Dussmann, il quadro aziendale: sviluppare le relazioni sindacali
Il 26 ottobre 2026, si è svolto l’incontro nazionale con Dussmann Service, dedicato all’andamento
aziendale e, in particolare, al settore della ristorazione collettiva.
L’azienda ha rappresentato un quadro complessivo di crescita, dichiarando una forza lavoro nella sua
interezza, al 30 giugno 2026, pari a 27.572 dipendenti (cica 70.000 in tutto il Mondo, con una
diffusione in 21 paesi). Nel settore della ristorazione risultano occupate 6.933 persone, rispetto alle
6.549 comunicate nell’anno precedente.
La composizione occupazionale del comparto resta caratterizzata da una forte presenza di rapporti
a tempo parziale: 5.990 lavoratrici e lavoratori part-time, pari all’86% del totale, e 943 full-time,
pari al 14%. I rapporti a tempo indeterminato sono 6.405, mentre quelli a tempo determinato
risultano 528. La componente femminile continua a essere largamente maggioritaria, poiché gli
uomini rappresentano il 16% della popolazione aziendale.
Dussmann ha confermato la volontà di continuare a investire nella ristorazione collettiva, nonostante le difficoltà causate dall’aumento dei costi delle materie prime e dalla limitata possibilità di revisione dei prezzi degli appalti. La società ha diversificato l’offerta in diversi comparti: ristorazione scolastica, Forze armate, ministeri e Pubblica Amministrazione, Ristorazione aziendale e Socio assistenziale.
L’azienda ha inoltre richiamato la volontà di sviluppare ulteriormente le attività nel settore alberghiero (rifacimento camere, con Ccnl della filiera alberghiera) e nei servizi di pulizia industriale rivolti all’industria alimentare.
Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come la crescita aziendale debba tradursi in un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro e in una maggiore qualità dell’occupazione.
In particolare, è stata posta l’attenzione sulla forte incidenza del part-time, spesso caratterizzato da monte ore ridotti e da una flessibilità organizzativa che rende difficile conciliare il lavoro con la vita personale e, soprattutto, conseguire un reddito adeguato.
È stata pertanto ribadita la necessità di avviare un confronto strutturato sui consolidamenti delle ore supplementari, sulle trasformazioni dei rapporti da part-time a full-time e sulla possibilità di integrare gli orari attraverso l’impiego su più servizi o appalti compatibili.
Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno chiesto all’azienda di fornire i dati relativi alle richieste di consolidamento presentate, a quelle accolte e alle trasformazioni effettivamente realizzate, con uno specifico approfondimento territoriale.
Particolare rilievo assume la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati negli appalti di
ristorazione scolastica, interessati dalle sospensioni dell’attività durante la chiusura delle scuole.
Su questo punto, Le organizzazioni sindacali hanno proposto di utilizzare i periodi di sospensione per realizzare interventi di formazione e aggiornamento professionale, salvaguardando per quanto possibile continuità occupazionale e reddituale o di individuare altre forme di copertura per tali periodi.
La formazione potrebbe riguardare la salute e sicurezza, la sicurezza alimentare, l’aggiornamento tecnico-professionale, le competenze digitali, l’inclusione e il contrasto alle discriminazioni.
È stato inoltre richiesto di valutare soluzioni organizzative che consentano l’impiego temporaneo del personale in altri servizi aziendali compatibili.
Sul tema della salute e sicurezza, l’azienda ha comunicato che nel 2025 si sono verificati 174 infortuni, per complessivi 4.789 giorni di assenza, e che sono state denunciate 65 malattie professionali.
La delegazione sindacale ha chiesto di ricevere anche i dati relativi agli infortuni in itinere e ai cosiddetti “near miss”, nonché una rappresentazione territoriale degli Rls attualmente presenti.
Il numero di RLS indicato dall’azienda, pari a sei, è stato ritenuto insufficiente da parte delle organizzazioni sindacali rispetto alle dimensioni occupazionali, alla distribuzione territoriale e alla frammentazione degli appalti.
È stata quindi richiesta l’apertura di un confronto finalizzato a rafforzare la rappresentanza per la sicurezza e a risolvere le criticità segnalate nei territori in merito al riconoscimento delle nomine effettuate dalle organizzazioni sindacali.
In relazione al ricorso al lavoro supplementare e straordinario, quantificato dall’azienda complessivamente in circa un milione di ore nel 2025, le organizzazioni sindacali hanno ribadito che un utilizzo così rilevante delle prestazioni aggiuntive deve essere verificato congiuntamente e messo in relazione con la possibilità di consolidare gli orari contrattuali. È stata pertanto richiesta la trasmissione di dati completi, articolati per territorio, appalto e tipologia di rapporto.
L’azienda ha illustrato anche i risultati di una rilevazione interna sui temi del benessere organizzativo,
dell’equilibrio tra vita e lavoro, della diversità, dell’inclusione e della parità di genere, alla quale
avrebbero partecipato 5.507 dipendenti.
Le organizzazioni sindacali hanno osservato che le risultanze devono essere approfondite alla luce della forte presenza di part-time involontario e delle difficoltà reddituali e organizzative segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori.
È stata inoltre richiamata la necessità di conoscere le azioni concretamente adottate a seguito delle segnalazioni di bullismo, molestie, micro-aggressioni o discriminazioni.
L’azienda ha riferito dell’esistenza di canali dedicati, anche anonimi, e di procedure collegate al whistleblowing e alle certificazioni in materia di responsabilità sociale e parità di genere.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un maggiore coinvolgimento della rappresentanza sindacale e una specifica formazione rivolta a tutto il personale sui linguaggi inclusivi, sul rispetto nei luoghi di lavoro e sulla prevenzione di ogni forma di discriminazione.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dei sistemi automatizzati e della geolocalizzazione.
L’azienda ha dichiarato di avere adottato linee guida interne per disciplinare l’impiego dell’intelligenza artificiale quale supporto alle attività lavorative.
La Filcams, Fisascat e Uiltucs ha richiesto una preventiva informazione sugli strumenti utilizzati, sulle finalità, sui dati raccolti e sulle lavoratrici e sui lavoratori interessati, ribadendo che l’innovazione non può essere utilizzata per sostituire indiscriminatamente il lavoro, comprimere i diritti o introdurre forme di controllo non concordate.
Per quanto riguarda il tema della geolocalizzazione, abbiamo ribadito quanto già espresso nel corso degli incontri dedicati alla materia svolti nei mesi scorsi, a seguito del mancato invio dell’informativa e del mancato rispetto, da parte di Dussmann, della procedura prevista dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.
Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito che l’eventuale utilizzo dell’applicazione debba avvenire esclusivamente tramite strumentazione aziendale e che la sua introduzione sia preceduta da una preventiva informazione e dal confronto con le organizzazioni sindacali.
È stato inoltre richiesto che siano chiaramente definite e comunicate le modalità di trattamento dei dati personali, al fine di garantire la piena trasparenza nell’utilizzo dello strumento e nella gestione dei dati raccolti.
La delegazione sindacale ha infine richiesto all’azienda la trasmissione delle slide presentate e di ulteriori dati relativi a:
- monte ore contrattuale medio ed età media del personale;
- distribuzione territoriale e settoriale degli appalti;
- assunzioni e cessazioni, distinte per causale;
- consolidamenti orari e trasformazioni a tempo pieno;
- lavoro supplementare e straordinario;
- infortuni in itinere e mancati infortuni;
- collocazione territoriale degli RLS;
- iniziative previste durante le sospensioni della ristorazione scolastica;
- utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, automazione e geolocalizzazione
Le organizzazioni sindacali hanno confermato la propria disponibilità a proseguire il confronto nazionale e territoriale, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo aziendale attraverso relazioni sindacali più strutturate contrattazione di secondo livello e interventi concreti in materia di occupazione, consolidamento degli orari, formazione, sicurezza, inclusione e tutela del reddito.

