Lutech, no a licenziamenti e trasferimenti imposti. Serve confronto vero
Preoccupano le modalità con cui il Gruppo Lutech sta gestendo alcune situazioni di eccedenza del personale.
Negli ultimi giorni alcune lavoratrici e alcuni lavoratori hanno infatti ricevuto comunicazioni di licenziamento in caso di mancata accettazione del trasferimento in sedi molto distanti dalla propria residenza.
A denunciare la situazione la Uiltucs con Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fisascat Cisl, Filcams Cgil, che scelgono di non entrare nel merito delle singole vicende, tuttora oggetto di confronto sindacale e individuale, ma di richiamare l’attenzione sul metodo adottato dall’azienda.
Per le organizzazioni sindacali è infatti questo il vero elemento di preoccupazione. Lutech è un gruppo che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori, opera prevalentemente attraverso il lavoro da remoto e dispone di strumenti organizzativi che consentirebbero di affrontare situazioni di eccedenza con soluzioni diverse dai licenziamenti o dai trasferimenti imposti da una parte all’altra del Paese.
“È una scelta che respingiamo”, affermano le organizzazioni sindacali. “Un’impresa di queste dimensioni ha il dovere di esercitare concretamente la propria responsabilità sociale, tenendo conto delle condizioni personali e familiari delle persone, del loro radicamento sul territorio, del patrimonio di professionalità costruito negli anni e delle opportunità offerte da un’organizzazione del lavoro diffusa. Scaricare interamente sui lavoratori il peso delle scelte aziendali non è accettabile.
“I sindacati ricordano inoltre come, nell’incontro dello scorso marzo con l’amministratore delegato, fosse stato dichiarato che il numero delle persone non allocate fosse estremamente contenuto. “Si contano sulle dita di una mano”, aveva affermato il management. Proprio per questo, sottolineano Fim, Fiom, Uilm, Fisascat, Filcams e Uiltucs, ci si sarebbe aspettati un percorso di confronto sindacale finalizzato a individuare soluzioni sostenibili e condivise.
“Le relazioni industriali non possono limitarsi alla comunicazione di decisioni già prese. Il sindacato è chiamato a costruire soluzioni capaci di coniugare le esigenze organizzative dell’impresa con la tutela delle persone, come in passato è già accaduto all’interno del Gruppo Lutech. Tornare invece alla logica del provvedimento unilaterale significa imboccare una strada che non appartiene a un moderno sistema di relazioni industriali.
“Secondo le organizzazioni sindacali, quanto sta accadendo rischia inoltre di compromettere il percorso avviato per arrivare a un Contratto integrativo aziendale di secondo livello valido per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Gruppo.
“È difficile costruire un clima di fiducia e discutere di miglioramento delle condizioni di lavoro mentre si adottano modalità di gestione che alimentano paura e incertezza. Oggi la priorità sindacale è la tutela delle persone coinvolte.
“L’interlocuzione con l’azienda resta comunque aperta. Per questo Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs auspicano che nei prossimi giorni prevalga il senso di responsabilità e che vengano individuate soluzioni coerenti con la storia, le dimensioni e il ruolo del Gruppo Lutech.
“Ci aspettiamo un cambio di passo: il ritorno a un confronto autentico, fondato sulla ricerca di soluzioni condivise e non sull’imposizione unilaterale delle decisioni”.
I sindacati confermano infine che continueranno a seguire l’evoluzione della vicenda e a tutelare con determinazione tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Gruppo Lutech.

