
Come Filcams, Fisascat e Uiltucs riteniamo utile fornire un aggiornamento sulla situazione di Tk Elevator, alla luce dell’evoluzione della possibile acquisizione del Gruppo da parte di Kone e, in particolare, della posizione assunta unitariamente dal Comitato aziendale europeo.
Fin dal primo annuncio, la prospettiva dell’operazione ha suscitato forte preoccupazione tra i lavoratori e le rappresentanze sindacali europee per le possibili conseguenze occupazionali e organizzative.
In questo contesto, il Cae ha seguito costantemente l’evoluzione della vicenda, chiedendo alla Direzione informazioni più precise sul processo in corso e sulle sue possibili ricadute e ponendo al centro la salvaguardia dell’occupazione, delle sedi e delle attività, nonché il pieno rispetto dei diritti di informazione e consultazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze.
La risposta alla situazione non è stata uguale in tutti i Paesi. In Germania la reazione è stata particolarmente forte, con una significativa mobilitazione e iniziative di sciopero.
In Italia l’iniziativa si è concentrata prevalentemente sul piano dell’informazione e della comunicazione, anche attraverso la stampa, con l’obiettivo di dare visibilità alla situazione e alle preoccupazioni dei lavoratori.
Uno degli elementi di maggiore preoccupazione riguarda le importanti sinergie annunciate in relazione all’operazione, indicate in circa 700 milioni di euro annui. In molti Paesi Tke e Kone svolgono infatti attività largamente sovrapponibili e ciò pone inevitabilmente interrogativi sul futuro delle strutture, delle funzioni, delle sedi e dell’occupazione.
Parallelamente sono in corso valutazioni da parte delle autorità competenti in diversi Paesi. Nelle ultime settimane sono inoltre emerse ipotesi secondo le quali Kone, per arrivare all’acquisizione di Tke e rispondere a eventuali problematiche legate alla concorrenza, potrebbe dover cedere parte delle attività europee.
Si tratta di uno scenario che rende ancora più necessario conoscere quale sia il progetto complessivo per le attività europee di Tke e quali possano essere le conseguenze per i lavoratori e per le sedi.
Su questi temi sono intervenuti congiuntamente anche il Comitato aziendale europeo e il Comitato aziendale di gruppo, chiedendo chiarezza sul futuro delle attività europee e ribadendo la volontà di agire in maniera coordinata, oltre i confini nazionali, per la tutela dell’occupazione, dei siti e delle attività.
Resta centrale il problema della difficoltà ad ottenere informazioni tempestive e sufficientemente dettagliate. Il Cae ha ribadito più volte che il diritto di informazione e consultazione deve essere esercitato prima che le decisioni siano definitivamente assunte e non quando le scelte sono ormai irreversibili.
È proprio in questo quadro che si colloca la Risoluzione del Comitato aziendale europeo di Tk Elevator, approvata all’unanimità a Oberhausen il 1° ottobre 2026. Con questo documento il Cae ha formalizzato le proprie preoccupazioni rispetto alla possibile acquisizione, alle conseguenze delle sinergie annunciate e ai possibili processi di ristrutturazione, riduzione dell’occupazione, accorpamento di funzioni, trasferimento delle attività o chiusura di sedi.
La Risoluzione pone al centro la tutela dei posti di lavoro e chiede il pieno coinvolgimento del Cae nel processo. In questi mesi è proseguito anche il confronto con le organizzazioni sindacali europee e con i rappresentanti dei lavoratori degli altri Paesi, nella consapevolezza che una situazione di questa portata non possa essere affrontata esclusivamente a livello nazionale.
Questa fase particolarmente delicata coincide inoltre con la scadenza del mandato quadriennale dell’attuale Cae e con l’avvio del percorso per la costituzione del nuovo Comitato. La procedura è già partita e prevede la definizione delle nuove rappresentanze nazionali entro il 31 gennaio 2027, mentre la riunione costitutiva del nuovo Cae è prevista per il 15 marzo 2027.
Il rinnovo assume quindi un significato particolare. Il nuovo Cae potrebbe infatti trovarsi fin dall’inizio a seguire una fase decisiva dell’operazione e, a seconda della sua evoluzione, anche un eventuale processo di ridefinizione dell’accordo Cae e dell’assetto della rappresentanza europea.
In questo quadro saranno importanti la continuità, l’esperienza acquisita e i rapporti costruiti nel tempo tra i rappresentanti dei diversi Paesi, nel pieno rispetto delle procedure previste per il rinnovo.
Ad oggi la situazione rimane aperta e diversi aspetti non sono ancora definiti. Sarà quindi fondamentale mantenere un forte coordinamento sindacale europeo, chiedendo trasparenza sull’evoluzione dell’operazione e, soprattutto, il pieno rispetto dei diritti di informazione e consultazione del Comitato aziendale europeo.
In una fase come questa è essenziale condividere rapidamente le informazioni, mantenere una posizione comune e intervenire prima che eventuali decisioni con impatto sui lavoratori possano diventare irreversibili.

