Sicuritalia, focus sulle nuove tecnologie
Si è svolto l’incontro con la direzione aziendale di Sicuritalia Spa dedicato all’utilizzo delle nuove tecnologie con possibili effetti sull’organizzazione del lavoro e sul controllo a distanza.
L’azienda ha illustrato la possibilità di utilizzare bodycam soprattutto nei servizi maggiormente esposti a rischi di aggressione.
Come organizzazioni sindacali abbiamo evidenziato le criticità dell’utilizzo di queste tecnologie e
posto alcuni punti imprescindibili:
- nessuna registrazione continua dell’attività lavorativa;
- attivazione della bodycam esclusivamente da parte dell’operatore;
- volontarietà effettiva e assenza di penalizzazioni;
- esclusione dell’utilizzo delle registrazioni per finalità disciplinari o di valutazione della prestazione;
- accesso ai dati esclusivamente da parte di soggetti autorizzati e tracciabilità degli accessi;
- tempi di conservazione ridotti al minimo necessario;
- definizione puntuale del perimetro di utilizzo dei servizi e delle attività interessate;
- formazione preventiva del personale.
Resta da approfondire in particolare la funzione pre/post buffer, che consente di recuperare alcuni secondi precedenti o successivi all’attivazione della bodycam e che pone interrogativi rispetto alla presenza di una registrazione temporanea continua.
In merito al dispositivo uomo a terra sono state illustrate due alternative: dispositivo fisico oppure applicazione installata sul telefono aziendale.
La posizione, secondo quanto rappresentato dall’azienda, dovrebbe essere rilevata solamente in occasione dell’allarme e non attraverso un tracciamento permanente.
Abbiamo chiesto ulteriori garanzie su geolocalizzazione, eventuale geofencing, interrogazione da remoto, conservazione dei dati, manutenzione dei dispositivi e individuazione delle attività nelle quali il sistema sia realmente necessario.
Particolare attenzione dovrà inoltre essere posta all’efficienza dei dispositivi e ai tempi di sostituzione in caso di guasto.
L’altro tema centrale ha riguardato l’applicazione aziendale SecurForce, utilizzabile per documentazione, comunicazioni e gestione dei turni.
Abbiamo ribadito che l’installazione sul telefono personale deve rimanere volontaria e che devono essere garantiti strumenti alternativi per chi non utilizza l’app.
Soprattutto, l’app non può trasformarsi in uno strumento di reperibilità permanente salvaguardando il diritto di disconnessione del personale.
Non sono accettabili per le organizzazioni sindacali le pressioni esercitate in talune situazioni per scaricare l’applicazione sul proprio dispositivo personale attraverso la previsione dell’impegno a scaricare l’applicazione sul proprio dispositivo o facendo reperire i turni in luogo distante ai dipendenti che decidono di non utilizzare l’applicazione.
Dovranno quindi essere definite regole precise su:
- tempi di comunicazione dei turni;
- modalità di gestione delle variazioni;
- situazioni di effettiva urgenza;
- diritto alla disconnessione fuori l’orario di lavoro;
- inibizione dell’utilizzo delle notifiche di lettura anche a fini disciplinari.
La pubblicazione di una variazione sull’app, da sola, non può equivalere alla sua conoscenza o accettazione da parte del lavoratore.
Nel caso di utilizzo di sistemi digitali per la rilevazione delle presenze abbiamo ribadito che dovranno essere utilizzati strumenti aziendali, evitando che il telefono personale diventi strumento necessario per l’esecuzione della prestazione.
L’eventuale geolocalizzazione solo su dispositivi messi a disposizione dall’azienda dovrà essere circoscritta alla finalità specifica della rilevazione della presenza, senza trasformarsi in tracciamento durante il turno.
Il tema della comunicazione delle variazioni e dei turni rappresenta il nodo più critico dell’applicazione aziendale, se a un lato le funzioni dell’applicazione relative alle buste paga e alla documentazione del rapporto di lavoro risultano essere utili per il personale la comunicazione dei turni e delle variazioni tramite l’applicazione implica una compressione del diritto a determinare il proprio tempo libero e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che inevitabilmente determina la necessità di una discussione sull’organizzazione del lavoro.
Come organizzazioni sindacali abbiamo inoltre proposto l’istituzione di una commissione paritetica nazionale per monitorare l’introduzione delle tecnologie, le postazioni interessate, le problematiche segnalate dai territori e gli effetti sulla salute, sulla sicurezza e sull’organizzazione del lavoro.
Il confronto proseguirà il 30 novembre alle ore 14 da remoto. Nel frattempo, saranno effettuati gli approfondimenti unitari necessari.

